Era la partita più attesa, è stata una passeggiata di salute. Al 36esimo minuto lo scudetto prendeva la strada della milano che conta, quella rossonera, con una partita magistrale attaccata con la mentalità giusta e senza concedere niente ad un Sassuolo oggettivamente demotivato. I tre gol arrivano tutti in maniera uguale, col nostro marchio di fabbrica: pressing alto, ripresa, assist di Leao. 

Da lì in poi c’è poco da dire, è una attesa del fischio finale spasmodica con io che controllo già i diffidati in vista della Supercoppa dell’11 agosto. Tonali già ammonito viene tolto, niente per Leao, Kalulu e Tomori. Perfetto – manca solo il gol di Ibra che il fuorigioco, purtroppo, ci toglie.

C’è poco da dire se non che nonostante la narrazione giornalistica ha vinto la squadra più forte e si è capito che questa squadra eravamo noi quando a Febbraio abbiamo vinto il derby. Si è capito che noi abbiamo una profondità di rosa che l’Inter si sogna: abbiamo sopperito a 36 infortuni tra cui quello dell’unico giocatore del Milan nelle liste del pallone d’oro. Si è capito che giocatori come Maignan, ma anche come Tomori, Tonali, Leao e Theo le altre non li hanno – e se vi dicono che qualcuno è più forte è perché la narrazione lo ha sopravvalutato.

Abbiamo vinto avendo tutti contro. Opinionisti, giornalisti, arbitri con dirigenti che si spostavano un recupero poi fatale quando più gli faceva comodo. Questo Milan ha vinto con tutte le squadre che andranno in Europa nel girone di ritorno tranne la Juventus con cui ha pareggiato. Ha perso solo col Napoli e sappiamo tutti come. Chiudiamo con la migliore difesa a pari col Napoli – il tutto senza Kjaer.

E’ lo scudetto di chi c’è sempre stato, di chi non ha mai mollato nemmeno a guardare negli anni di Inzaghi o Seedorf quando un punticino o un gol in più poteva portarti ai preliminari di Europa League, di quelli dei rigori col Rio Ave, dei bonifici dei cinesi, del catenaccio anticalcio di Gattuso, delle vedove di Calhanoglu. Questa squadra nasce da quella squadra che finiva dietro Inter e Atalanta con un cambio netto di mentalità arrivata prima in panchina e poi in campo con Ibrahimovic.

Da domani si ricomincerà con la sostituzione di Kessie, il rinnovo di Leao, il miracolo, il mercato, gente che va e che esce, la cessione, la Superjuve e la grande Inter. Ci godiamo l’oggi, in faccia a tutti, dimostrando che in Italia le partite si possono ancora vincere sul campo e non nel palazzo, che si può fare un modello virtuoso e giocare un calcio europeo contro chi gioca con leasing e debiti. Godiamoci questa settimana, questo mese, senza pensare al domani.

Domani sogneremo altri traguardi, inventeremo altre sfide, cercheremo altre vittorie. Che valgano a realizzare ciò che di buono, di forte, di vero c’è in noi, in tutti noi che abbiamo avuto questa avventura di intrecciare la nostra vita a un sogno che si chiama Milan.

SASSUOLO: Consigli (82? Satalino); Muldur, Ayhan, Ferrari (82? Peluso), Kyriakopoulos; Frattesi (58? Traore), Lopez (46? Magnanelli), Henrique; Berardi (67? Defrel), Scamacca, Raspadori. In panchina: Pegolo, Rogerio, Djuricic, Ciervo, Ceide, Chiriches, Ruan Tressoldi. Allenatore: Alessio Dionisi

MILAN: Maignan; Calabria, Kalulu, Tomori (81? Romagnoli), Theo Hernandez; Tonali (46? Bennacer), Kessie; Saelemaekers (81? Florenzi), Krunic (72? Brahim Diaz), Leao; Giroud (72? Ibrahimovic). In panchina: Tatarusanu, Mirante, Ballo-Toure, Rebic, Messias, Bakayoko, Gabbia. Allenatore: Stefano Pioli

ARBITRO: Daniele Doveri

GOL: 17? e 32? Giroud, 36? Kessie (M)

NOTE: AMMONITI: Tonali (M); Kyriakopoulos (S)

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.