Fatichiamo più del dovuto ma alla fine portiamo a casa il risultato. Cinquina rotonda al Liechstenstein ed Italia che arriva in Spagna con il massimo risultato possibile, quello di potersi giocare il tutto per tutto al Bernabeu. Bisognerà vincere per strappare il pass diretto a Russia 2018, pena gli spareggi. E’ un’Italia a due facce: nel primo tempo fatica, tanto, troppo per trovare il gol. Gol a cui paradossalmente va molto più vicino l’avversario con Polverino con un tiro che per costruzione ricorda quello di Casemiro otto giorni fa, ma con esito diverso.

E’ stato quello l’unico acuto e l’unico tiro che ha impegnato Buffon. Come già detto nel secondo tempo si vede l’Italia che dovevamo vedere e riesce praticamente tutto. Là davanti anche grazie ad un Liechtenstein più scarico. Fallisce solo Immobile mentre Eder e Belotti segnano un gol ed un assist a testa. Arriva anche la rete per Bernardeschi a coronare una buona partita dell’obbiettivo di mercato del Milan. L’Italia ha un gioco e ha talenti anche se non sembra essere a livello della Spagna.

Il risultato importante del girone arriva dall’Albania che vince 3-0 in Israele. La coppia di testa ha quindi sette punti di vantaggio su 12 ancora disponibili: in altre parole all’Italia basterà battere la Macedonia e pareggiare con Israele in casa per essere sicura di strappare, perlomeno, il biglietto per lo spareggio. Il 2 settembre al Santiago Bernabeu ci si gioca quindi un bel pezzo di mondiale e ci si avvicina in maniera sempre più ottimistica. La stagione si conclude, quindi, qua – ora spazio ad Under 21 e Confederations Cup, quest’ultima non trasmessa in Italia poiché i diritti del mondiale 2018 ancora non sono stati assegnati.

ITALIA-LIECHTENSTEIN: 5-0
ITALIA (4-2-4): Buffon; Darmian, Barzagli, Chiellini, Spinazzola; De Rossi, Pellegrini; Candreva (60′ Bernardeschi), Belotti (75′ Gabbiadini), Immobile (67′ Eder), Insigne.
Ct. Ventura
LIECHTENSTEIN (4-4-2): Jehle; Goppel, Gubser, Malin, Rechsteiner; Buchel, Hasler, Polverino (87′ Quintans), Burgmeier (68′ Wolfinger); Frick, Salanovic (60′ Brandle).
Ct. Pauritsch
RETI: 35′ Insigne, 52′ Belotti, 74′ Eder, 83′ Bernardeschi, 91′ Gabbiadini
AMMONITI: 44′ Polverino (L)
ARBITRO: Clancy Kevin
GUARDALINEE: Connor Francis, Carr Sean
STADIO: Dacia Arena di Udine

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

  • Milanforever

    Mi scuserete se non commento la Nazionale della quale non me ne frega una beneamata mazza. Il mio interessamento verso i colori azzurri è pari alla mia stima verso i nostri rappresentanti istituzionali.
    Se poi penso al loro capitano e alle parole che ha rilasciato oggi alla Gazzetta… lasciamo perdere.

    Accolgo con un certo piacere invece la notizia che avvalora il post di Maro Fede dell’altro giorno dell’acquisto di Andrè Silva. In tassello in più a dimostrazione che questi cinesi esistono, eccome (!), e che la nuova dirigenza ha idee chiare e precise. Poi questo non vuol dire che spaccheremo il mondo, ma sicuramente che esiste un progetto e che quello si cerca di realizzare.
    Ripeto, non è una certificazione di successo e si potrebbe anche sbagliare, però le idee sono chiare, il peso economico sembra esserci e un po’ (poco, poco) si torna a respirare l’aria di trent’anni fa.

    • Vittorio

      Caro Milanforever sono moderatamente ottimista anche io. Mentre i primi tre acquisti non mi entusiasmano troppo, Andre’ Silva mi piace assai di piu’. Aspetto comunque il grande colpo a centrocampo. Ti ricorderai di sicuro che predico da anni contro la mancata sostituzione di Pirlo
      .

    • Fabio

      Lo spunto di Milanforever sul portiere della Nazionale non mi sembra da sottacere.
      Tratto da Violanews dell’1/6/2012 –“ Il triangolo è sempre lo stesso: Buffon, le giocate
      e Parma. Oggi come nel maggio del 2006: allora si era alla vigilia del Mondiale
      di Germania, ora siamo alle porte dell’Europeo di Polonia e Ucraina. Sei anni
      dopo cambiano i personaggi di contorno e le cifre (se prima si ragionava su
      investimenti di migliaia di euro, ora siamo arrivati a 1,585 milioni) non la
      sostanza. Un amico che conosce Buffon da una vita e preferisce restare anonimo,
      interpellato dalla Gazzetta, a proposito di questa propensione del portiere per
      il gioco, parla apertamente di «malattia». Ed era stata una ex fidanzata, Linda
      Cerra, legata a Gigi ai tempi del Parma, a dichiarare che Buffon spendeva
      almeno 2 milioni all’anno in scommesse, casinò e puntate varie. L’amico
      tabaccaio: secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza di Torino, Buffon giocava
      attraverso una tabaccheria di Parma, in via Garibaldi 42, pieno centro, gestita
      da Massimo Alfieri. Un giro di denaro pazzesco, più di un milione e mezzo
      all’anno, che ha messo in allarme gli inquirenti. Va detto subito che si tratta
      di giocate legali e regolari, tanto che il portiere azzurro non è neppure
      indagato. Il problema è che, nel caso di Buffon, si tratta di un tesserato e
      dal novembre del 2005 ai tesserati Figc è proibito scommettere sul calcio. Il
      gestore della tabaccheria è un amico di vecchia data di Gigi, uno di quelli che
      lo ha conosciuto da ragazzino. Nel maggio 2006, quando scoppiò il precedente
      scandalo parmigiano di Buffon, il portiere venne interrogato dal pm Errede.
      L’inchiesta penale, si basava su un’ipotesi di accusa pesantissima: associazione
      per delinquere e violazione della legge sulle scommesse. Era a carico di 4
      persone, due delle quali legate da stretta amicizia a Buffon. In sostanza si
      sospettava che una somma di 10mila euro, prelevata il 16 gennaio 2006 (dopo
      l’entrata in vigore del divieto di scommesse per i tesserati) dal conto
      corrente bancario del portiere, fosse finita su quello di Paolo Pelizzoni,
      titolare di un internet point, come pagamento di scommesse. Buffon si difese
      sostenendo che quei soldi servivano per ripianare un vecchio debito. E
      Pelizzoni ammise che lui doveva sì avere 10 mila euro, ma non da Buffon, bensì
      da Alessandro Brignoli, detto Camacho, uno dei più cari amici di Gigi. In
      pratica, avendo il gip negato l’autorizzazione alle intercettazioni telefoniche
      e ambientali, la faccenda si sgonfiò, nonostante fossero state fatte inchieste
      accurate perfino a Malta e nel Regno Unito a caccia di intermediari e
      prestanome. Oggi, 6 anni dopo, a Parma si rivive la stessa scena. Non c’è
      un’ipotesi penale, ma si parla sempre di Buffon e di soldi puntati utilizzati
      per il gioco.”
      Tutto quanto sopra per dire che delle prediche del sig. Gigi Buffon noi milanisti possiamo
      farne a meno. Il sig. Buffon glissa sul fatto che dopo la famosa notte di
      Istanbul i cortei e gli sfottò degli juventini si sprecavano e ce li siamo
      tenuti, coltivandoli pazientemente, in attesa della rivincita. E va
      riconosciuto che la Juve, sul punto, è stata prodiga di soddisfazioni per noi
      rossoneri, tanto che, anche quest’anno, in una stagione di poche luci e tante
      ombre, i Gobbi ci hanno regalato una gioia di rara intensità.
      Da che mondo è mondo o da che calcio è calcio, gli sfottò e il tifo contro sono sempre
      esistiti; che poi gli odi calcistici si concentrino, almeno per quanto mi
      riguarda, quasi esclusivamente sui Gobbi, dipende dal fatto che in Italia sono
      usi a rubare in mille maniere, parecchie delle quali evidenziate in maniera
      inoppugnabile da Calciopoli e, prima ancora e in modo probabilmente più
      schifoso, dal processo del doping. Occorre altro?
      Quindi, che il sig. Buffon si tenga i suoi sermoni ipocriti, anche perché ci sono foto che
      lo ritraggono con il cartello “Godo ancora”, riferito al famoso 5 maggio del
      sorpasso all’Inter di Cuper. Quello non vale, vero? Una volta tanto, sono con
      la curva nerazzurra, quando gli ha spianato lo striscione: Gigi, dacci le
      quote”. Del resto, siamo pur sempre cugini…

  • Fabio

    Milanforever ha spesso la capacità di risvegliare il mio fondo belluino, rivolto, beninteso, ai soli Gobbi.
    Io ho visto l’Italia, ma il commento apodittico di Milanforever non mi disturba affatto. Mi pare, piuttosto, molto sensato e doveroso l’intervento che egli fa sul capitano della nostra nazionale. Riporto di seguito alcune note, citandone la fonte (Violanews dell’1/6/2012), così come appresso indicate: “ Il triangolo è sempre lo stesso: Buffon, le giocate e Parma. Oggi come nel maggio
    del 2006: allora si era alla vigilia del Mondiale di Germania, ora siamo alle porte dell’Europeo di Polonia e Ucraina. Sei anni dopo cambiano i personaggi di contorno e le cifre (se prima si
    ragionava su investimenti di migliaia di euro, ora siamo arrivati a 1,585 milioni) non la sostanza. Un amico che conosce Buffon da una vita e preferisce restare anonimo, interpellato dalla Gazzetta, a
    proposito di questa propensione del portiere per il gioco, parla apertamente di «malattia». Ed era stata una ex fidanzata, Linda Cerra, legata a Gigi ai tempi del Parma, a dichiarare che Buffon spendeva almeno 2 milioni all’anno in scommesse, casinò e puntate varie. L’amico tabaccaio: secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza di Torino, Buffon giocava attraverso una tabaccheria di
    Parma, in via Garibaldi 42, pieno centro, gestita da Massimo Alfieri. Un giro di denaro pazzesco, più di un milione e mezzo all’anno, che ha messo in allarme gli inquirenti. Va detto subito che si tratta di giocate legali e regolari, tanto che il portiere azzurro non è neppure indagato. Il problema è che, nel caso di Buffon, si tratta di un tesserato e dal novembre del 2005 ai tesserati Figc è proibito scommettere sul calcio. Il gestore della tabaccheria è un amico di vecchia data di Gigi, uno di quelli che lo ha conosciuto da ragazzino. Nel maggio 2006, quando scoppiò il precedente scandalo parmigiano di Buffon, il portiere venne interrogato dal pm Errede. L’inchiesta penale, si basava su
    un’ipotesi di accusa pesantissima: associazione per delinquere e violazione della legge sulle scommesse. Era a carico di 4 persone, due delle quali legate da stretta amicizia a Buffon. In sostanza si sospettava che una somma di 10mila euro, prelevata il 16 gennaio 2006 (dopo l’entrata in vigore del divieto di scommesse per i tesserati) dal conto corrente bancario del portiere, fosse
    finita su quello di Paolo Pelizzoni, titolare di un internet point, come pagamento di scommesse. Buffon si difese sostenendo che quei soldi servivano per ripianare un vecchio debito. E Pelizzoni ammise che lui doveva sì avere 10 mila euro, ma non da Buffon, bensì da Alessandro Brignoli, detto Camacho, uno dei più cari amici di Gigi. In pratica, avendo il gip negato l’autorizzazione
    alle intercettazioni telefoniche e ambientali, la faccenda si sgonfiò, nonostante fossero state fatte inchieste accurate perfino a Malta e nel Regno Unito a caccia di intermediari e prestanome. Oggi, 6 anni dopo, a Parma si rivive la stessa scena. Non c’è un’ipotesi penale, ma si parla sempre di Buffon e di soldi puntati utilizzati per il gioco.”
    Tutto quanto sopra per dire che delle prediche del sig. Gigi Buffon noi milanisti possiamo farne a meno. Il sig. Buffon glissa sul fatto che dopo la famosa notte di Istanbul i cortei e gli sfottò degli juventini si sprecavano e ce li siamo tenuti, coltivandoli pazientemente, in attesa della rivincita. E va riconosciuto che la Juve, sul punto, è stata prodiga di soddisfazioni per noi rossoneri, tanto che, anche quest’anno, in una stagione di poche luci e tanteombre, i Gobbi ci hanno regalato una gioia di rara intensità. Da che mondo è mondo o da che calcio è calcio, gli sfottò e il tifo contro sono sempre esistiti; che poi gli odi calcistici si concentrino, almeno per quanto mi riguarda, quasi esclusivamente sui Gobbi, dipende dal fatto che in Italia sono usi a rubare in mille maniere, parecchie delle quali evidenziate in maniera inoppugnabile da Calciopoli e, prima ancora e in modo probabilmente più schifoso,dal processo del doping. Occorre altro?
    Quindi, cheil sig. Buffon si tenga i suoi sermoni ipocriti, anche perché ci sono foto che lo ritraggono con il cartello “Godo ancora”, riferito al famoso 5 maggio del sorpasso all’Inter di Cuper. Quello non vale, vero? Una volta tanto, sono con la curva nerazzurra, quando gli ha spianato lo striscione: Gigi, dacci le quote”. Del resto, sono comunque cugini…

  • Fabio

    Ieri
    ho visto l’Italia, ma il commento apodittico di Milanforever non mi
    disturba affatto. Mi pare, piuttosto, molto sensato e doveroso
    l’intervento che egli fa sul capitano della nostra nazionale. Riporto di
    seguito alcune note, citandone la fonte (Violanews dell’1/6/2012), così
    come appresso indicate: “ Il triangolo è sempre lo stesso: Buffon, le
    giocate e Parma. Oggi come nel maggio
    del 2006: allora si era alla
    vigilia del Mondiale di Germania, ora siamo alle porte dell’Europeo di
    Polonia e Ucraina. Sei anni dopo cambiano i personaggi di contorno e le
    cifre (se prima si
    ragionava su investimenti di migliaia di euro, ora
    siamo arrivati a 1,585 milioni) non la sostanza. Un amico che conosce
    Buffon da una vita e preferisce restare anonimo, interpellato dalla
    Gazzetta, a
    proposito di questa propensione del portiere per il
    gioco, parla apertamente di «malattia». Ed era stata una ex fidanzata,
    Linda Cerra, legata a Gigi ai tempi del Parma, a dichiarare che Buffon
    spendeva almeno 2 milioni all’anno in scommesse, casinò e puntate varie.
    L’amico tabaccaio: secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza di
    Torino, Buffon giocava attraverso una tabaccheria di
    Parma, in via
    Garibaldi 42, pieno centro, gestita da Massimo Alfieri. Un giro di
    denaro pazzesco, più di un milione e mezzo all’anno, che ha messo in
    allarme gli inquirenti. Va detto subito che si tratta di giocate legali e
    regolari, tanto che il portiere azzurro non è neppure indagato. Il
    problema è che, nel caso di Buffon, si tratta di un tesserato e dal
    novembre del 2005 ai tesserati Figc è proibito scommettere sul calcio.
    Il gestore della tabaccheria è un amico di vecchia data di Gigi, uno di
    quelli che lo ha conosciuto da ragazzino. Nel maggio 2006, quando
    scoppiò il precedente scandalo parmigiano di Buffon, il portiere venne
    interrogato dal pm Errede. L’inchiesta penale, si basava su
    un’ipotesi
    di accusa pesantissima: associazione per delinquere e violazione della
    legge sulle scommesse. Era a carico di 4 persone, due delle quali legate
    da stretta amicizia a Buffon. In sostanza si sospettava che una somma
    di 10mila euro, prelevata il 16 gennaio 2006 (dopo l’entrata in vigore
    del divieto di scommesse per i tesserati) dal conto corrente bancario
    del portiere, fosse
    finita su quello di Paolo Pelizzoni, titolare di
    un internet point, come pagamento di scommesse. Buffon si difese
    sostenendo che quei soldi servivano per ripianare un vecchio debito. E
    Pelizzoni ammise che lui doveva sì avere 10 mila euro, ma non da Buffon,
    bensì da Alessandro Brignoli, detto Camacho, uno dei più cari amici di
    Gigi. In pratica, avendo il gip negato l’autorizzazione
    alle
    intercettazioni telefoniche e ambientali, la faccenda si sgonfiò,
    nonostante fossero state fatte inchieste accurate perfino a Malta e nel
    Regno Unito a caccia di intermediari e prestanome. Oggi, 6 anni dopo, a
    Parma si rivive la stessa scena. Non c’è un’ipotesi penale, ma si parla
    sempre di Buffon e di soldi puntati utilizzati per il gioco.”
    Tutto
    quanto sopra per dire che delle prediche del sig. Gigi Buffon noi
    milanisti possiamo farne a meno. Il sig. Buffon glissa sul fatto che
    dopo la famosa notte di Istanbul i cortei e gli sfottò degli juventini
    si sprecavano e ce li siamo tenuti, coltivandoli pazientemente, in
    attesa della rivincita. E va riconosciuto che la Juve, sul punto, è
    stata prodiga di soddisfazioni per noi rossoneri, tanto che, anche
    quest’anno, in una stagione di poche luci e tanteombre, i Gobbi ci hanno
    regalato una gioia di rara intensità. Da che mondo è mondo o da che
    calcio è calcio, gli sfottò e il tifo contro sono sempre esistiti; che
    poi gli odi calcistici si concentrino, almeno per quanto mi riguarda,
    quasi esclusivamente sui Gobbi, dipende dal fatto che in Italia sono usi
    a rubare in mille maniere, parecchie delle quali evidenziate in maniera
    inoppugnabile da Calciopoli e, prima ancora e in modo probabilmente più
    schifoso,dal processo del doping. Occorre altro?
    Quindi, che il sig.
    Buffon si tenga i suoi sermoni ipocriti, anche perché ci sono foto che
    lo ritraggono con il cartello “Godo ancora”, riferito al famoso 5 maggio
    del sorpasso all’Inter di Cuper. Quello non vale, vero? Una volta
    tanto, sono con la curva nerazzurra, quando gli ha spianato lo
    striscione: Gigi, dacci le quote”. Del resto, sono comunque cugini…

  • Fabio

    Lo spunto di Milanforever sul portiere della Nazionale non mi sembra da sottacere.
    Tratto da Violanews dell’1/6/2012 –“ Il triangolo è sempre lo stesso: Buffon, le giocate
    e Parma. Oggi come nel maggio del 2006: allora si era alla vigilia del Mondiale
    di Germania, ora siamo alle porte dell’Europeo di Polonia e Ucraina. Sei anni
    dopo cambiano i personaggi di contorno e le cifre (se prima si ragionava su
    investimenti di migliaia di euro, ora siamo arrivati a 1,585 milioni) non la
    sostanza. Un amico che conosce Buffon da una vita e preferisce restare anonimo,
    interpellato dalla Gazzetta, a proposito di questa propensione del portiere per
    il gioco, parla apertamente di «malattia». Ed era stata una ex fidanzata, Linda
    Cerra, legata a Gigi ai tempi del Parma, a dichiarare che Buffon spendeva
    almeno 2 milioni all’anno in scommesse, casinò e puntate varie. L’amico
    tabaccaio: secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza di Torino, Buffon giocava
    attraverso una tabaccheria di Parma, in via Garibaldi 42, pieno centro, gestita
    da Massimo Alfieri. Un giro di denaro pazzesco, più di un milione e mezzo
    all’anno, che ha messo in allarme gli inquirenti. Va detto subito che si tratta
    di giocate legali e regolari, tanto che il portiere azzurro non è neppure
    indagato. Il problema è che, nel caso di Buffon, si tratta di un tesserato e
    dal novembre del 2005 ai tesserati Figc è proibito scommettere sul calcio. Il
    gestore della tabaccheria è un amico di vecchia data di Gigi, uno di quelli che
    lo ha conosciuto da ragazzino. Nel maggio 2006, quando scoppiò il precedente
    scandalo parmigiano di Buffon, il portiere venne interrogato dal pm Errede.
    L’inchiesta penale, si basava su un’ipotesi di accusa pesantissima: associazione
    per delinquere e violazione della legge sulle scommesse. Era a carico di 4
    persone, due delle quali legate da stretta amicizia a Buffon. In sostanza si
    sospettava che una somma di 10mila euro, prelevata il 16 gennaio 2006 (dopo
    l’entrata in vigore del divieto di scommesse per i tesserati) dal conto
    corrente bancario del portiere, fosse finita su quello di Paolo Pelizzoni,
    titolare di un internet point, come pagamento di scommesse. Buffon si difese
    sostenendo che quei soldi servivano per ripianare un vecchio debito. E
    Pelizzoni ammise che lui doveva sì avere 10 mila euro, ma non da Buffon, bensì
    da Alessandro Brignoli, detto Camacho, uno dei più cari amici di Gigi. In
    pratica, avendo il gip negato l’autorizzazione alle intercettazioni telefoniche
    e ambientali, la faccenda si sgonfiò, nonostante fossero state fatte inchieste
    accurate perfino a Malta e nel Regno Unito a caccia di intermediari e
    prestanome. Oggi, 6 anni dopo, a Parma si rivive la stessa scena. Non c’è
    un’ipotesi penale, ma si parla sempre di Buffon e di soldi puntati utilizzati
    per il gioco.”
    Tutto quanto sopra per dire che delle prediche del sig. Gigi Buffon noi milanisti possiamo
    farne a meno. Il sig. Buffon glissa sul fatto che dopo la famosa notte di
    Istanbul i cortei e gli sfottò degli juventini si sprecavano e ce li siamo
    tenuti, coltivandoli pazientemente, in attesa della rivincita. E va
    riconosciuto che la Juve, sul punto, è stata prodiga di soddisfazioni per noi
    rossoneri, tanto che, anche quest’anno, in una stagione di poche luci e tante
    ombre, i Gobbi ci hanno regalato una gioia di rara intensità.
    Da che mondo è mondo o da che calcio è calcio, gli sfottò e il tifo contro sono sempre
    esistiti; che poi gli odi calcistici si concentrino, almeno per quanto mi
    riguarda, quasi esclusivamente sui Gobbi, dipende dal fatto che in Italia sono
    usi a rubare in mille maniere, parecchie delle quali evidenziate in maniera
    inoppugnabile da Calciopoli e, prima ancora e in modo probabilmente più
    schifoso, dal processo del doping. Occorre altro?
    Quindi, che il sig. Buffon si tenga i suoi sermoni ipocriti, anche perché ci sono foto che
    lo ritraggono con il cartello “Godo ancora”, riferito al famoso 5 maggio del
    sorpasso all’Inter di Cuper. Quello non vale, vero? Una volta tanto, sono con
    la curva nerazzurra, quando gli ha spianato lo striscione: Gigi, dacci le
    quote”. Del resto, sono comunque cugini…