Non so neanche da dove partire, perchè  il disgusto e la rabbia di un’altra annata buttata nel cesso prende il sopravvento. Ma d’altronde c’è veramente poco da dire quando il tuo avversario fa tutto quello che c’è da fare per vincere la gara, non lasciandoti la possibilità di sfruttare neanche quelle due occasioni create da Jack nei minuti finali del primo tempo.

Dunque, c’è chi dopo tre mesi di lavoro e qualche passo falso, riesce a portare calcio e risultati in una piazza che ne aveva bisogno visto il potenziale della squadra. Quell’allenatore è Sarri (scartato dal nostro presidente) che ha costretto, a chi affermava che il panettone non lo avrebbe mangiato, a rimangiarsi le parole; ma sicuramente questi individui sono i primi da ieri sera a essere saliti sul carro di Sarri. Però non è tutto merito suo: a Napoli c’è un presidente sempre presente e da anni punta a fare le cose in grande e lo ha dimostrato anche in avvio di campionato, la sciando al tecnico il tempo necessario per far assimilare alla squadra le sue idee di calcio. Ebbene lui ci è riuscito, ma si può dire lo stesso del nostro? Dopo i NOVANTA MILIONI spesi si può dire che la squadra ha lo stesso potenziale di quella napoletana? Ad entrambe le domande rispondo con uno schifato NO!

Evidentemente a Milanello c’è un parassita – un male – che è difficile da estirpare, tutti (a qualsiasi livello del club) si sono adagiati su queste prestazioni e sui risultati che ne conseguono. Da anni non riusciamo a svoltare pagina e in tanti hanno creduto che questo era l’anno buono, dopo la campagna acquisti faraonica, compreso i suoi dirigenti. Ebbene vi rifaccio la domanda: è un Milan competitivo quello di oggi? Dobbiamo dire basta al mercato svolto da un A.D. perchè non è nelle sue mansioni, gli acquisti vanno studiati a tavolino con un direttore tecnico, degli osservatori e (non per ultimo) l’allenatore che poi li deve utilizzare. Galliani si è fatto ricattare da ogni squadra con cui ha trattato senza fare un minimo di trattativa, usurando l’investimento come un figlio di papà. Oppure istituire anche in Italia la figura del manager all’inglese, come del resto riesce a Mancini, che si impone per la scelta del singolo giocatore. Quest’ultimo ha tutte le ragioni del mondo, la dobbiamo smettere di adattare i giocatori in ruoli non propri, abbiamo bisogno di giocatori che devono essere scelti in base ai compiti del mister in quella posizione. E invece ci ritroviamo con Zapata ad iniziare la manovra, Kucka il duplicato di Poli e invece erano altre le lacune da colmare a centrocampo. Infine copri il mancato arrivo di Ibrahimovic con due attaccanti che non ti creano gioco, ma che hanno bisogno entrambi di essere serviti. Al Milan serviva un attaccante completo o due attaccanti d’area? Sono questi i giocatori con cui voleva lavorare? Queste domande vanno rivolte all’allenatore, che anche ieri ha continuato a dire di essere in debito con la società, la stessa che gli ha costruito una squadra peggiore della precedente nonostante la cifra spesa.

Ogni allenatore cerca di portare avanti la sua filosofia di gioco, ebbene quanti punti in comune ha il Milan di quest’anno con la Sampdoria dell’anno scorso? Nessuno! A partire dalla gestione della palla quando la si ha, non abbiamo un Eder non per il giocatore in se, ma per i compiti che ricopriva: far salire la squadra, spezzare le linee avversarie con le sue progressioni e finalizzare per i compagni. Ad oggi gran parte di questo lavoro lo fa Jack, unico a salvarsi in ogni partita; ma sono altri i compiti dati da Sinisa a Soriano un anno fa rispetto a quelli svolti da Jack. Ma non si era detto che Bacca e Adriano potevano cambiare il volto alle partite? Se la fase offensiva non è felice, è ben peggiore la copertura del campo, il motivo per cui continuiamo a prendere almeno un goal a partita. I giocatori non riescono a fare quello che Sinisa chiede: per applicare un pressing alto, si ha bisogno di una squadra corta in 20-30 metri. Invece ogni volta che perdiamo il pallone siamo sempre in ritardo, segno che questa distanza non viene rispettata. Lo si vede nel primo goal di Allan, in quanto gli inserimenti delle mezz’ali vanno fermati con le marcature preventive da parte dei centrocampisti e questo non accade. La squadra è spezzata in ogni cosa che fa, anche quando attacca non c’è supporto alla manovra, ed è così che vengono sprecate le occasioni nel primo tempo. Abbiamo una squadra composta da giocatori che non si aiutano, non che non lo vogliano, ma per l’atteggiamento timoroso che da anni li tormenta.

Visto le quattro sconfitte in sette gare, ho voluto fare un sunto sul mio parere riguardo a come si è arrivati a perdere più della metà delle partite giocate. Difficile dire quanto possa servire la sosta, se in tre mesi di lavoro i risultati sono questi; sicuramente farà più male a squadre che avevano trovato condizione e continuità.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.