ita espGiovedì 27 giugno, ore 21 (16 locali), Castelao, Fortaleza. Prima semifinale di Confederations Cup della storia per la Nazionale italiana, all’ennesimo faccia a faccia della storia recente con la Spagna.

La storia “vera” degli scontri con la Spagna pigliatutto è di questi ultimi anni, anche se gli incontri finora sono stati 31; prima del 2008 la formazione iberica aveva vinto un solo trofeo internazionale, l’Europeo del 1964. Nel 2008 Luis Aragonés, all’ultimo anno da allenatore (seguirono alcuni mesi al Fenerbahce) portò al secondo successo la Spagna, inaugurando il ciclo di successi proprio con l’eliminazione ai rigori degli azzurri, ai quarti di quell’Europeo. Del 2011 l’amichevole, ancora oggi ricordata come la prima “vera” partita della squadra di Prandelli, vinta per 2-1. Risalgono invece all’anno scorso i due scontri di Polonia e Ucraina 2012, 1-1 nella fase a gironi e 0-4 in finale. Su quelle due partite ci sarebbe molto da dire, specie perché il ct Prandelli ha fatto giocare sempre gli stessi 15-16 (sostituzioni comprese) salvo arrivare in finale sfiancati dal punto di vista fisico. Ma questo nulla toglie ai meriti della squadra di Del Bosque, riuscito ad amalgamare una squadra unica nonostante la reciproca antipatia tra il blocco merengue e quello del Barcellona.

Sui campioni delle Furie Rosse c’è poco da dire, forse solo Arbeloa non è strettamente considerabile un “top player” fra i titolari. Formazione tipo per la Spagna, mentre tra gli azzurri tornano Pirlo e De Rossi ma mancano Abate, Montolivo e Balotelli. 4-3-3 classico per gli iberici, con: Casillas; Sergio Ramos, Arbeloa, Piqué, Jordi Alba; Xavi, Iniesta, Busquets; Villa, Pedro, Torres. Gli azzurri potrebbero invece passare al 3-5-2, per l’assenza di Balotelli davanti e anche per facilitare il lavoro di Maggio, scelta obbligata a destra dopo l’infortunio del rossonero Abate. Trio juventino in difesa. La formazione probabile: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Maggio, De Rossi, Pirlo, Marchisio, Giaccherini; Diamanti, Gilardino.

Ancora spazio a Giaccherini, sorpresa positiva di questa Confederations in mezzo a tanti giocatori spompati o più semplicemente in vacanza (perché nonostante il passaggio del turno, contro Giappone e Brasile si è visto veramente poco) mentre la scelta in attacco è obbligatoria per Gilardino, unica punta vera del contingente azzurro oltre a Balotelli. Con una difficile, ma non impossibile vittoria incontreremmo di nuovo il Brasile in finale, a mezzanotte di domenica, in caso contrario sarà finale per il terzo posto -alle 18 di domenica- contro l’Uruguay, appena sconfitto per 1-2 dai verdeoro. In ogni caso, personalmente credo che qualunque risultato darà la finale –anche contrario alla cabala– la Spagna abbia terminato il ciclo vincente e che se anche dovesse portare a casa la Confederations, difficilmente si ripeterà al mondiale. 3 trofei consecutivi si possono vincere, successe anche agli azzurri prima della guerra; 4 è un tantino più difficile.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014