Si torna finalmente alla vittoria, quella vittoria che sarebbe già stata meritata a Cesena una settimana fa. Si torna vincendo 2-0 in casa col Chievo e lo si fa meritatamente: la squadra di Corini finché non è andata sotto non ha praticamente mai fatto la partita – questo è forse stato un bene poiché non essendo andati sotto come successo ad Empoli e a Cesena abbiamo potuto gestire le energie senza la frenesia di dover rimontare. Vero, abbiamo subito anche qualcosa e c’è stato qualche svarione difensivo, soprattutto sul risultato di 1-0 (Muntari, tu quoque) – ma non si può dimenticare che prima abbiamo visto Bardi salvare il risultato con alcune parate importanti tra cui, una, addirittura di faccia. 7 tiri in porta contro 2, 9 occasioni da gol contro una. Certo, l’hanno avuta – e pure bella grossa – ma, per carità, pretendere che in 90′ la porta rimanga immacolata, senza tiri è un privilegio che lasciamo all’Atletico Madrid con la Juventus. La classifica dice punti 11, gli stessi dell’anno dello scudetto – la miglior partenza degli ultimi cinque anni e con due scontri diretti nelle prime sei – eppure Inzaghi sembra sempre essere l’allenatore messo più in discussione degli ultimi tre.

Certo, facciamo fatica. Il problema principale è quello di impostare l’azione nei primi 25 metri – il motivo per cui veniva fatto giocare Bonera prima e Zapata poi. Alex e Rami sono i due difensori migliori che abbiamo in rosa nella fase di non possesso: il problema è quando la palla l’abbiamo – de Jong non arretra, gli esterni faticano e siamo stati spesso costretti a tornare indietro al retropassaggio o al lancio lungo: Monto torna presto. Davanti abbiamo creato molto – soprattutto dopo l’uscita di Torres (male, male, male. Non bastano 2 sponde in 80 minuti per ritenersi sufficiente) che ha portato di nuovo Menez nella posizione di falso nueve (finora, la più pericolosa) e ha dato spazio a Honda ed El Sharaawy. Il giapponese sembra essere la vera differenza per il salto di qualità di questo Milan: non c’è palla pericolosa che non veda un suo intervento, un suo tocco: una vera e propria disfatta per chi probabilmente ignorando questo giocatore ha dimostrato tutta la sua ignoranza calcistica denigrandolo per sei mesi. Honda, Menez e Bonaventura dicono che in questo Milan, in questo momento non c’è spazio per El Sharaawy – almeno non dall’inizio. Meglio a partita in corso come oggi dove, specie con le squadre lunghe, può fare la differenza. Honda, Menez e Bonaventura: tre acquisti delle ultime sessioni di mercato sugli scudi, così come Alex oggi pilastro della difesa al contrario di un Rami che ha alternato cose buone a cappellate.

A centrocampo rimaniamo in emergenza: Muntari ha trovato il solito cilindro dal cappello – ormai non è nemmeno una novità che segni gol del genere, il problema è che capita troppo raramente. Lo stesso Muntari con Menez ha rischiato, però, di partorire quella che è stata l’unica palla gol del Chievo: una amnesia difensiva che – attenzione – non è da attribuire però ai singoli difesa perché confezionata interamente dalla coppia Menez (quando la squadra è avanti su un calcio piazzato non si tergiversa, la si butta dentro in area) e Muntari (forse un po’ sorpreso, ma vale quanto detto prima). Passi avanti, piccoli rispetto ad Empoli e Cesena, ma passi avanti e tre punti importanti verso la vittoria ed una risalita verso il terzo posto, obiettivo designato per questa stagione. E’ anche la vittoria di Inzaghi che ha finalmente trovato un assetto accettabile del gruppo, che ha cambiato in maniera decisiva la posizione di Bonaventura tra primo e secondo tempo e che ha tolto Torres – non Honda – per El Sharaawy, cambio decisivo per il raddoppio. La vittoria di un Inzaghi che comincia a sentire sempre più suo questo gruppo e questo Milan.

Ora finalmente la sosta – sosta che ci permetterà di recuperare energie e giocatori, in particolare Diego Lopez a difesa della nostra porta. Sosta a cui arriviamo in una buona posizione di classifica per quelle che dovevano essere le premesse nonostante l’ambiente esterno continui a contestare ingiustamente Inzaghi come mai era stato fatto con nessun allenatore. La sensazione è che ci sia un manipolo di milanisti sul trespolo che non aspetta altro che un fallimento per poter sputare le proprie sentenze – è molto triste per la nostra storia e per quello che è stato ed è il Milan oggi. E allora speriamo che Honda continui così come in queste sei giornate – vista la campagna mediatica che hanno fatto contro questo signore, ogni gol del giapponese per me è una gioia doppia: una per il gol del Milan, una per il fegato di questi tifosi veri come una banconota da 13 euro. Il Milan di Inzaghi c’è e mi dispiace per voi.

Milan-Chievo 2-0
GOL: 55′ Muntari, 78′ Honda
MILAN: Abbiati; Abate, Alex, Rami, De Sciglio; Muntari (89′ Essien), De Jong, Bonaventura; Honda (81′ Poli), Torres (74′ El Shaarawy), Menez. (A disp. Agazzi, Gori, Albertazzi, Armero, Bonera, Mexes, Zaccardo, Pazzini, Niang). All. Inzaghi.
CHIEVO: Bardi; Frey, Dainelli, Zukanovic, Biraghi; Radovanovic, Cofie (82′ Bellomo), Hetemaj; Birsa (66′ Lazarevic); Paloschi, Maxi Lopez (72′ Meggiorini). (A disp. Bizzarri, Seculin, Sardo, Cesar, Edimar, Mangani, Kupisz, Pellisier). All. Corini.
Arbitro: Mazzoleni.
Ammoniti: Birsa, Biraghi, De Jong, Cofie, Zukanovic, Meggiorini, El Shaarawy.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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