Allegri batte diavolino 15-0

Milan batte Catania 2-0 in una partita da ricordare. Vittoria ottenuta con il cuore, senza un gioco particolarmente brillante, ma assolutamente meritata. Non ci hanno fermato le infinite assenze, con 6 centrocampisti in infermeria che diventano 7 con Ambrosini in corso d’opera e una difesa che negli ultimi minuti recitava Oddo-Bonera-Yepes-Antonini, tutte riserve. Non ci ha fermato l’inferiorità numerica per quasi un tempo, non ci ha fermato l’aggressività (le botte) della squadra più fisica del campionato. Vittoria di straordinaria importanza, che vale ben più dei 3 punti in palio. Oggi tocca alle inseguitrici rispondere, ben sapendo che da Catania è partito un segnale forte e chiaro.

Primo tempo decisamente brutto. Il gioco non ingrana a causa delle continue interruzioni, noi cadiamo nella trappola del Catania e ci facciamo innervosire, Tagliavento fatica a tenere in mano la gara. Non creiamo pressochè nulla, tuttavia non subiamo nemmeno. La squadra è legata, soffre soprattutto Merkel, ancora non pronto a giocare contro gente che ha almeno 10 centimetri e 10 chili in più di lui.

Secondo tempo che inizia male con l’espulsione di Van Bommel (severa, ma sciocco l’olandese). L’unico modo per sbloccarla è un’invenzione di Ibra e, di fatto, è lui a propiziare il vantaggio con una punizione sulla cui respinta insacca Robinho. Dopodichè, la squadra inizia a perdere energie, ottimamente compensate da due palle d’acciaio. Tutto sommato, andiamo più vicini al 2-0 che non al pareggio e, sul finale, lo troviamo grazie a un contropiede sull’asse d’oro Thiago Silva-Robinho-Ibra.

Bravi, bravi tutti. Quando vinci queste battaglie in condizioni difficili, è giusto promuovere in toto. Alla distanza crescono Yepes, Thiagone, Binho e l’immenso, gladitore Zlatan Ibrahimovic, che fa reparto da solo, ma lotta per quattro. E’ veramente il trascinatore, il leader in campo della squadra, senza contare che i gol vedono quasi sempre il suo zampino.
Nei miei post, dimentico sempre di dare un giudizio su Allegri. Bene, permettetemi di dire che se la squadra ieri ha vinto, lo ha fatto perchè è un gruppo. E se è un gruppo, è merito di Allegri. Io ieri ho visto una squadra simile all’inter di Mourinho. Se chi entra campo una volta ogni tanto (sia esso Papa, Yepes, Oddo, Janku e chi per loro), riesce comunque a dare un suo contributo, è merito di Allegri.

E questo deve essere chiaro a tutti i soloni che parlano soltanto per dare aria alla bocca o darsi a sè stessi delle arie. Allegri e Ibrahimovic, Ibrahimovic e Allegri: sono queste le chiavi del nostro successo.
Avanti così, con sempre meno uomini a disposizione (c’è chi non vinceva una partita con qualche titolare fuori, eh…e loro, si dice, avevano una rosa ben più lunga della nostra!), ma con tanta voglia di far bene. Chi scenderà in campo con la Lazio non lo so. Però so che darà il massimo. Al resto ci pensa Zlatan.

Posted by LaPauraFa80