Dura meno di cinque minuti la paura di una falsa di partenza, di fare la fine di Roma e Juve e rovinare una festa che sembrava scritta. Cinque minuti per prendere la misure al giovane Lecce di De Canio, dopodichè inizia il Milan-show. Il motore della squadra di Allegri sale di giri e da lì è tutto un fiorire di occasioni a raffica. Ci provano Thiago Silva, Seedorf e un generso quanto inconcludente Borriello, ma il gol che apre la partita è firmato da Pato con un bellissimo diagonale sul secondo palo. Il Milan non si ferma e quando attacca va dentro come il coltello nel burro, merito delle accelerazioni del Papero, dei lanci illuminanti di Dinho, ma anche dell’apporto dei due mediani (Ambrosini e Seedorf) che accompagnano l’azione offensiva. In mischia si raddoppia con il tocco vincente di Thiago Silva, poco dopo primo assist dell’anno per Ronaldinho che vede un corridoio per Pato e lo invita a nozze: portiere saltato e doppietta. Come l’anno scorso a Siena, sempre all’esordio. Finisce il primo tempo, tre reti di vantaggio, che potevano tranquillamente essere il doppio, e tanto spettacolo con Dinho protagonista assoluto.

Lo show non si ferma nemmeno nell’intervallo, con la passerella d’onore di Zlatan Ibrahimovic che torna nel suo vecchio stadio e si presenta ai nuovi tifosi con un breve ma efficace: “Ricordati che vinciamo tutto”. Così, giusto per gradire. Promessa impegnativa, staremo a vedere, nel frattempo Ibra (sorridente dal primo all’ultimo minuto) in attesa del tridente con Pato e Dinho se ne torna in tribuna accanto a Galliani e Berlusconi, il quale ritorna dopo l’intervallo seguito da una figa di tutto rispetto.

Il secono tempo è da catalogarsi sotto la voce “ordinaria amministrazione”, i ritmi si abbassano, Nesta e Thiago Silva si rilassano un pochino, lasciando arrivare il Lecce al tiro, ma senza mai creare pericoli. Entra Pippo e prova a spaccare il mondo, entra Gattuso che fa anche la sua porca figura, ma la farei anch’io sul 3-0, entra Kevin Prince e c’è qualche applauso pure per lui. Ci sarebbe spazio per le recirminazioni arbitrali, dato che ci viene negato un rigore per parata su tiro di Seedorf e viene annullato un gol a Borriello che mi pareva in posizione regolare. Sul finire, Inzaghi gira in porta il 4-0 e il suo gol numero 154 in Serie A. Festa grande a San Siro.

Non mi soffermo sui singoli, tutti promossi, con menzione speciale per Nesta, Thiagone e Pato. Ronaldinho merita un discorso a parte, vorrei che qualcuno di quelli che fa ironia su di lui mi spiegasse cosa c’è di male in questo giocatore. E magari non si limiti al non è più quello di una volta, grazie. Anche ieri sera ha messo in porta i compagni almeno sei volte. Per non parlare del contorno di tacchi, rabone e finte varie.

Si dirà che era solo il Lecce. Ok, attendiamo test più significativi, ma battere il Lecce porta tre punti come tutte le altre partite. E noi li abbiamo presi. Quando a vincere in questo modo sono le altre  si parla di grande prova di forza. Noi forti lo siamo, dobbiamo mettercelo in testa.

Posted by LaPauraFa80