NEWS_1379538774_180965968Un Milan in piena emergenza (tra l’altro problemi anche per Constant e, pare, per Birsa, dopo l’uscita dal campo) è riuscito nonostante tutto a sconfiggere per 2-0 il Celtic nella prima giornata del girone di Champions. Il risultato era quello che serviva, contro una squadra, quale quella di Lennon, che ha dimostrato nella maggior parte delle occasioni (traversa di Stokes a parte) di essere ben poca cosa: ma Samaras e compagni sono riusciti quantomeno a tenere il baricentro alto, spingendo indietro il Milan per buona parte del primo tempo pur senza risultare davvero pericolosi per Abbiati. Il maggior brivido per il portiere rossonero è stata la punizione a due in area dopo aver ripreso con la mano un pallone già messo in gioco: c’è un’ambiguità del regolamento, ma sicuramente un’ingenuità del genere non può essere perdonata ad un giocatore con la sua esperienza.

I momenti migliori del Milan sono stati i primi dieci minuti (nei quali positivo è stato l’inserimento negli schemi rossoneri di Valter Birsa, sostituto d’emergenza di Kakà), il recupero del primo tempo e l’ultima parte del secondo: ma a parte l’immediato inizio, quello che è mancato alla squadra di Allegri, il quale come al solito ha bellamente ignorato le criticità della squadra rimandando i cambi alla seconda metà della ripresa, è stato il collegamento tra i vari reparti. Matri e Balotelli sono rimasti soli davanti, e i tentativi da parte dell’allenatore di giostrare con le posizioni dell’attacco non ha sortito effetti, con l’ex Juve abulico e poco preciso e SuperMario mai incisivo tranne che nella splendida punizione da cui è scaturito il gol di Muntari.

A centrocampo Birsa ha fatto abbastanza bene, almeno nella prima parte (nella seconda si è smarrito con il resto della squadra), considerando che resta un giocatore non al livello del blasone del Milan, ma il migliore in campo è stato sicuramente Nigel De Jong, che ci ha messo una pezza anche quando la retroguardia si è fatta superare dall’attacco del Celtic, intervenendo con le sue provvidenziali scivolate. Ben peggiore la prestazione della difesa, con Zaccardo e Constant (in particolare il secondo) inguardabili e fuori forma e Zapata (azione del primo gol, tra l’altro derubricato ad autorete di Izaguirre, a parte) e Mexes spesso fuori posizione sugli attacchi scozzesi. Il francoguineano è stato senza alcun dubbio il peggiore in campo, risultando ininfluente sul versante offensivo e lasciando praterie agli attacchi di Lustig in fase di non possesso. Ed è da rimarcare come Allegri abbia inopinatamente deciso di non sostituirlo all’ingresso di Emanuelsson, ma di spedire fuori Birsa.

In sostanza, abbiamo portato a casa tre punti necessari, come lo saranno quelli da ottenere al Celtic Park ad avere speranze nel passaggio del turno (contro Ajax e Barça il discorso sarà ben più ostico). E lo abbiamo fatto in uno stato fisico pietoso, contro qualunque limite, in una sfida dove ad essere decisiva è stata la nostra forza d’animo, quella che solo la maglia rossonera può dare, che ci ha dato la possibilità di credere al risultato pieno fino alla fine, quando chiunque ci avrebbe dato per spacciato. E, sì, soprattutto una massiccia dose di fortuna. 

MILAN-CELTIC 2-0
MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Zaccardo, Zapata, Mexes, Constant (75’ Robinho); Nocerino, De Jong, Muntari, Birsa (63’ Emanuelson); Balotelli, Matri (86’ Poli). Allenatore: Allegri.
CELTIC (4-4-2): Forster; Lustig, Ambrose, Van Dijk, Izaguirre; Brown, Matthews (75’ Boerrigter), Mulgrew (89’ Buton), Commons (77’ Pukki); Samaras, Stokes. Allenatore: Lennon.
Arbitro: Stark (Germania)
Marcatori: 82’ aut. Izaguirre (M) 85’ Muntari (M).
Ammoniti: 66’Ambrose (C), 75’ Mulgrew (C), 85’ Brown (C).

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.