Non si può approcciare così la partita più importante dell’anno, confermando Calabria peggiore in campo col Torino che ci costa 2 gol in 10 minuti, non schierando Antonelli e partendo subito altissimi contro una squadra di contropiedisti come il Napoli. La reazione non basta perché non è sempre festa e non è sempre Torino. Il Napoli si difende con ordine, facciamo gol solo su un loro errore e prendiamo subito una traversa ma – di fatto – pur giocando sempre in prossimità della porta non siamo mai pericolosi. Possiamo dire che il Napoli ha fatto la partita che doveva fare il Milan.

Presi uno per uno il Napoli non è superiore al Milan. Abbiamo concesso loro di giocare dove sono forti: le ripartenze alle punte – e ci hanno massacrato. Formazione iniziale o atteggiamento, uno dei due è stato totalmente sbagliato. Se giochi alto non metti Gomez, difensore statico, specie contro due dei giocatori più veloci del campionato ma metti Zapata che più si adatta e, soprattutto, non confermi Calabria che ci è costato le ultime due partite. Sbagliata la formazione, sbagliati i cambi (Sosa migliore insieme a Kucka, unico a dare profondità) – il risultato è l’ennesimo buon calcio che non porta punti. Non possiamo più essere soddisfatti della cosa: non siamo il Chievo, ma il Milan. 

Mi preoccupa di più la mentalità che si sta creando attorno ad una squadra che ha la quarta rosa della serie A (parole di Paolo Maldini, non mie) e che quindi ha tutto il diritto ed il dovere di essere lì a giocarsela fino in fondo. Purtroppo qualcuno ha creato una mentalità mediocre che ha contagiato la gran parte dei pecoroni-tifosi che si stanno facendo andare bene qualsiasi risultato. Un quinto-sesto posto strozzato è fallimentare – ripeto – fallimentare. Siamo il Milan, non il Sassuolo, la Pro Vercelli o il Chievoverona. Non ci si può far andare bene un posto in una coppetta che peraltro ti pregiudica il campionato l’anno seguente.

Migliori e peggiori: abbiamo già detto di Sosa (che purtroppo prenderà tra 5 e 5,5 dai siti che hanno linee antidirigenziali, altrimenti si perdono click, non sia mai essere intellettualmente onesti) e Kucka, ci aggiungiamo Jack Bonaventura. Tra i peggiori troviamo oltre a Calabria anche uno spento Suso mentre Gomez e Paletta sono andati a fasi alterne in crescendo come tutta la squadra. Purtroppo Tagliavento ci ha tagliato le gambe lunedì scorso a Torino e Rocchi oggi ha completato l’opera.

Questa squadra in EL non ci va perché ha bisogno di obiettivi da Milan per cui lottare. Mollata la lotta Champions calerà anche la tensione di conseguenza ed è quello di cui ho paura. Finora era girato tutto bene, ora la ruota sta girando dall’altra parte (vedi due errori di Donnarumma sui gol, poi altri due salvati nel secondo tempo). Cinque punti in cinque partite sono un trend pericolosissimo che sta prendendo piede nei caratteristici Gennaio di Vincenzo Montella, quelli dove di solito butta via qualsiasi obiettivo delle squadre che allena. Purtroppo stasera la partita la perde lui e purtroppo per noi era la partita decisiva della stagione.

Sono preoccupato per quello che succederà da qua in avanti ora che l’obiettivo stagionale è fallito. Non mi accontento della mediocrità in cui ci diranno che andare in Europa League va bene, anzi è un miracolo. Non mi accontento perché non è da Milan e non è produttivo per la squadra porle dei limiti. Le squadre che diventano forti lo fanno tramite risultati, non tramite le opinioni dei tifosi e dei giornali. La sensazione di aver buttato via la stagione stasera è forte e chi ci ha sempre creduto lo sa che un treno così difficilmente ripasserà l’anno prossimo. Chi sa di calcio sa che per tornare nel giro è necessario rientrare in Champions League per ottenere i ricavi che questa porta e per farlo bisogna farlo sul campo con una rosa di poco inferiore alla terza come quella del Milan di quest’anno. Un grazie ai compratori cinesi che volendo fare gli eroi che riporteranno in prima persona il Milan in Champions League non lo hanno capito.

La partita di stasera ci accompagna dritti dritti alla quarta stagione fallimentare consecutiva. Una stagione in cui c’è poco da salvare: la grinta e la voglia – infatti – non portano alcun punto in classifica. E ancora una volta arriveremo alla consapevolezza che bastava pochissimo per raggiungere quell’obiettivo mentre leggeremo menestrelli di chi rema contro e menti da loro plasmate raccontarci che è utopia. Mi auguro che gli sciacalli che parlavano di closing sul 2-0 e ora gongolano dicendo “ve l’avevo detto” possano al più presto sparire. Oggi non c’è nulla di cui essere contenti.

MILAN-NAPOLI 1-2 (primo tempo 1-2)
MARCATORI: Insigne (N) al 6′, Callejon (N) al 9′, Kucka (M) al 37′ p.t.
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Gomez, Paletta, Calabria; Kucka, Sosa (dal 29′ s.t. Bertolacci), Pasalic (dal 41′ s.t. Niang); Suso, Bacca (dal 29′ s.t. Lapadula), Bonaventura. (Plizzari, Storari, Antonelli, Ely, Vangioni, Zapata, Honda, Poli, Cutrone). All. Montella.
NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Tonelli Strinic; Allan (dal 40′ s.t. Rog), Jorginho (dal 16′ s.t. Diawara), Hamsik (dal 29′ s.t. Zielinski); Callejon, Mertens, Insigne. (Sepe, Rafael, Giaccherini, Maggio, Maksimovic, Gabbiadini, Pavoletti, Lasicki). All. Sarri.
ARBITRO: Rocchi di Firenze.
NOTE: ammoniti Mertens (N) e Bacca (M) per simulazione, Calabria (M), Sosa (M), Strinic (N), Tonelli (N), Gomez (M) per gioco scorretto, Callejon (N) per proteste.
Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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