Strana sensazione la noia dei vincitori. Strana sensazione chiudere presto una gara su un campo difficile contro una squadra in salute: la partita è durata poco e l’abbiamo aperta con un autogol propiziato da un cross di Abate (dopo una clamorosa occasione sciupata da Elsha ed un buon tiro di Torres a fil di palo) da quel punto in poi la gara si è messa esattamente come volevamo e abbiamo lasciato fare la partita al Verona trovando i due gol di Honda (e avremmo potuto forse dilagare di più se un fallo da ergastolo di Agostini non fosse stato punito colo solo cartellino giallo). Dopo il 3° gol non c’è più stata partita – ci siamo messi in controllo, rilassandoci (forse anche troppo – data la mancata abitudine) e abbiamo fatto rifiatare qualche giocatore importante (come Honda e lo stesso El Sharaawy) – perché sul 3-0 ce lo si può permettere.

Il gol nel finale non cancella una buona partita e non toglie niente perché su un risultato del genere giocando, appunto, per controllare, l’episodio negativo può capitare e in queste condizioni ce lo si può permettere. I numeri parlano di un Milan a -5 dalla vetta, a -1 dal terzo posto – occupato dalla Samp, non dall’Inter o dal Napoli – parlano di 14 punti nelle prime 7: uno in più di Seedorf, gli stessi di Allegri nel 2010-11 (che però aveva una squadra un “filo” più forte), uno in più di Ancelotti 2006-07 (la miglior partenza post-calciopoli). Non male per chi era stato definito un incapace. 

Alle note liete aggiungiamo una buona partita di Essien (qualche cappellata, ma non una gara insufficiente), un imperforabile Alex (ma non era meglio Vidic?), buoni spunti da El Sharaawy e soprattutto due giocatori completamente ritrovati: Abate ed Honda oltre ad una buona partita di Abbiati, stranamente decisivo in positivo. La rinascita del Milan passa anche e soprattutto da questo: nelle precedenti gestioni chi non era adatto veniva messo da parte con la complicità dei tifosi che troppo spesso bollavano come pippe giocatori che erano semplicemente sotto il loro rendimento naturale (e Honda ne è l’esempio conclamato) – qua tutti sono importanti e quando sono chiamati in causa riescono a dire la loro come ha fatto Abbiati oggi.

Parlando dei singoli bene El Sharaawy, autore dell’assist sul secondo gol – male la reazione al cambio, sia perché ci stava nel momento in cui la gara era chiusa, sia per il rispetto che dovrebbe mostrare un ragazzino che ancora non ha dimostrato nulla contro uno degli attaccanti più forti di sempre. Non mi sono piaciute alcune dichiarazioni del pre-gara e il “vaffanculo” in diretta non ha fatto altro che confermare la mancanza di umiltà da parte sua. Ad El Sharaawy auguro di arrivare a valere almeno la metà di quello che valeva il proprio allenatore.  E a rispettarne le scelte perché se oggi non gioca non è perché è scarso ma perché Honda, Menez e Bonaventura in questo momento sono migliori di lui. A centrocampo ancora soffriamo molto – manca dannatamente Montolivo, che piaccia o no: se torna quello del 2011-12, sulla scia di Honda o Abate, allora potremo veramente puntare in alto.

Delusione totale Torres. Oltre a quel tiro nel primo tempo ha fatto poco o nulla, incaponendosi in dribbling inutili e perdendo molto spesso il pallone: abbiamo il miglior attacco del campionato e il nostro bomber ha segnato un solo gol. Dobbiamo valorizzarlo e cercare di coinvolgerlo meglio nelle azioni d’attacco perché se si sblocca il nostro potenziale offensivo diventa devastante. Inzaghi lo ha lasciato un po’ in campo sperando che lo spagnolo riuscisse a segnare ma francamente non lo biasimo per aver cambiato un giocatore in quel momento veramente indecente e aver riportato la squadra in 11 contro 11. Domenica prossima sarà quindi un secondo test di maturità: a San Siro arriva la Fiorentina, la Sampdoria ospiterà la Roma. Vincere potrebbe rilanciarci definitivamente nelle zone alte della classifica – perdere potrebbe di nuovo demoralizzare l’ambiente come dopo la gara con la Juventus. Ma mai come stavolta a queste gare, si arriva con la fiducia di poter far bene. E tutto grazie a Pippo Inzaghi.

VERONA – MILAN 1-3
HELLAS VERONA: Rafael; Moras, Marquez, Marques, Agostini; Ionita (dal 27’st: Nico Lopez), Tachtsidis, Hallfredsson; Gomez (dal 24’st Nenè), Toni, Jankovic (dal 22’st: Campanharo).
A disposizione: Gollini, Benussi, Gu. Rodriguez, Martic, Sorensen, Ale Gonzalez, Brivio, Valoti, Saviola. Allenatore Andrea Mandorlini.
MILAN: Abbiati; Abate, Alex, Rami, De Sciglio; Poli, Essien, Muntari; Honda (dal 40’st: Bonera), Torres (dal 24’st: Menez), El Shaarawy (dal 31’st: Bonaventura).
A disposzione: Diego Lopez, Agazzi, Zapata, Zaccardo, Armero, Saponara, Van Ginkel, Pazzini, Niang. Allenatore Filippo Inzaghi.
Marcatori: 21’pt Marques (a.), 27’pt Honda, 11’st Honda, 42’st Nico Lopez
Ammoniti: 28’pt Agostini (V), 26’st Marquez (V), 38’st Honda, 48’st Marquez (V), 49’st Tachtsidis (V).
Espulsi: 48’st Marquez (V)
Recuperi: 1+4
Direttore di gara sig. Valeri

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.