Finalmente usciamo con i tre punti da una partita non complicata, come doveva accadere a Cesena e prima ancora ad Empoli. Queste tipo di partite sono sempre costati punti preziosi al Milan, e per poter crescere queste tipo di partite non vanno più sbagliate. Una nota pre-partita riguarda i giocatori schierati a centrocampo. Ancora una volta abbiamo due centrocampisti su tre di rottura, con Muntari dal primo minuto preferito a Poli che è abile a fare entrambe le fasi (pressing e inserimento tra le linee).

La chiave della partita gira tutto intorno a Bonaventura, molto utile per cambiare modulo di gioco a gara in corso, essendo duttile nelle posizioni in campo. Inizialmente, nell’undici titolare, viene schierato mezz’ala destra nei tre di centrocampo. Ruolo che ricopre bene, ma che non gli permette di offendere nei minuti iniziali, gioca molto bene la palla allargando la manovra per tutta la larghezza del campo, evitando così di imbottigliarsi al centro come accaduto ad Empoli. Tutto ciò viene accompagnato da un ottimo movimento dei due esterni difensivi, che creano la superiorità sugli esterni, con le sovrapposizioni che liberano le ale dalla marcatura. Si sviluppano tutte così le azioni nella prima parte del primo tempo, ma non riusciamo ad essere cinici negli ultimi dieci metri.

Come al solito concediamo occasioni agli avversari nel primo tempo, stavolta non molto, visto l’uso più offensivo che difensivo degli esterni difensivi. Infatti, quando acquistiamo terreno, tendiamo a perdere l’equilibrio e a scoprire il fianco all’avversario, per fortuna non sono bastate tre ripartenze per subire goal come accaduto nelle precedenti uscite. Con questo modulo, 4-3-3 iniziale, non avendo un vertice basso che sappia impostare veniamo facilmente pressati da chiunque, visto che i nostri centrali non hanno una grande visione di gioco ne un buon giro palla. Basti pensare che molto spesso si appoggiano al portiere, in questo modo concedi molto terreno e trovi difficoltà a far uscire la palla dalla tua trequarti e sia a iniziare la manovra palla a terra. Ecco che, qualunque squadra di Serie A acquista coraggio quando viene a pressare nella nostra trequarti.

Ed è proprio qui che Inzaghi cambia la partita, cambiando modulo sul finire del primo tempo con il semplice movimento di Bonaventura sulla linea degli esterni offensivi, spostando Menez seconda punta alle spalle di Torres. Da questo momento in poi il Milan acquista molta più imprevedibilità in fase di attacco, con tre giocatori di qualità nei pressi dell’area avversaria. Se questi sono i pregi c’è un difetto nel piazzare Menez alle spalle di Torres, comporta infatti l’accentramento dei palloni su Menez che diventa un falso nueve, lasciando fuori dalla manovra il vero nueve presente in campo. Allora vien da domandarsi: è veramente necessario Torres negli schemi del Milan? Con il passare del tempo di gioco, siamo riusciti a porre una netta supremazia del gioco e del campo legittimando il vantaggio, salvo qualche svarione individuale (Muntari in questo frangente) che crea un tre-contro-uno che risolve De Sciglio aiutato dall’uscita di Abbiati, unica azione offensiva avversaria nel secondo tempo.

Fino adesso non abbiamo visto un Milan padrone del campo per tutti i novanta minuti, ma che ha portato 11 punti e siamo solo alla sesta giornata, potevano essere di più visti gli avversari incontrati sulla carta ma questi abbiamo raccolto. Adesso Inzaghi avrà a disposizione due settimane per lavorare al meglio, alla non difficile ma complicata trasferta di Verona, anche se qualche pezzo degli undici titolari sarà prestato alle rispettive nazionali.

I migliori:

  • Abate e De Sciglio: sulle corsie spingono molto e creano la superiorità con le sovrapposizioni
  • Bonaventura: anche a centrocampo dimostra che può dire la sua, tocca un infinità di palloni con un ottima visione di gioco.

I peggiori:

  • Torres: lasciato troppo solo la davanti, una punta come lui deve farsi vedere di più e non andarsi a nascondere dietro la linea difensiva avversaria.
Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.