22 Dicembre 2018, Stadio San Siro. Milan che cede la quarta piazza al termine di una serie di incontri poco convincenti che vedono emergere tutte le perplessità palesate in passato, parziale la scusante delle indisponibilità.

Formazione Milan
Dopo il rientro di Romagnoli, Gattuso è alle prese con le squalifiche di Bakayoko e Kessie.
Il tecnico opta per un 4-3-3 con Mauri Calhanoglu e Calabria nell’inedito ruolo di mezzala destra.

Formazione Fiorentina
Ritorno alla difesa a 4 per Pioli che schiera il 4-3-3 con cui la Fiorentina ha espresso le cose migliori sinora.

Schermata 2018-12-22 alle 18.57.23

Partita bloccata
Due diverse interpretazioni dello stesso modulo producono un primo tempo bloccato.
Il Milan produce gioco eleggendo Calhanoglu regista sia sulla costruzione bassa sia quando entra in possesso a metà campo, cercando successivamente Suso sul centro destra per l’ultimo passaggio o la giocata determinante.
Rossoneri che tornando al 4-3-3 ritrovano una buona fluidità ed occupazione degli spazi, con più fortuna e più precisione avrebbero chiuso il primo tempo meritatamente in vantaggio.
Difensivamente rossoneri che non attaccano il possesso avversario, ma si schierano in un contenitivo 4-5-1 dietro la linea della palla.

I Viola rispondono con un 4-3-3 dall’interpretazione più dinamica, è Biraghi a sinistra a staccarsi sempre in possesso giocando altissimo e spostando Mirallas nel mezzo spazio destro, difesa che resta a 3 con Edmilson e Veretout a schermarla mentre a Benassi viene dato il compito di inserirsi liberamente tra le linee.
Particolarità dei Viola sulla costruzione dal basso del Milan, si schierano altissimi creando coppie in tutta la metà campo rossonera con Simeone su Zapata, Benassi su Romagnoli, Chiesa su Rodriguez e Biraghi alto su Abate, con Veretout e Edmilson ad occupare le linee di passaggio pronti ad accorciare sui centrocampisti quando entrano in possesso, Pioli lascia costantemente al 3 vs. 3 la difesa dove Suso, Castillejo e Higuain sono alle prese con l’aggressività di Victor Hugo, Pezzella e Milinkovic (i 2 cartellini alla difesa Viola non sono un caso).

Questa scelta di andare a prendere il Milan alto da un lato permette alla Viola di subire poco la capacità di palleggio dei rossoneri, dall’altro crea occasioni potenziali per il Milan quando uscendo bene specialmente a sinistra su Rodriguez e saltando le prime linee di pressione, Calhanoglu può attaccare lo spazio dietro Veretout.

Cambiamenti
Due cambi da ambo i lati per tentare di spezzare l’equilibrio, Gerson per Mirallas riportando Federico Chiesa a rientrare sul piede forte e Gattuso che torna al 4-4-2 con Laxalt per Castillejo e Cutrone per Mauri affetto da crampi, inedito centrocampo a due con Calabria e Calhanoglu.
Mossa del tecnico rossonero chiaramente nel tentativo di abbassare la Viola spezzando l’equilibrio nell’1 vs 1 mettendo una punta in più in mezzo.
Vantaggio Viola che si concretizza alla prima occasione in cui Chiesa può puntare rientrando sul suo piede forte, errore di Calabria nel concederglielo, ma conclusione impeccabile del giovane Azzurro.
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Reazione carente
Rossoneri che non traggono nessun vantaggio dal passaggio al 4-4-2, anzi si appiattiscono e perdono pericolosità anche in ripartenza, si avvicinano al pareggio con un colpo di testa di Rodriguez frutto di un’azione rabbiosa, ma poco altro.

Asimmetria
Fondamentale in uscita palla, Rodriguez non viene mai sfruttato adeguatamente in fase di spinta, isolando Castillejo all’1 vs 1 con il dominante Milinkovic.
Lo spagnolo non viene nemmeno aiutato dal movimento di Calhanoglu che a differenza del volenteroso Calabria non esegue mai tagli senza palla laterali.
Conseguenza di ciò il Milan dipende sempre di più dalla invenzioni di Suso, poco per una squadra che ambisce a piazzamenti nobili.

Concetto espresso da questi 90 minuti, ma che traccia una linea comune con gran parte delle partite di questa stagione.

Posted by Matteo Osti

Autore de "Il Metodista", un sito di tattica prevalentemente sulla serie A.