Una serata incredibile degna dello spettacolo che solo la massima competizione europea può offrire. Il Chelsea dà continuità alla prova del Barcellona e dopo aver rimontato due gol in 10 al Camp Nou riesce, finalmente, dopo averlo inseguito per tanto tempo, ad alzare il trofeo più prestigioso per il calcio di Club. E’ stato forse il riassunto di una stagione intera in 120′ con il Bayern Monaco che domina per lunghi tratti, segna il gol, si fa riprendere, gli viene data una occasione per chiudere e la fallisce come già accaduto nel duello in Bundesliga per il Borussia Dortmund. Il Chelsea va idealmente sotto tre volte toccando il fondo come già accaduto dopo la gara col Napoli in questa stagione e rischiando di andare sotto nuovamente in partita come in quella gara del Camp Nou. Alla fine la coppa la alzano gli uomini di Di Matteo e direi che lo fanno con pieno merito per il cuore dimostrato da un gruppo che era già dato per spacciato – se un allenatore era stato ingaggiato per vincere la competizione questo era infatti Andres Villas Boas che la partita l’avrà guardata da casa e non l’Italiano.

Il primo tempo passerà agli annali come uno dei più soporiferi di questa competizione con il Bayern che fa la partita e un Chelsea che lo fa sembrare il Barcellona. Poi il secondo tempo si equilibra con i bavaresi che restano padroni della gara e gli inglesi che qualcosa cominciano a creare in contropiede – arriva quindi il gol di Muller a sette minuti dalla fine che sembra chiudere tutto prima dell’episodio che, secondo me, cambia la storia della competizione: Heynckes toglie Muller e mette un difensore, Van Buyten, che non giocava una gara ufficiale da gennaio ritenendo probabilmente la partita conclusa. Pessimo segnale per la squadra che – non casualmente – prende il pareggio dal solito, immenso Didier Drogba che quel genio di Villas Boas aveva tolto dai titolari.

Arrivano quindi i supplementari e arrivano con la seconda grossa occasione per il Bayern con un rigore abbastanza generoso (il 34° di questa edizione della competizione – troppi per quella che ne è stata la storia, così la si snatura) che Cech para. Da lì in poi il Chelsea diventa padrone del campo per un buon quarto d’ora – mentre gli ultimi 10 minuti si giocano ormai coi rigori sullo sfondo. Con i fantasmi di Roma per il Bayern Monaco e di Mosca per il Chelsea si va ai calci di rigore – il Bayern va ancora in vantaggio, poi Cech para il rigore ad Olic e Schweinsteiger tira sul palo il proprio. Nella testa di Drogba passano quindi i fantasmi di Mosca e dello scivolone di John Terry ma stavolta non va così, stavolta la palla va in rete e i blues possono diventare per la prima volta nella loro storia campioni d’Europa.

Questa coppa ci lascia tre insegnamenti: la prima, ci ricorda che il bello di questa competizione e di questo sport sta nel fatto che anche la squadra sfavorita può vincere: il Chelsea è arrivato sesto in campionato e tra le quattro semifinaliste era quella più sfavorita – che serva di lezione a tutti coloro che davano zero possibilità al Milan di arrivare o vincere a Monaco. La seconda conferma il fatto che prima dei campioni la squadra la fa l’allenatore – troppo evidente il divario tra il Chelsea di Villas Boas e quello di Di Matteo per far finta di niente. Il terzo è finalmente il tramonto del tiki-taka che, diciamocelo, aveva stufato: basta con l’80% di possesso palla, basta con i continui passaggi fuori area senza mai cercare la finalizzazione in porta: il Bayern stasera ha voluto fare il Barcellona invece di badare al sodo – e l’ha pagato a caro prezzo replicando l’annata 2001/02 del Leverkusen.

Cosa farà quindi Di Matteo? Non saprei. Francamente il Chelsea si ritroverà a pensare di ripartire con un nuovo progetto e un nuovo allenatore per cercare di inseguire un obiettivo che però ha appena raggiunto. Fossi in lui, invece, non mi importerebbe tanto di trovare una panchina per la prossima stagione: ha appena vinto la Champions League arrivando nel punto più alto della sua carriera, come in Italia hanno fatto, prima di lui, solamente Rocco, Capello, Lippi, Sacchi e Ancelotti. Non roba da poco, insomma.

BAYERN-CHELSEA 4-5 d.c.r. (Primo tempo 0-0, 1-1 al 120′)
MARCATORI: Mueller (B) al 38′, Drogba (C) al 44′ s.t.
SEQUENZA RIGORI: Lahm (B) gol, Mata (C) parato, Gomez (B) gol, David Luiz (C) gol, Neuer (B) gol, Lampard (C) gol, Olic (B) parato, Cole (C) gol, Schweinsteiger (B) palo, Drogba (C) gol.
BAYERN (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Tymoshschuk, Boateng, Contento; Schweinsteiger, Kroos; Robben, Mueller (dal 41′ s.t. Van Buyten), Ribery (dal 6′ p.t.s. Olic); Gomez. (Butt, Rafinha, Pranjic, Usami, Petersen). All.: Heynckes.
CHELSEA (4-4-1-1): Cech; Bosingwa, Cahill, David Luiz, Cole; Kalou (dal 39′ s.t. Torres), Mikel, Lampard, Bertrand (dal 28′ s.t. Malouda); Mata; Drogba. (Turnbull, Paulo Ferreira, Essien, Romeu, Sturridge). All.: Di Matteo.
ARBITRO: Proenca (Por)
NOTE: spettatori 63.000 circa, incasso non comunicato. Cech para un rigore a Robben al 6′ p.t.s.. Ammoniti Schweinsteiger per c.n.r., Cole e Drogba per gioco scorretto, Torres per proteste. Recupero: 1′ p.t.; 3′ s.t., 1′ p.t.s.; 0′ s.t.s.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

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