La partita di sabato a dimostrato ancora una volta i limiti di questa squadra, nel modo di come affronta psicologicamente l’avvio di gara – sempre sottotono -, ad esso si aggiunge la mancanza totale di fortuna e come ci dimostra il piazzamento dell’Inter in classifica, il fattore c non gusta mai.

Come avevo sottolineato circa tre giorni fa, la squadra ha un miglior gioco quando non ci sono due punte a pestarsi i piedi là davanti, perchè riesce a spostare la palla più facilmente su tutto il fronte d’attacco invece di concentrare la penetrazione solo sul fronte centrale. Fino all’uscita di Luiz, lui e Bacca non riescono mai a dialogare e tale problema è la mancanza di affinità fra i due. Il primo è abituato a giocare da solo al centro dell’attacco e ad allargare il gioco sugli esterni, mentre il secondo ha bisogno di una spalla che gli stia vicino e lo serva in profondità. Questsa situazione è avvenuta soltanto in un occasione, Milan-Empoli e non si è più ripetuta quando i due sono stati schierati assieme. Quindi Luiz risulta quasi una “schermatura” per Bacca, ma non solo, infatti Luiz giocando spalle alla porta vanifica la qualità migliore di Bacca: i tagli nello spazio.

Come detto tutto questo cambia con l’ingresso di Boateng, il quale è stato bistrattato prima ancora di dimostrare se fosse o meno un buon innesto per la rosa. Con il suo ingresso cambia anche la disposizione in campo, che in fase di possesso si  trasforma in un 4-2-3-1 e in fase di ripiegamento i due esterni – Jack e Honda – scalcano sulla linea dei centrocampisti, lasciando il solo Boateng alle spalle di Bacca. Questo crea un equilibrio che ci porta ad avere le redini del centrocampo e un giocatore tra le linea avversarie, con il quale riusciamo a essere meno prevedibili del solito; tutto questo grazie alle giocate di prima di Boateng, abile a recuperar palla in zona avanzata e ad allargare l’azione quando se ne presenta l’occasione. Inoltre il suo modo di giocare ci permette innescare Bacca con maggiore frequenza e con palloni più congeniali al suo modo di giocare. Ricapitolando, in assenza di un compagno di reparto, Bacca riesce a spaziare e ad essere più incisivo, ed è in questo settore che dobbiamo migliorare. Infatti anche se le occasioni da goal non vengono create con un gioco eccelso, sono numerose nel corso della gara e vengono vanificate nella maggior parte delle occasioni e dunque dobbiamo far in modo di essere più cinici sotto rete.

In conclusione rode molto di più, aver perso due punti a Roma che non la sconfitta casalinga, perchè la Roma ha dimostrato di essere in condizioni ben peggiori delle nostre, in quanto è una squadra che è figlia delle paura dell’allenatore, abbassa il baricentro nel momento in cui passa in vantaggio per evitare di scoprirsi – come nel caso di sabato – lasciando all’avversario palla e il tempo restante di gara.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.