Risulterà essere l’editoriale più corto che io abbia mai scritto, dopotutto c’è poco da analizzare quando una squadra si rifiuta quantomeno a provare a giocarsela a viso aperto per un tempo. Per novanta minuti abbiamo pensato solo a difendere il risultato e questo non lo accetto; perdiamo da più di quattro anni con loro perchè, psicologicamente, li reputiamo superiore a noi.

La partita di sabato mi fa tornare in mente quella di un anno fa a Milano contro la Juve, finita con il medesimo risultato. Anche in quel frangente scese in campo un Milan rinunciatario e impaurito che pensava prima di tutto a come non prendere goal, invece di provare a farlo. Gli anni passati potevo anche rassegnarmi all’idea di dover fare del catenaccio per fermare una squadra molto più forte della nostra, ma quest’anno non lo accetto. Quest’anno la Juventus ha dimostrato di essere una squadra vulnerabile che viene punita alla prime occasioni, ma d’altronde noi non siamo stati in grado di concluderne neanche una volta verso lo specchio. Il motivo è semplice: abbiamo atteso che la Juventus ci permettesse di punirli in ripartenza grazie ad un loro errore, invece di costringerli a commetterlo con pressing alto.

La colpa principale è dell’allenatore, non si può pensare di mandare in campo una squadra chiamata Milan che blocchi il risultato sullo 0 a 0, in attesa del triplice fischio. Sinisa ha dimostrato di non essere in grado di preparare un  match importante, escluso la Roma (che affronteremo ad anno nuovo) abbiamo perso con tutte le squadre che sono sopra di noi in classifica; a mio avviso, i risultati conseguiti nei big-match determinano il livello della squadra ed il nostro è inferiore a chi ci precede. La domanda dunque sorge spontanea: come si pensa di poter arrivare in zona Champions? Ad oggi questo è impossibile, la squadra non risulta avere margini di miglioramento in quanto, nel periodo in cui si deve accelerare il passo, rivediamo il Milan che da anni ci logora il fegato.

Un appunto su Bonaventura, non possiamo permetterci il lusso di farlo giocare ulteriori 10/20 metri lontano dalla porta rispetto a quando gioca esterno alto. Lui è il nostro miglior rifinitore, in quanto è il solo ad avere le idee chiare di dove giocare la palla per accelerare la manovra. Una squadra che è costretta a sballottare uno dei suoi giocatori migliori da un ruolo ad un altro, per l’assenza di giocatori di qualità a centrocampo non può pensare di essere competitiva.

Non mi piace fare programmi, ma le cose peggioreranno nel caso in cui non riuscissimo a fare bottino pieno contro squadre che hanno problemi peggiori dei nostri, allora si che Mihajlovic avrà veramente toppato sulla panchina del Milan.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.