E’ finita nella disfatta più totale: 3-0 per la Spagna, primo posto sfumato e mondiale di Russia che andrà ottenuto in un testa-o-croce in un playoff con andata e ritorno in quattro giorni. La Spagna è stata superiore, l’Italia non ha fatto niente per opporsi. Non si può avere la presunzione di andare a giocarsela al Bernabeu con due centrocampisti se poi finisce che non la becchi mai. Oggi l’Italia è finita umiliata da una squadra che all’Europeo aveva battuto con un undici inferiore a questo: non c’era Insigne, ma Giaccherini; non c’era Belotti, ma Pellé; non c’era Verratti, ma Parolo. Eppure quella era una squadra che sapeva il fatto suo, questa è solo una accozzaglia di singoli, nemmeno scarsi, ma che pensano ognuno al suo orticello.

Da dove partiamo? Verratti ed Insigne? Entrambi apparentemente forti coi rispettivi club, entrambi con la stessa voglia di andare in nazionale che ho io quando vado a lavorare in ufficio il lunedì mattina alle sette. Del primo non ricordo una singola buona partita in nazionale o col PSG in Champions League quando si alza il livello (non i gironcini col Rosenborg, per dire) eppure continua a campare su un anno di serie B come il miglior centrocampista della storia italiana. Davanti spacciamo Belotti per un bomber su mezzo campionato col Toro e mezzo col Palermo squadre che non giocano in Europa: impensabile avere un centravanti privo di esperienza internazionale che non ha fatto niente per liberarsi di una provinciale. Stasera i titolari Spagnoli giocavano 8 su 11 tra Real e Barcellona e gli altri 3 in PSG, United ed Atletico. Nell’Italia c’era in campo gente del Torino, dell’Atalanta e della Lazio – con tutto il rispetto.

Poi c’è il capitolo Ventura: non si può concedere il centrocampo così alla Spagna. Non si può giocare con due punte una la copia dell’altra, roba che nel calcio non si vede da quando il fuorigioco valeva per tutti i giocatori. Quello che fa più incazzare è sentire che siamo ancora in mezzo ad un percorso e dobbiamo continuare così: ragionamenti da tecnico del Chievo o del Torino da cui appunto Ventura proveniva. Il rinnovo del contratto fino al 2020 senza mezzo risultato, senza nemmeno la qualificazione mondiale raggiunta è una prova di fiducia assurda per un ruolo che una volta veniva affidato a tecnici che erano espressione del meglio del campionato italiano, non a chi aveva ottenuto solamente una qualificazione in Europa League come massimo picco di carriera. A livello di scelte tecniche si abbia il coraggio di panchinare Buffon: non si può tenere in panchina il miglior portiere del mondo per essere riconoscenti ad un pensionato.

Andremo al mondiale? A questo punto credo dipenga dal sorteggio ma ancora non conosciamo le avversarie per cui ogni discorso è prematuro. La prospettiva in caso di qualificazione però è quella di ripetere le ultime due esperienze fallimentari con l’uscita ai gironi. Per fortuna perlomeno Montolivo era in tribuna così il capro espiatorio facile non è stato offerto sull’altare del sacrificio. Martedì si riparte con Israele – occhio che lo spareggio, al momento, è ancora tutto da raggiungere. Sperabilmente non col 4-2-4.

SPAGNA-ITALIA 3-0 (primo tempo 2-0)
MARCATORI: Isco al 13′ e al 40′ p.t.; Morata al 32′ s.t.
SPAGNA (4-3-3): De Gea; Carvajal, Piqué, Ramos, Alba; Koke, Busquets, Iniesta (dal 27’ s.t. Morata); Asensio (dal 34’ s.t. Saul), Silva, Isco (dal 44’ s.t. Villa). (Arrizabalaga, Reina, Nacho, Azpilicueta, Monreal, Alcantara, Saul, Pedro, Deulofeu, Aspas). C.t.: Lopetegui.
ITALIA (4-2-4): Buffon; Darmian, Barzagli, Bonucci, Spinazzola; Verratti, De Rossi; Candreva (dal 25’ s.t. Bernardeschi), Belotti (dal 25’ s.t. Eder), Immobile (dal 33’ s.t. Gabbiadini), Insigne. (Donnarumma, Perin, D’Ambrosio, Rugani, Conti, Astori, Pellegrini, Parolo, El Shaarawy). C.t.: Ventura.
ARBITRO: Kuipers (Olanda).
NOTE: Spettatori 66.328. Ammoniti Verratti e Bonucci per gioco scorretto. Recupero: 0’ p.t.; 2’ s.t.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.