cze itaVenerdì 7 giugno, ore 20.45, Stadion Letna-Generali. Sesta partita delle qualificazioni a Brasile 2014 per la nazionale italiana, e l’avversario è la Repubblica Ceca, attualmente in lotta per il secondo posto alle spalle degli azzurri.

Da quando la Repubblica Ceca si è divisa dalla Slovacchia ci sono stati pochi scontri tra la nazionale ceca e l’Italia. Il primo fu all’Europeo 1996 e vinsero 2-1 i cechi, poi battuti in finale dalla Germania, eliminandoci nella fase a gironi. Passando per una sconfitta e un pareggio in amichevole, si arriva al giugno 2006. Uno stacco di Materazzi e un contropiede di Inzaghi atterrano Nedved e soci nella fase a gironi del mondiale di Germania. Questo è l’ultimo precedente con i cechi, che a differenza dei cugini slovacchi portano con sé un buon ricordo tra i tifosi azzurri.

Dal 2009 il ct ceco è Michal Bilek, un passato alla guida di Viktoria Plzen e Sparta Praga. Con lui la Repubblica Ceca non è riuscita a ripetere l’exploit del 2004, ma va detto che in quell’edizione le big “tradizionali” furono tutte eliminate all’inizio. La nazionale di Bilek è arrivata ai quarti all’Europeo dell’anno scorso, eliminata dal Portogallo di Ronaldo. I giocatori più rappresentativi sono il portiere del Chelsea Petr Cech, che fino a qualche papera di troppo nelle scorse stagioni contendeva a Buffon il titolo di miglior portiere del mondo, e i centrocampisti Tomas Rosicky e Jaroslav Plasil, in forza rispettivamente ad Arsenal e Bordeaux. La loro probabile formazione consiste in un 4-2-3-1 con: Cech; Gebreselassie, Kadlec, Sivok, Limbersky; Rosicky, Hubschman; Darida, Plasil, Jiracek; Vydra. Tra gli azzurri si parla invece di una formazione quasi interamente composta da giocatori di Milan e Juventus, con l’eccezione di De Rossi. Il 4-3-1-2 visto recentemente vede schierati: Buffon; Abate, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Montolivo; Balotelli, El Shaarawy.

Dopo la vittoria dell’Under 21 mercoledì ci si aspetta un buon risultato anche dalla nazionale maggiore. Le polemiche sulle esclusioni (vedasi convocazione di Giovinco in Confederations Cup, con tanto di numero 10 sulla schiena) non si sono placate, ma anche con i tecnici “non bianconeri” è sempre stato così -l’Italia è il paese dei 60 milioni di allenatori-. Una vittoria proietterebbe la Nazionale a un primo posto quasi sicuro, con 16 punti in 6 partite e un solido +6 sulla Bulgaria, oltre a dare una spinta psicologica in più per la Confederations. Ma anche se non si arrivasse in finale, non disperiamo; i vincitori della Confederations non hanno mai vinto il mondiale successivo, neanche quando la “coppa delle coppe” Fifa era a cadenza biennale.

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Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014