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Decisivo il subentrato Bojan

Riprendiamo le fila del campionato con una vittoria contro il sempre più derelitto Siena, squadra che rimane all’ultimo posto con la zona salvezza che inizia ad allontanarsi. Noi, invece, ci troviamo ora a -5 da Fiorentina e Inter, appaiate nelle loro sconfitte al terzo posto in attesa del posticipo tra Roma e Napoli. Giornata che dunque arride a noi e alla Lazio, anche grazie alla contemporanea e sorprendente sconfitta della Juventus, in 11 contro 10, contro la Sampdoria: anche oggi hanno provato ad andare ad oltranza nel recupero, come già più volte sperimentato, ma nulla è valso a rimediare a una delle figure più barbine rimediate dalla squadra di Conte negli ultimi due anni.

Se il risultato della compagine rossonera, nella prima gara dopo anni senza Pato nella lista degli indisponibili, è stato ottimo, ciò non si può dire della prestazione. Siamo ovviamente stati condizionati dalle assenze in difesa: De Sciglio si è bene barcamenato in un ruolo non suo (cosa che, tra l’altro, fa da un anno, da quando cioè viene fatto forzatamente giocare a sinistra data la concorrenza di Abate), ma Acerbi si è ancora una volta dimostrato non da Milan, fornendo una prestazione scandalosa in quella che potrebbe essere una delle ultime occasioni, prima di venire calciorotato via da Milanello. Dovrebbe essere così, almeno, con una dirigenza decente.

Un altro rossonero che ha fornito una prestazione al di sotto delle aspettative è Nocerino, ancora una volta incapace di fornire buoni palloni ad un attacco rimasto nel primo tempo sterile (con l’eccezione di qualche sortita di El Shaarawy). Entrato Bojan al suo posto, infatti, tutto è cambiato. Non si capisce il perché non si riesca a valorizzare colui che mi sento di definire uno dei giocatori più tecnici e dalle migliori qualità della Serie A, se non forse d’Europa. Una perla nel deserto, nella nostra squadra. Ha subito finalizzato – in un’azione condita dalle veementi proteste dei senesi – e ha costruito gioco, anche grazie all’apporto di un positivo – almeno in quell’occasione, si intende – Boateng: la firma sull’incontro l’ha poi messa anche Pazzini, trasformando un rigore da lui stesso procurato.

Infilato il gol del 2-0, ci siamo spenti, come nostro solito. Riuscire a subire un gol da una squadra che schiera in attacco Reginaldo, Paolucci e Bogdani è una vergogna: lasciare solo il secondo dei tre in area, lo è ancora maggiormente. E vincere con un gol di scarto, con una prestazione per più di metà del tempo non da Milan, contro certa marmaglia è indecente. C’è però da segnalare un caso stranissimo: con Nocerino – Bojan, Allegri ha azzeccato – seppur come suo solito tardivamente – un cambio. Un momento atteso da tanti meteorologi: è così spiegato l’inatteso caldo di questi primi giorni di gennaio, a Milano. Può essere contento – e infatti ha già cantato vittoria in conferenza stampa: con questo capolavoro tattico, si è assicurato la panchina per vari mesi a venire.

MILAN-SIENA 2-1 (0-0)
MARCATORI: Bojan (M) al 22’, Pazzini (M) su rigore al 35’, Paolucci (S) al 42’ s.t.
MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, De Sciglio, Acerbi, Constant (dal 18’ s.t. Antonini); Montolivo, Ambrosini, Nocerino (dall’11’ s.t. Bojan); Boateng, Pazzini, El Shaarawy (Amelia, Gabriel, Cristante, Muntari, Emanuelson, Strasser, Flamini, Niang). All.: Allegri

 SIENA (3-5-2): Pegolo; Neto, Paci, Felipe; Angelo, Valiani (dal 35’ s.t. Paolucci), D’Agostino (dal 25’ s.t. Bolzoni), Vergassola, Del Grosso; Rosina (dal 13’ Reginaldo), Bogdani (Farelli, Coppola, Dellafiore, Verre, Belmonte, Rodriguez, Cotini, Rubin, Mannini). All.: Iachini
ARBITRO: Calvarese
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Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.