Era il Verona B ma non è tanto distante dal Benevento con cui abbiamo pareggiato. Il Milan scende in campo e fa 20 minuti così così, poi succede come in campionato con il Chievo: una magia di Suso, si passa in vantaggio e la partita è in discesa. Il Milan convince, porta a casa la partita senza prendere gol e vincendo con tre reti segnate e passa al turno successivo dove il 27 dicembre affronterà l’Inter a San Siro. Le valutazioni vanno prese con le pinze ma abbiamo visto un Milan sicuramente più reattivo e pimpante rispetto alle ultime uscite. Non ci sono stati problemi di condizione oggi – né cali fisici. 

Abbiamo sicuramente migliorato l’attacco. Siamo passati da Kalinic unico terminale a verticalizzazioni per quattro uomini in area. I cambiamenti tecnici ad oggi ci sono, sono migliorativi ed importanti. Il Milan non è più Suso-dipendente ma valorizza Suso. Ha rimesso Suso e Bonaventura, i suoi due uomini migliori, al centro del progetto tecnico. Ha ripescato Montolivo e la difesa a quattro. Siamo passati da 33 formazioni e 4 moduli diversi ad andare finalmente verso una via che potrebbe portarci qualche soddisfazione in un girone di ritorno in cui verosimilmente si potrà puntare al 6° posto, ovvero l’EL senza preliminari.

Non voglio dilungarmi troppo sulla partita per parlare del caso Donnarumma. Punto primo: non diamo colpe a chi riporta le notizie, semmai a chi parla di trasparenza ma le ha tenute segrete. Punto secondo: non credo che Raiola firmi un contratto senza sapere la durata della clausola. Punto terzo: ad oggi nessuno ha ufficialmente smentito la famosa lettera. Credo che il Milan abbia tutte le ragioni contrattuali per non rischiare nulla e se non vi è la clausola tanto meglio per noi.

Perché esce tutto ora? Perché credo che Donnarumma via serva tanto a Raiola (che incassa la commissione del PSG) quanto al Milan (che si libera di un ingaggio top, Raiola e ricava quanto serve per la mancata Champions). Il comportamento di una curva che ad oggi si è comportata come i cagnolini della nuova società è eloquente – in altre parole, dietro lo striscione c’è Raiola, Fassone o entrambi? Il ragazzo è maggiorenne, non ha mai detto ba sulla sua situazione nascondendosi dietro la famiglia, il procuratore e i comunicati social. Se si è arrivati alla situazione di stasera è anche colpa sua.

Non mi strappo certamente i capelli per un portiere, specie se lautamente pagato. L’importante era che Donnarumma non venisse ceduto a zero ed il danno economico è stato evitato con un rinnovo che mette il Milan in posizione di forza contrattuale. Donnarumma se vuole rimanere veramente ha una sola opzione: andare davanti alla TV e parlare, assumendosi la responsabilità delle sue scelte e smettendo questa sceneggiata napoletana. Ad oggi credo non possa più essere il portiere del Milan. Non può esserlo finché non prende lui una decisione in prima persona e non si espone. Donnarumma oggi si è meritato striscione e cori: a 6 milioni l’anno per quattro anni ci sono oneri e onori. A lui la palla.

MILAN-VERONA 3-0 (primo tempo 2-0)
MARCATORI: Suso al 22′, Romagnoli al 30′ p.t.; Cutrone al 10′ s.t.
MILAN (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Montolivo (dal 21′ s.t. Biglia), Bonaventura (dal 14′ s.t. Antonelli); Suso (dal 14′ s.t. Borini), André Silva, Cutrone. (A. Donnarumma, Guarnone, Gomez, Zapata, Abate, Musacchio, Paletta, Zanellato, Kalinic). All. Gattuso.
VERONA (4-4-2): Silvestri; Ferrari (dal 22′ s.t. Felicioli), Heurtaux, Souprayen, Fares (dal 1′ s.t. Verde); Romulo, B. Zuculini, Fossati, Bessa; Lee (dal 12′ s.t. Valoti), Kean. (Coppola, Laner, F. Zuculini, Gonzalez, Calvano, Tupta, Bearzotti, Danzi, Pazzini,). All. Pecchia.
ARBITRO: Gavillucci di Latina.
NOTE: ammonito B. Zuculini (V) per gioco scorretto.
Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.