Quello che mi ero augurato tre giorni fa purtroppo non è accaduto, il Milan visto nel secondo tempo di Udine è sceso in campo anche nel primo tempo di Genova. Mi sbaglierò ma a mio modo di vedere servirà metà (se non tutta) la stagione per poter costruire una squadra in grado di mantenere la concentrazione per tutti i novanta minuti senza regalare scorci di gara agli avversari, perché questa sicurezza si acquisisce con il tempo e con risultati.

Detto ciò, la partita di ieri è stata vinta da Gasperini che ha studiato perfettamente il Milan di tre giorni fa, evidenziando tutti i limiti della squadra. La sua idea è chiara: con una punta come Pavoletti riesce a tenere bassi entrambi i centrali, con i due esterni Laxalt e Capel a far lo stesso lavoro su De Sciglio e Calabria, entrambi non riescono mai a proporsi nella metà campo avversario. Oltre a non aiutarci nella manovra, i palloni di sbagliati da Zapata sono innumerevoli e sanguinosi, porta il Milan a esercitare un pressing sbagliato, visto che Sinisa obbliga i suoni uomini ad applicare un pressing alto, ma sono i soli centrocampisti a farlo. Oltre a creare spazi – per la mancata coesione dei reparti – commettiamo un numero esorbitante di falli e anche questo è dovuto alla mancanza di raddoppi, chi va a pressare è costretto al fallo per evitare di farsi saltare, dopo essersi accorto di essere il solo a controllare quella parte di campo.

Ancora una volta il povero Jack si ritrova a fare la mezz’ala anche se è fatto giocare dietro le punte, lui infatti è il primo a occuparsi del recupero palla. Tutto ciò è figlio di una squadra disunita, accompagnato da un baricentro basso che ti porta a essere lento nella costruzione dell’azione. Per cambiare atteggiamento ci vuole il discorsetto dell’ allenatore, ma con un uomo in meno la frittata è già fatta. Questo indica la mancanza di carattere nella squadra, non riesce in corsa a cambiare atteggiamento e a conquistare metro dopo metro il terreno di gioco, come accade nel football americano, dunque non siamo in grado di spezzare o uscire dal pressing avversario e questo è un grosso limite.

Prima di parlare di punti preziosi persi per strada per scalare la classifica, visti gli altri risultati, vorrei prendere ad esempio l’Inter: guai a mettere il carro davanti ai buoi con delle prestazioni così mediocri e prive di gioco, accompagnate da una grossa dose di fortuna. I successi raramente si conquistano senza prestazioni di livello e questo non è un Milan che dimostra tali attitudini. Domenica arriva il Napoli, dove la società a dato tempo a Sarri di lavorare e applicare le proprie idee, che hanno fruttato ottime prestazioni e con l’euforia del momento sarà una partita ostica; speriamo che bruci più energie possibili nel match di Europa Legue.

Un monito per Sarri: se vuole avere la vita facile eviti di giocare come contro la Juve, a cui ha lasciato lo spazio per iniziare dal basso l’azione; noi abbiamo problemi quando veniamo pressati alti, mentre se ci lasciano ragionare gli spazzi li troviamo.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.