Nell’acro di una settimana il Milan ha confermato quanto ho chiesto tre giorni fa, infatti non ha dato solo continuità nei risultati ma anche nello sviluppo del gioco, che si era intravisto (sporadicamente) nei precedenti incontri. Ieri sera dunque, abbiamo visto una squadra – adesso può definirsi tale – che è riuscire a sottomettere l’avversario con il gioco e l’intelligenza di coprire gli spazi utilizzati dagli avversari.

Visto quello che riesce a fare la squadra con questo cambio di modulo, fossi in Sinisa non avrei molta fretta nel tornare con le due punte e vi spiego il perché. I miglioramenti che si notano non derivano dal giocare o meno con il trequartista, bensì dall’occupare/attaccare quella parte di campo che adesso è di competenza degli esterni offensivi. In precedenza, giocando con le due punte e il trequartista, la squadra era costretta a prediligere il centro per entrare in area con le mezze ali a supportare la manovra, anch’esse all’interno del campo senza mai sfruttare le corsie. L’errore sta proprio lì, tale spazio veniva attaccato con le sovrapposizioni dei terzini, che giocando in linea con i difensori (una volta si usavano i fluidificanti per tale modulo) erano costretti a farsi ottanta metri per poter supportare la manovra, concedendo spazio alle ripartenze avversarie. Adesso i terzini solo in rare occasioni si trovano fuori posizione, in quanto hanno il compito di innescare gli esterni e rimanere a supporto dei tre di centrocampo. In aggiunta a tali problemi venivano due attaccanti in attesa della palla, con il solo Bacca che si occupava di attaccare la profondità, quando non era troppo impegnato a far salire la squadra e Luiz Adriano spettatore non pagante. Con il modulo a una punta ci ha permesso, non solo di allargare il il fronte di attacco, ma di aumentare i portatori di palla e di eliminare un giocatore superfluo dal campo per quel modulo (Luiz è abituato a giocare ad una punta). Non solo siamo in grado di attaccare sui tre versati del campo, ma ora gli inserimenti delle mezze ali ci permettono di entrare in area senza marcatura, cosa che invece prima ci era preclusa vista la presenza di due punte al suo interno, tra l’altro facilmente marcabili in assenza di movimento.

Come detto tre giorni fa, nell’analisi della gara contro il Chievo, siamo riusciti ad applicarlo in un campo difficile e questo grazie alla compattezza fra i reparti e fra i giocatori. Nel fotogramma successivo è tutto più chiaro:

azione che scaturisce lo 0-3 di Bacca.

in fase di non possesso il 4-3-3 diventa un 4-1-4-1, con Kucka e Poli che a turno si alzano per portare pressing sul portatore di palla insieme a Bacca. Con lo scivolamento degli esterni sulla linea dei centrocampisti cancelliamo dal campo i tre trequartisti laziali, tutto questo grazie alla posizione di Montolivo che fa da collante fra i quattro che gli stanno davanti e i quattro dietro, in modo da cancellare tutte le vie di passaggio verticali. Ed è così che nasce il terzo goal subito dalla Lazio, gli uomini di Pioli sono costretti a giocare la palla in orizzontale, permettendo dei facili recuperi ai nostri centrocampisti (in questo caso a Jack).

Non mi sento di elogiare nessuno in particolare perché, come detto sopra, è la prima volta dopo tanto tempo che vedo il Milan essere una squadra di calcio contro un avversario di tutto rispetto, dopo tanti big-match persi. Si dice che tre indizi fanno una prova e nell’arco di una settimana sono tanti, ma dipende tutto da dove vogliamo che sia il Milan a fine campionato; dunque ogni partita sarà un esame nuovo, che ci permetterà (in caso di successi) di allontanarci sempre di più da quel brutto “essere” che eravamo.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.