Centrocampisti – Parte Seconda

Mauri: 6. Largamente sufficiente nella seconda parte di stagione, ci chiediamo perché sia stato panchinato per tutto questo tempo. Ah sì, perché ha detto a Mihajlovic che non gli ha spiegato cosa fare quando hanno la palla tra i piedi.

Montolivo: 6,5. Più alti che bassi, ma nelle migliori partite della stagione lui è il migliore in campo per distacco. E’ chiaro che se giochi solo a ripartire e hai delle punte che non sanno fare un movimento ti prendi delle colpe non tue. Per fortuna la dirigenza non ascolta il popolino, altrimenti ora sarebbe alla Juventus

Poli: 5,5. Si impegna e chiede più spazio ma è in controtendenza in questo Milan. Nel senso che se molti rendono al 40-50% del loro reale valore per la carenza di gioco, lui è scarso e basta.

Honda: 6,5. Il modulo di Mihajlovic lo valorizza – è il dominatore nella voce “assist” della stagione. Probabilmente quella del suo riscatto personale

Attaccanti

Bacca: 7. Non mi piace come si integra coi compagni ma un attaccante deve fare gol e lui li ha fatti, e tanti. Nonostante questo se arrivassero 35 milioni lo metterei immediatamente sul primo aereo per Monaco di Baviera.

Balotelli: 5,5. Il contrario esatto di Bacca. A me non è dispiaciuto, soprattutto nel finale di stagione. Però un attaccante deve fare gol e lui non lo fa, quindi le chiacchiere stanno a zero.

Boateng: 5. Era pure partito bene, poi si è perso nella mediocrità della squadra. Questo non può essere il giocatore che due anni fa era tra i migliori d’Europa nel suo ruolo.

Luiz Adriano: 6. E’ stato un’ottima terza punta. Il problema è che doveva essere la seconda di fianco a Bacca, poi è finito inspiegabilmente fuori dagli schemi.

Menez: 4,5. Il cugino scarso di quello dello scorso anno. Rimane comunque una colpa non averlo messo in condizione di esprimersi. Cosa che, per dire, è riuscito a fare Pippo Inzaghi.

Niang: 7. Decisivo nel momento clou del Milan. Il calo dipende dal suo incidente. Da capire cosa farne: tenerlo perché serve o cederlo perché testa calda?

Allenatori e società

Mihajlovic: 4.5. Fallisce su tutta la linea. Non basta unire lo spogliatoio se i risultati sono quelli in campo. Il suo fallimento, se vogliamo, è più clamoroso di quello di Inzaghi che aveva un organico decisamente inferiore a quello del serbo. La più grande vergogna della stagione è vedere il Milan giocare come a Napoli per strappare un punticino. Ma siccome sta antipatico a Berlusconi, non è Inzaghi e non è una leggenda del Milan ne viene fatto un altro martire. L’esonero è meritato visti i 5 punti in 2 partite e altrettanti 5 punti persi dal Sassuolo – se avesse fatto il suo con Chievo ed Atalanta avrebbe finito la stagione. Mai più uno così sulla nostra panchina: Simeone dei poveri.

Brocchi: 5.5. Accetta una sfida più grande di lui e la fallisce. Perde l’Europa League non tanto per demeriti propri (perché, di fatto, le sue partite somigliano molto alle ultime di Mihajlovic in tutto e per tutto) quanto perché il Sassuolo che sino a quel momento aveva stentato inanella quattro vittorie consecutive. Sarebbe da 4,5 se non riesce finalmente, troppo tardi, a dimostrare in finale di Coppa Italia che con questa squadra si può avere possesso e creare un gioco, anche se l’avversario è la Juventus. Non è sufficiente, ma lascia una lezione da seguire a chi verrà dopo, dando una lezione di dignità a chi lo insultava.

Silvio Berlusconi: 4. Basti pensare che l’unico budget stanziato per il mercato invernale sono i 250.000 euro lordi di sei mesi di stipendio di Boateng per fare un favore all’amica Melissa Satta. Finalmente con la cessione fa outing ammettendo di non aver messo abbastanza soldi nel Milan per renderlo competitivo. Un bruto colpo per chi per anni ha usato Galliani come parafulmine per le sue responsabilità.

Adriano Galliani: 6,5. Essendo stato relativamente inoperoso a gennaio per via del mancato budget, non possiamo che confermare il voto di Gennaio con mezzo punto in meno per aver insistito su un tecnico fallimentare come Sinisa Mihajlovic.

Barbara Berlusconi: 4. Continua l’opera di demolizione interna del Milan ad opera di BB. In questa stagione 30 milioni di penale per lo stadio più svariate fatture di consulenza dallo studio Novembre. La storia, che è impietosa, ricorderà sempre l’inizio del declino milanista col suo ingresso in società. Da vera Berlusconi anche quest’anno non si prende mezza responsabilità di fronte agli azionisti.

I tifosi: 4. Se la squadra non ha più dignità loro l’han persa ancora prima. Ci sarebbero tanti esempi di come ci si è resi ridicoli durante la stagione tra le contestazioni, i comunicati in assemblea azionisti, gli stadi pieni solo per il derby o il carro degli occasionali a Roma che si ricordano di essere milanisti solo quando si gioca una finale. Se il Milan sarà ceduto le nuove vittorie saranno per molti – non per tutti – sicuramente non per chi ha tifato ad intermittenza. C’è da vergognarsi vedendo il livello del tifo milanista oggi ed alcuni suoi elementi che lo contraddistinguono.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.