E’ un nuovo anno, è un nuovo Milan. E’ un Milan che torna in Champions e allora torniamo anche noi coi postpartita su Rossonerosemper. Torniamo dopo una prima di campionato che ribalta la realtà a cui siamo stati abituati l’ultimo anno perché una partita così lo scorso anno non l’avremmo vinta. 

Non la avremmo vinta perché il Milan 2020/21 è stato un Milan che per vincere ha sempre dovuto giocare a ritmo più alto dell’avversario. Sempre e costantemente. Solo così poteva esprimersi. Quando il Milan riusciva a giocare ad un ritmo superiore era imbattibile e vinceva anche largamente, viceversa, quando il Milan non riusciva a trovarlo e veniva messo sotto non riusciva a portarla a casa: non è un caso che lo scorso anno il Milan in campionato non aveva mai vinto una partita 1-0.

E’ successo che oggi il Milan è stato messo sotto a livello di ritmo e lo è stato per due motivi. Il primo è che ha trovato una squadra pronta già alla prima giornata che è stata in grado di mettere una buona condizione atletica in una partita giocata nel calcio d’agosto (personalmente non farei mai iniziare la Serie A prima della sosta nazionali di Settembre) a differenza di altre rivali delle big, Genoa su tutte. La seconda è l’emergenza che ha portato in campo Krunic e Tonali che si sono poi rivelati i due migliori in campo. Una combo che ha cambiato il modo di giocare rispetto a come eravamo abituati, con più spazi e più lanci lunghi.

Il man of the match di oggi è però il numero 10 in una maglia che finalmente torna ad essere onorata da un giocatore tecnico. Confermare Diaz per due anni, anche se non ne possediamo il cartellino, è stata una scelta importante nel mercato ed è il prosieguo di quel progetto tecnico nato con Juventus-Milan dello scorso anno dove Diaz inizia a giocare da 10, calhanoglu – minuscola voluta – da 8 e si va in Champions vincendo a Torino e a Bergamo. Vincendo senza mai subire un tiro in porta.

L’ultima nota positiva è Maignan: in un mondo dove conta il procuratore e la buona stampa io non mi vergogno a dire che il Milan in porta ha fatto un upgrade. Ed un upgrade netto. Non avremo il portiere che parerà quella palla impossibile ogni 10 partite ma abbiamo guadagnato in gioco con i piedi, in chiusure sul proprio palo e in ripartenza veloce dopo una parata. Roba che negli ultimi anni mai si era vista. Con Donnarumma in porta, onestamente, stasera non l’avremmo vinta.

Note negative: Theo Hernandez prima di tutto, stasera è stato inguardabile proseguendo il trend negativo dalla fine della scorsa stagione. Per lui a Luglio il Milan ha rifiutato 80 milioni più Draxler dal PSG. Potrebbe non essere stata una buona idea. Davanti non siamo riusciti a dare un pallone a Giroud con Leao che come sempre non ha combinato niente di buono se non qualche corsa e qualche danno. Il problema della partita è stata invece una partita decisa dagli episodi: dopo il nostro gol poteva essere 1-1 o poteva essere 0-2. Non abbiamo creato tantissimo ma vista la situazione di inizio stagione e di emergenza possiamo concedere una settimana per vedere cosa succederà col Cagliari. 

Il calendario è tiranno perché dopo i sardi seguiranno Lazio e quella roba là che non voglio nominare. E’ un calendario che ci dice che c’è bisogno di chiudere un mercato come si deve per non essere in emergenza come lo scorso anno e che bisogna chiuderlo subito perché le partite toste arrivano subito dopo la sosta. Su questo tema non concordo assolutamente con le parole di Maldini sui rinnovi: Kessie è al momento un top e va rinnovato come tale. Va fatto presto, perché puoi trovare l’accordo per 6, ma arriva il Tottenham che gli offre 8 e devi ricominciare tutto.

Il Milan non può permettersi di perdere ulteriore patrimonio a zero: in primis perché non è finanziariamente sostenibile per un progetto di crescita, in secondo luogo perché non ci sono squadre che vincono in questo modo. Quando Leonardo viene al Milan, l’obiettivo del Milan è tornare a vincere la Champions League – e lo stesso lo è anche sotto Boban. La domanda è se l’obiettivo è lo stesso anche oggi o se viene prima il bilancio ed i costi di gestione rispetto all’aspetto sportivo. Il Lipsia, il Dortmund che forse ha in mente Elliott sono bei progetti, ma non vincono e questo per l’AC Milan di Milano, 7 volte campione d’europa, non può essere accettabile.

Non è accettabile per la storia del Milan fare l’Atalanta, l’Udinese o la vecchia Fiorentina che punta ad arrivare nei 4, prendere i soldi, e tenere il bilancio in ordine. Non è accettabile nemmeno fare il Napoli, migliore italiana di sempre che non ha mai vinto lo scudo negli ultimi 20 anni, però ha il bilancio in attivo. Non sarebbe accettabile prendere un posto Champions per una buona annata e provare a confermarlo senza rinforzare adeguatamente la squadra.

Scopriremo tra 8 giorni se sulla rosa 2020/21 sono stati fatti errori di sopravvalutazione o meno – per ora godiamoci i tre punti e il momento partito da Bergamo tre mesi fa. Un momento che giovedì culminerà con l’urna del sorteggio della Champions che ritrova una delle sue squadre più importanti.

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.