Anche se è passato del tempo dall’ultima lettura fatta, risalente alla prima panchina di Brocchi, vorrei proprio partire dalla mia conclusione sulla sua prima gara. Infatti avevo espresso che le prestazioni non si sarebbero discostate da quella gara, ebbene mi sono forse sbagliato? Le cause sono molteplici e sono tutte riconducibili alle tre gare contro il terzetto di coda, gare che hanno messo a dura prova la nostra fede calcistica; quindi sarà più un “re-cap” che non l’analisi della sola gara di sabato.

Partendo dalla sfida con il Carpi si denota la prima lacuna, la squadra si è si impegnata a seguire le linee guida di Brocchi, ma il possesso palla e il bel gioco non implicano la conquista del risultato. Ed ecco che affiora il primo problema della squadra, per quanto ci sforziamo a tenere il pallone arrivati negli ultimi quindici metri non sappiamo cosa farne di essa. In rosa non sono presenti giocatori in grado di inventare il passaggio che possa scardinare l’assetto difensivo avversario. Infatti, proprio nella partita contro il Carpi, abbiamo avuto quasi l’ottanta percento di possesso palla senza mai tirare in porta e questo si è verificato anche ieri, visto che anche con la superiorità numerica, la partita è stata sbloccata solo dopo la concessione del calcio di rigore.

Adesso passiamo alla partita della vergogna. A Verona si nota la seconda lacuna: questa squadra non si limita a gioca male, unica preoccupazione del nostro presidente, ma ha la peculiarità di essere in uno stato psicologico (ormai da anni) in cui basta poco per cadere nello sconforto. Ed è quello che succede nel secondo tempo di Verona, dove la squadra ha abbandonato mentalmente il campo, permettendo così agli avversari di dominarci e questa è una conseguenza dello stato mentale della squadra, che non riesce neanche a tirare fuori un po di orgoglio. Stesso atteggiamento lo si vede contro il Bologna, in quanto sia dopo l’espulsione e il vantaggio su rigore, la squadra non riesce mai a cambiare piglio e si fa cullare dal risultato parziale come è avvenuto per tutto l’anno d’altronde. Contro il Frosinone vediamo un’altra faccia di questa squadra, quella che se attaccata alta non è più in grado di gestire la palla come contro il Carpi che ha pensato solo a difendersi e con gli uomini che ci troviamo – nella fattispecie Alex – si hanno notevoli problemi nel far uscire la palla veloce e pulita.

Tutto questo ha gettato nel caos la squadra che è ormai priva di punti cardine, perchè non è possibile ricostruire su “strutture” pericolanti , ma si ha bisogno ripartire dalle macerie; chiedere un gioco a una squadra in questo stato mentale è come costruire castelli di carte in presenza di vento. Ricapitolando non avrei esonerato Mihailovc, perchè questo ha pregiudicato le poche possibilità di vittoria in finale di Coppa. La squadra con lui aveva ricevuto delle “direttive” ben precise, che non ci facevano giocare il miglior calcio d’Europa, ma avevano dato una quadratura alla squadra e si erano visti i frutti nelle gara contro chi ci precedeva.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.