La partita oggi forse può far capire bene cosa abbiamo provato domenica nella gara dell’Olimpico. E’ bastato un cambio di modulo, il mettere qualche giocatore nel suo ruolo (uno su tutti, Calhanoglu) e l’inserimento di due punte vere e si è passati da un 1-4 ad un 5-1, sebbene con avversario di caratura diversa. Il Milan di Roma era troppo brutto per essere vero, quello di Vienna è l’esatto opposto. Difficilmente in campionato il Milan troverà un avversario che concederà così tanti spazi come quelli lasciati al Prater dai padroni di casa ma quegli spazi sono stati sfruttati a dovere così come gli errori della difesa avversaria.

Le chiavi della partita non possono non essere riscontrate proprio nel numero 10 turco dai cui piedi passano tutti e tre i gol, in particolare i due assist a André Silva. Confrontando la prestazione di stasera con quella di Cagliari è evidente come il giocatore debba giocare dietro due punte per poter rendere al meglio. L’unico problema della rosa è quella di essere fortemente limitata in attacco: dietro Kalinic e Silva c’è Cutrone, eventualmente Suso, ma la rosa è stata pensata per i primi due che sono quelle con le migliori caratteristiche complementari.

Faticheremo con Udinese e Spal che faranno una partita molto simile alla Lazio, chiudendosi e ripartendo. Dovremo essere bravi noi a farli scoprire. Dietro è stato per il momento positivo l’esperimento della difesa a tre con Romagnoli che al momento spicca su Bonucci e Zapata che ha avuto un’unica colpa sul calcio d’angolo da cui scaturisce il gol del 3-1. In ottica campionato andrà capito a questo punto come gestire al meglio il turnover per sfruttare la profondità della rosa dove esiste: dietro le punte oggi dalla panchina potevano entrare Suso e Bonaventura, in difesa Musacchio e Rodriguez in attesa di Conti, a centrocampo Montolivo e Locatelli tutti di valore simile a chi è partito titolare. E’ forse bene non aver comprato l’esterno perché a questa squadra serve più una punta davanti dove siamo corti. 

In ottica Europa League, invece, il Milan ha la possibilità di chiudere la qualificazione nelle prossime due a San Siro. Con 9 punti si passa il girone, con 10-12 si può addirittura vincerlo. Saranno discorsi da fare tra due settimane dopo un trittico di campionato in cui bisogna fare nove punti prima di entrare nell’ottobre horribilis dove incontreremo praticamente tutte le big del campionato. In attesa di ciò: mai più Borini in campo, mai più Calhanoglu in panchina.

AUSTRIA VIENNA-MILAN 1-5 (primo tempo 0-3)
MARCATORI: Calhanoglu (M) al 7′, André Silva (M) al 10′ e 20′ p.t.; Borkovic (A) al 2′ s.t., André Silva (M) all’11’ s.t., Suso (M) al 18′ s.t.
AUSTRIA VIENNA (4-2-3-1): Hadzikic; Klein, Mohammed, Westermann (dal 42’ p.t. Borkovic; dal 40’ s.t. Gluhakovic), Martschinko; Serbest, Holzhauser; Prokop, Lee (dal 29’ s.t. De Paula), Pires; Monschein. (Pentz, Tajouri, Friesenbichler, Salamon). All. Fink.
MILAN (3-5-2): G. Donnarumma; Zapata, Bonucci, Romagnoli (dal 29’ s.t. Musacchio); Abate, Kessie (dal 17’ s.t. Bonaventura), Biglia, Calhanoglu, Antonelli; André Silva, Kalinic (dal 17’ s.t. Suso). (Storari, Calabria, Montolivo, Cutrone). All. Montella.
ARBITRO: Gözübüyük (Ola).
NOTE: spettatori 31.409. Ammoniti Kessie (M), Mohammed (A) per gioco scorretto. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 2’.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

9 Comments

  1. Tutto relativamente OK. Montella sembra andare sulle montagne russe, ne piu’ ne meno dello scorso campionato. Deve trovare il modo di fare giocare i migliori da titolari , almeno quando sono tutti sani ed in forma. Non si puo’ vedere Suso in panchina ne tantomeno Bonaventura. Il turco non si tocca, Silva men che mai e solo un presuntuoso che si crede scopritore di talenti poteva preferirgli Cutrone titolare.
    Apriamo una parentesi. Quell’altro ” scopritore di talenti” ha avuto un gran culo, ma quando ha fatto fuori Lopez per Gigio ha fatto la stessa cazzata di Montella con Cutrone e Silva. Poi quando ti va bene tutti plaudono, ok. Ma la cazzata resta cazzata.
    Tornando a quello che ho detto a suo tempo e ripeto, gli 11 titolari sono:
    Donnarumma, Conti, Bonucci, Romagnoli, Suso, Bonaventura, Kessie, Biglia, Rodiguez, Calhanoglu, Silva. Poi ci sono un sacco di ottime alternative,
    Forza, Montella scendi da quelle cazzo di montagne russe e guadagnati il panettone!

    1. Milanforever

      Perdonami Vittorio, ma quell’elenco di giocatori, dandogli una “radanata” potrebbe far scaturire in un 4-4-1-1 Donnarumma, Conti, Bonucci, Romagnoli,Rodriguez, Suso, Kessie, Biglia, Bonaventura, Calhanoglu, Silva, che non mi convince troppo, ma che può essere un’alternativa. Oppure un 4-3-3 classico x Montella; Donnarumma, Conti, Bonucci, Romagnoli,Rodriguez, Kessie, Biglia, Bonaventura, Suso, Silva, Calhanoglu, che è la solita minestra.

  2. Borgofosco
    Mario De Magistris 14 Settembre 2017 at 23:32

    Mah…l’unica considerazione che faccio è quella che da quando l’ho visto giocare nel Milan Ho accostato Hakan Çalhano?lu a Gianni Rivera. con le proporzioni relative ai nostri temi rispetto a quelli in cui giocava il golden boy.. Inoltre André Silva ha dimostrato di avere grande fiuto del gol confermando anche di avere movenze alla Van Basten. La difesa a tre dovrà superare altre prove più pregnanti così come Kessiè e Biglia il quale non dovrà mai più essere schierato contemporaneamente a Montolivo. Facciamo finta che con la Lazio si sia vissuto un brutto incubo e .ripartiamo dall’Europa League che è una competizione che ti può far vincere al Milan due trofei importanti europei!

  3. Milanforever

    Siamo in costruzione e succedono certi risultati.
    Marcheggiani verso la fine della partita ha detto una cosa giusta: un allenatore che sta mettendo assieme un gruppo è sicuramente contento quando la sua squadra batte, magari agevolmente, quelle che sono sicuramente inferiori e fatica o può anche perdere con quelle che gli sono superiori o allo stesso livello.
    Lavoriamo per trovare gli equilibri per giocarcela con tutti.
    Comunque, avversari a parte, quella di questa sera era una formazione che aveva un senso.

  4. Anche questo da Wikipedia fa riflettere:
    Squadre che hanno utilizzato il 4-4-2 in linea Modifica

    Milan 1988-89
    Il Milan di Arrigo Sacchi dal 1987 al 1991, vincitore di uno scudetto (1987-1988), di 2 Coppe dei Campioni (1988-1989, 1989-1990) e 2 Coppe Intercontinentali (1989 e 1990).
    Il Milan di Fabio Capello dal 1991 al 1996, vincitore di 4 scudetti in 5 anni e 3 volte finalista di Champions League, vincendone l’edizione 1993-1994 contro il Barcellona per 4-0.
    La Sampdoria di Vujadin Boškov, vincitrice dello scudetto nel 1990-1991.
    Il Brasile di Carlos Alberto Parreira, vincitore del Mondiale 1994.
    Il Manchester United di Alex Ferguson, vincitore della UEFA Champions League nel 1998-1999.
    La Lazio di Sven-Göran Eriksson, vincitrice dello scudetto nel 1999-2000.
    L’Arsenal di Arsène Wenger, vincitore del campionato inglese nel 2003-2004.
    L’AZ Alkmaar di Louis van Gaal, vincitrice dell’Eredivisie 2008-2009.
    Il Leicester City di Claudio Ranieri, vincitore del campionato inglese nel 2015-2016.

  5. Milanforever

    Il Milan di Capello è indiscutibilmente quello che ha vinto di più, ma dal punto di vista estetico ed emozionale quello di Sacchi non ha assolutamente rivali.

    «Dopo aver visto questo Milan il calcio non potrà essere più lo stesso.»
    L’Equipe, 25 maggio 1989.

  6. Non voglio credere a quello che scrivono sulla formazione.

    1. Milanforever

      Credici Vittorio…
      se poi facciamo flop andiamo insieme a milanello a inchiappettare Montella senza vasellina…

  7. Milanforever

    C’è comunque da dire che l’E.L. è una competizione minore, ma non certamente meno tosta della C.L.. Più lunga e, anche se non è il nostro caso, con trasferte spesso scomodissime. E mercoledì si ritorna in campo un’altra volta.
    Un turnover è indispensabile. Però oggi avrei giocato con due punte.

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