9 Dicembre 2018, Stadio San Siro. Uno 0-0 più utile ai granata che ai rossoneri nella giornata in cui era reale la possibilità di aumentare il vantaggio sulla Lazio.

Formazione Milan
Continua l’emergenza infortunati in casa Rossonera, Gattuso conferma Abate centrale dopo la vittoria casalinga con il Parma. Ritorno invece al 4-4-2 con Higuain che rientra in attacco dopo la squalifica in coppia con Patrick Cutrone.

Formazione Torino
Torino che arriva da 9 risultati utili consecutivi in trasferta, 3-5-2 confermato per Mazzarri con Iago Falque a fare da raccordo con il centrocampo e Baselli pronto a fare l’incursore.

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Avvio Granata
Avvio aggressivo dei granata che sulla costruzione rossonera alzano sempre 6 uomini cercando di orientare la pressione costringendo il Milan al rinvio lungo, più Izzo (in funzione di “accorciatore”) pronto ad alzare tantissimo la difesa ed impedire alle punte del Milan di entrare in possesso sul pallone lungo.

Il solido 3-5-2 di Mazzarri garantisce al Torino l’uomo in più in mezzo al campo, i movimenti a tagliare degli interni portano spesso fuori posizione i due mediani di Gattuso e sommato alla scarsa predisposizione alla rincorsa di Suso nel ruolo di esterno sinistro, permettono al Toro di sfondare subito due volte sulla corsia sinistra del Milan dove prima Donnarumma su Iago poi la scarsa precisione di Belotti perdonano i Rossoneri.

Sul ribaltamento di fronte quando sono i rossoneri a provare ad attaccare, la doppia fase di Baselli e Meitè, sempre pronti a chiudere alle spalle di Ansaldi e Ola Aina altissimi a impegnare i terzini di Gattuso, costringe Calhanoglu e sopratutto Suso a restare bassi per provare a far gioco da zone meno congestionate, questo porta i rossoneri ad attaccare spesso con pochi uomini o a portare palla rallentando i tempi di gioco.

Ricardo Rodriguez
Non riuscendo ad uscire o a trovare riferimenti sul campo, alla mezz’ora il Milan si affida al terzino svizzero che prima cambia gioco con un lancio preciso di 40 metri che trova finalmente Suso in posizione pericolosa, successivamente trova in profondità Cutrone che costringe Izzo al giallo e fa recuperare metri preziosi ai Rossoneri.

Ripartente rossonere
Il vantaggio territoriale degli uomini di Mazzarri porta i suoi ad alzarsi ancora di più con Izzo che spesso si sgancia per inserirsi sulla trequarti, questo mette il Milan nella condizione ideale per poter ripartire, vanificando però forse per la fretta di segnare almeno un paio di buone situazioni nel finale di primo tempo.

Stallo
I primi due terzi della ripresa esemplificano il concetto di stallo, entrambe le squadre restano ferme sulle proprie posizioni attendendo di trovare il vantaggio dalla propria idea, il Toro continua a pressare alto ed a recapitare pericolosi palloni in mezzo all’area rossonera sfruttando i movimenti dei propri interni che aumentano le difficoltà di Kessie e Bakayoko a far diga in mezzo al campo.

Il Milan invece resta basso cercando di trarre vantaggio dai rapidi capovolgimenti di fronte che il posizionamento alto degli uomini di Mazzarri permettono ai rossoneri di tentare con continuità.

Anche i cambi dei due tecnici sono in questa direzione, Zaza per Iago e Castillejo per Calhanoglu, infatti non cambiano nulla dal punto di vista dell’idea di gioco.
Equilibrio prolungato che porta la partita sino all’87esimo prima di mostrare la migliore occasione dell’incontro, quando su sviluppo di piazzato è Cutrone ad avere la palla dei 3 punti, ma calcia malamente a lato.

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Ultimo quarto
Ultimo quarto che non produce vantaggio per nessuna della due compagini, ma denota un vantaggio territoriale a favore dei rossoneri quando i quinti granata calano e non riescono più ad andare a chiudere i terzini rossoneri nella trequarti rossoneri.

La chiave
Il Torino chiude il Milan nella propria metà campo alzando Ansaldi e Ola Aina sui terzini rossoneri andandoli a prendere spesso oltre la linea di centrocampo, lasciando il compito di marcare gli esterni a Baselli e Meitè molto bravi per tutta la partita a fare la doppia fase.
Torino che potrebbe forzare di più sopratutto sulla propria sinistra dove Suso spesso resta alto, ma la fase di possesso degli uomini di Mazzarri non è all’altezza di quella senza palla e spesso l’azione non raggiunge con il tempo giusto l’uomo libero.

Pareggio di intenzioni
Torino che legittima il sesto posto con la sua ottima organizzazione in non possesso, Gattuso che resta a più uno dalla Lazio in una partita in cui forse avrebbe potuto ad un certo punto dell’incontro cambiare qualcosa per provare a controvertire gli equilibri del campo.

Diversamente dall’atteggiamento tattico, il gruppo è molto compatto ed affronta con solidità le lunghe fasi dell’incontro in cui subisce l’iniziativa avversaria, questo oltre al momentaneo quarto posto è certamente una buona notizia per tutti.

Posted by Matteo Osti

Autore de "Il Metodista", un sito di tattica prevalentemente sulla serie A.