Settimana scorsa avevo concluso dicendo che le prossime gare erano un crocevia importante per Sinisa, in quanto avrebbe affrontato squadre che hanno problemi ben peggiori dei nostri, visto che ancora oggi non riusciamo ad essere certi se la squadra sia collaudata o meno. Come detto dunque, non per togliere i meriti alla nostra prestazione, gli avversari hanno dimostrato di essere in una condizione pessima e noi non ci siamo fatti sfuggire i tre punti in palio.

Come al solito è difficile capire dove terminano i meriti di una squadra e iniziano i demeriti dell’altra, ma nella gara di sabato è stato abbastanza evidente. Partirei dai demeriti avversari che sono evidenti e portano alla nostra supremazia a discapito della loro prestazione che, dopo il cambio di guida tecnica, ha perso i punti fermi di inizio stagione. La squadra è stravolta dal modo con cui è “costretta” a giocare la palla, infatti a Montella piace costruire dal basso la manovra ma, a differenza dell’organico che aveva a disposizione a Firenze, qui a Genova non ha giocatori di qualità in mediana ne quanto meno nella coppia difensiva. Tutto questo scredita l’esplosività della squadra nel verticalizzare tramite le accelerazioni di Muriel, abile ad attaccare lo spazio dietro la linea avversaria e nelle progressioni palla al piede di Eder, che è costretto a giocare molto più distante dall’area di rigore per compensare la poca qualità in avvio di azione.

Con il nuovo modulo di gioco utilizzato da Sinisa, tutti i limiti degli avversari vengono a galla. Grazie al 4-4-2 riusciamo a coprire tutta la larghezza del terreno di gioco a centrocampo, creando grande densità in mezzo al campo e così facendo limitiamo le vie di passaggio avversarie e un solo giocatore per volta a portare pressing sul portatore di palla avversario. Nel momento in cui devono entrare nella nostra metà campo e non trovando varchi per innescare i tre davanti, si trovano raddoppiati e marcati; questo li porta ad entrare letteralmente in confusione, dove arrivano a perdere la palla dopo neanche tre passaggi. L’esempio limido è nel secondo goal di Niang, in questo caso si vede come la Sampdoria non ha le capacità di mettere in pratica il gioco chiesto dall’allenatore e regalando palla a Niang, chiudono il match.

Dal nostro lato si può dire che tutti si sono calati al meglio nel nuovo modulo di gioco, con Niang e Bonaventura a dare vivacità e creatività all’azione; ma da qui a dire che si sono risolti tutti i problemi dopo una gara ce ne passa, perchè c’è da capire se l’idea di sabato, replicata contro una squadra meglio organizzata, possa portare i medesimi risultati. Quindi nel caso che i risultati venissero confermati nelle settimane successive, abbiamo bisogno di una valida alternativa a Cerci – forse anche migliore di quest’ultimo – perchè ancora una volta ha dimostrato che le sue prestazioni sono sempre altalenanti, se pur migliori rispetto a quelle nei primi sei mesi in rossonero. Concludendo domani abbiamo un match sulla carta abbordabilissimo, che ci permetterà migliorare i meccanismi derivanti dal nuovo modulo.

Mauro Fede

Posted by Mauro Fede

Appassionato fin da bambino del gioco del calcio, merito di mio padre e di Paolo Maldini se sono rossonero. Il mio punto forte? Analizzare dal punto di vista tattico qualunque partita, andando al di là delle semplici statistiche. Non solo di questo mi interesso, ho un ottimo feeling con l'informatica che mi porterà ad avere nei prossimi mesi una laurea in questo campo.