Nessun gol all’esordio per Mattia Destro

A Ferragosto, mentre una buona fetta degli italiani festeggia in riva al mare o in qualche città d’arte gli effimeri momenti di pausa delle loro brevi vacanze, a “lavorare” sono i calciatori della Nazionale, indossando delle magliette celebrative del campionato del mondo 1982, e candidate assieme a quelle del Napoli al premio di “peggiore stile dei numeri di maglia”. E, nonostante la sconfitta contro l’Inghilterra di Hodgson a Berna, hanno sbrigato bene il loro compito. Nella prima metà il punteggio si era giustamente stabilito sullo 0-0: e, nonostante i tanti esordienti, a raggiungere il gol è stato un duo di giocatori ben collaudati. Angolo di Diamanti, tiro di De Rossi (che da solo, ieri sera, sommava praticamente metà delle presenze totali in Nazionale di tutta la squadra) e bel gol. Battuto Butland, portiere reduce dall’impegno, deludente per i colori britannici, alle Olimpiadi. Ma se l’attacco, con la coppia Destro-El Shaarawy, ha girato bene, la difesa si è dimostrata abbastanza in affanno nei movimenti collettivi: e ad approfittarne è stato Jagielka, bravo a sfruttare le scarse condizioni di Balzaretti.

Rivoluzione tra le due squadre nel corso del secondo tempo: fin da subito, fuori (come prevedibile) Balzaretti per Peluso, e nell’Inghilterra, per Butland, dentro John Ruddy: un portiere dal passato particolare, dal 2005 al 2010 rimbalzato in prestito dall’Everton in una squadra diversa ogni sei mesi, e solo da due anni in pianta stabile al Norwich City. In seguito, Diamanti, Destro ed El Shaarawy hanno ceduto il passo a Verratti, Fabbrini e Gabbiadini. Proprio l’ex atalantino è stato colui che è andato più vicino al gol, con un tiro salvato da Ruddy: e dopo un altro intervento del portiere inglese su Verratti, il contropiede inglese ha portato al gol di Jermaine Defoe. Qualche colpa per Sirigu, che ha peccato di lentezza nel tuffarsi. Dentro anche Poli e Schelotto, ma niente ha più smosso il risultato.

Il risultato non ha premiato una partita, da parte degli Azzurri, al livello di quella della formazione di Hodgson: ottimo esordio per gli attaccanti, che hanno trovato subito l’intesa tra di loro. Forse, delle due coppie d’attacco, la migliore è stata Gabbiadini-Fabbrini, che ha dimostrato più concretezza rispetto ai blasonati Destro ed El Shaarawy. Per quanto riguarda il centrocampo, niente da segnalare: come prevedibile, nel luogo fulcro del gioco Prandelli ha preferito affidarsi a uomini di esperienza come Nocerino e De Rossi, uomini che non hanno tradito le attese e hanno fatto da chiocce ai più giovani. Alcune note negative sono però arrivate dalla difesa: se le prestazioni dei singoli, soprattutto Peluso, Ogbonna e Astori, sono state indubbiamente positive, si sono verificati diversi problemi nell’attuazione degli schemi, probabilmente dovuti all’assenza di un’abitudine all’allenamento collettivo. E, nel primo tempo, la presenza del lento e acciaccato Balzaretti non ha giovato.

A riguardo dei rossoneri presenti stasera, sicuramente positive le prove di Nocerino e Abate: il centrocampista ex Palermo ha giocato per tutta la partita, svolgendo dignitosamente il suo impiego a metà campo; Abate, invece, è uscito dal campo poco prima della fine e stremato, avendo speso molte energie soprattutto nel lavoro in copertura. Difettoso, come oramai noi milanisti sappiamo bene, nella fase offensiva. Un discorso a parte merita la prova di Stephen El Shaarawy: ottimo nei movimenti e nell’intesa con Destro, il giovane ligure si è però dimostrato abbastanza impalpabile nei 16 metri, non risultando mai pericoloso per Butland. Niente esordio, invece, per Francesco Acerbi e Mattia De Sciglio. La prossima occasione, comunque, è vicina, e fin troppo: ad inizio settembre, con tutti i reduci dell’Europeo. E con molto meno spazio per gli esperimenti, dato che si farà sul serio.

ITALIA – INGHILTERRA 1-2, BERNA 15 AGOSTO 2012
Marcatori: 15′ De Rossi (I), 27′ Jagielka (E), 78′ Defoe (E)
Italia: Sirigu; Abate (Schelotto), Ogbonna, Astori, Balzaretti (Peluso); Nocerino, De Rossi, Aquilani (Poli); Diamanti (Verratti), Destro (Fabbrini), El Shaarawy (Gabbiadini). All. Prandelli. (Consigli, Acerbi, Gastaldello, De Sciglio).
Inghilterra: Butland (Ruddy); Walker, Jagielka (Lescott), Cahill, Bertrand, Carrick, Lampard (Livermore); Sturridge, Cleverley, Young (Milner), Carroll (Defoe). All. Hodgson. (Hart, Baines, Caulker, Johnson, Oxlade-Chamberlain, Rodwell).

Posted by bari2020

Vice-direttore del blog. Responsabile dei Post-partita del Milan e della Nazionale e della rubrica di approfondimento sulla Champions League: attivo sul blog da Gennaio 2010.

One Comment

  1. Borgofosco

    I diamanti grezzi possono essere bruciati al fuoco delle polemiche. Ieri sera El Shaarawy è stato male utilizzato e soprattutto male supportato dalla squadra.
    Non so se questo dipende dall’iindirizzo tattico dato da Prandelli. Tuttavia l’Italia, priva di Cassano, mi è parsa priva dell’indispensabile fantasia dimostrata in altre occasioni. Inoltre credo he certi giocatori(Peluso, Sirigu ed il Balzarettidi ieri sera)abbiano dimostrato che non sono giocatori da nazionale. Vado controcorrente nel giudicare Destro. Nen penso che Zednek Zeman lo esalterà per aver mancato un facile gol e per non aver passato palla a Nocerino in una occasione che avrebbe certamente consentito il vantaggio all’Italia. Certo si sono viste cose discrete ma se confrontiamo la nazionale maggiore alla under 21 il paragone diventa improponibile. I giovani di Mangia hanno dimostrato di essere la migliore formazione giovanile europea, mentre molti giovani di Prandelli si sono dimostrati qualitativamente inferiori a quelli impiegati nella under. Incomprensibile risulta la scelta di Gabbiadini a scapito di Ciro Immobile e quella di Diamanti a scapito di Insigne.
    Secondo me , con Immobile, Insigne ed El Shaarawy, l’Italia potrebbe formare un trio che tutta europa ci invidierebbe. Spero che Prandelli prima o poi lo sperimenti. Diversamente meglio lasciare El Shaarawy alla under 21. Sarà quella la nazionae di riferimento per le speranze del calcio italiano.

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