Ed eccoci col momento più atteso – quello delle pagelle di fine stagione. Le pagelle dei campioni d’Italia

Portieri

Maignan: 10. Vorrei dare di più ma non si può. In 32 partite di campionato ha collezionato 17 clean sheet, facendo delle parate decisive quasi sempre. E’ arrivato con i media contro, non dimentico i commentatori di Sky in amichevole minimizzare una parata dicendo che la palla aveva toccato il palo e specificando che non la toccò lui, non dimentico nemmeno il 6 striminzito di Sampdoria-Milan e il massacro al primo gol subito a Cagliari. Ne usciamo con uno dei portieri migliori d’Europa, meglio di chi lo ha preceduto, con un portiere dai piedi buoni 

Tatarusanu: 7. Al netto di qualche errore quando è stato chiamato in causa ha fatto il suo, soprattutto nel derby parando quell’ingiusto rigore che ad oggi sarebbe costato il titolo. Se consideriamo cosa è successo alla seconda squadra di Milano quella volta che hanno dovuto giocare col secondo portiere, possiamo dire che c’è un abisso – ben profondo.

Mirante: s.v. Nonostante tutto, quest’anno, un portiere di Castellamare di Stabia ha vinto lo scudetto con noi.

Difensori

Tomori: 9. Esce da questo campionato come il miglior centrale della Serie A con buona pace della sopravvalutazione mediatica di quelli nerazzurri. Lo dicono i dati: 0,66 gol/partita con lui in campo, record di questa Serie A e record per un difensore centrale con più di 30 partite. 

Romagnoli: 6,5. Migliora nella seconda parte di stagione nelle cinque gare di campionato in cui viene chiamato in causa, tra cui Juventus e derby. Rimarrà sempre nel cuore la partita di Madrid con l’Atletico – ma se Romagnoli nel 2015 era il massimo che potevamo permetterci, oggi diventa un profilo onestamente che per lo stipendio che ha fatica ad essere da Milan – andrà forse alla Lazio che è la sua giusta dimensione.

Kalulu: 9,5. Non ha giocato meglio di Tomori ma il voto è più alto perché partiva da Under 23. Da quando nel girone di ritorno diventa titolare il Milan ha preso 6 gol nelle 16 partite in cui ha giocato titolare e 3 nelle tre in cui non ha giocato (Salernitana ed Udinese). Già nel girone d’andata si erano intuite le potenzialità ma non c’era stato il coraggio di lanciarlo a fondo – Kalulu è stato IL colpo di Moncada insieme a Maignan e il primo vero acquisto del mercato di Gennaio.

Kjaer: 6. Infortunato nel girone di ritorno, confermo il voto dell’andata. Temevo che il suo infortunio ci portasse più partite di Romagnoli, invece poi ha giocato Kalulu

Gabbia: 4,5. Lo si vede con lo Spezia ed è una sciagura sul gol del pari, poi torna col Genoa dove non fa altro che spazzare. Ieri pensavo che in questa rosa persino i più inutili come Castillejo e Maldini hanno comunque avuto la loro partita in cui han portato il loro mattoncino al risultato finale. Lui no, anzi, lui con la Fiorentina ha fatto danni tremendi. Semplicemente non da Milan.

Theo Hernandez: 8. Nel ritorno è praticamente perfetto come terzino sinistro e il girone culmina con quel gol capolavoro contro l’Atalanta. Mezzo punto in più per l’animazione nelle celebrazioni della festa scudetto e il rosso preso nel derby con quel fallo tattico che ha mandato quelli là al manicomio.

Calabria: 6,5. Gli avevo dato 7 a Gennaio, purtroppo nella seconda parte è calato parecchio facendosi spesso saltare e rischiare. Non so se intervenire sul mercato qua o passare a tre, ma anche per lui vedi alla voce Romagnoli.

Florenzi: 6,5. Lui ha fatto il percorso inverso rispetto a Calabria, ovvero è migliorato tanto nel girone di ritorno. Non so se ha portato o meno carisma allo spogliatoio a livello di Ibra, ma in campo nel finale di stagione con lui siamo stati più quadrati.

Ballo-Touré: 3,5. Confermo il voto dell’andata visto che nel ritorno si vede solo 3 minuti col Genoa. Mi spiace ma no, non da Milan.

Centrocampisti

Bennacer: 7,5. Dopo una prima parte opaca torna dalla Coppa d’Africa come un giocatore completamente nuovo e torna quello dello scorso anno dominante a centrocampo, permettendoci di alternarlo con Kessie e Tonali.

Tonali: 8,5. Nel girone di ritorno è cresciuto ancora fino a diventare trascinatore totale nella volata finale coi gol di Lazio e Verona. Ce lo godremo e diventerà la nostra bandiera – questo è un centrocampista totale di livello Europeo, molto più forte di quel simulatore sardo di bassa statura dai capelli rossi spacciato per pallone d’oro.

Bakayoko: 4,5. Confermo il voto dell’andata – era stato preso per sostituire Kessie e Bennacer in Coppa d’Africa e ha francamente fallito il suo obiettivo. Di fatto il suo highlight nel girone di ritorno sono le celebrazioni per lo scudetto.

Kessie: 6,5. Nel finale di campionato – una volta certo di andare a Barcellona – torna a giocare e trascina la squadra allo scudetto. Quello dell’andata era un problema, quello del finale mancherà e sarà difficile da rimpiazzare.

Krunic: 7. E’ decisiva la sua titolarità da trequartista nelle ultime partite dopo il fallimento Diaz, ripescandolo dalla panchina dove era stato dimenticato dalla gara con la Juventus. Dà solidità alla squadra permettendole di pressare più alto e recuperare più palloni ed è la chiave dei 15 punti nelle ultime 5 partite.

Diaz: 5,5. Lo confermo e non lo abbasso solo per il secondo tempo del derby di campionato dove ha spiegato a Calhanoglu come si fa il trequartista del Milan. Per il resto è stato semplicemente disastroso – non lo riscatterei e il trequartista è essenziale nel prossimo mercato.

Maldini: 3. Non ha giocato nel girone di ritorno, quindi confermo il voto del girone d’andata. Per lui non è questione di non essere da Milan, ma probabilmente di non essere nemmeno da Serie A.

Attaccanti

Rebic: 6,5. Malino dopo l’infortunio, poi nel finale – da Roma in poi – si vede il vero Rebic e il vero Rebic ci consente di giocare con due ali efficaci evitando la marcatura su Leao (che da lì dilaga in gol ed assist). Onestamente non so cosa fare con lui la prossima stagione.

Leao: 9,5. Un voto pieno in più dall’andata per l’MVP della Serie A 2021/22. Decisivo il finale che lo ha reso devastante e lo ha trasformato nell’immagine dello scudetto. E’ il giocatore su cui questa società si gioca faccia e progetto – se finisce come Lukaku non dai continuità allo stesso e dai un pessimo segnale di ridimensionamento. 

Saelemakers: 6. Né carne né pesce, qualcosa meglio di Messias ma comunque non capace di fare un cross come si deve nemmeno a pagarlo. Onestamente valuterei la cessione quest’estate.

Castillejo: s.v. Minuti giocati: 122. Confermo il voto dell’andata – grazie per Verona ma ora è il momento di salutare.

Messias: 6,5. Miglioro leggermente il voto dell’andata per il bel gol contro lo Spezia e soprattutto per l’assist contro l’Atalanta. Non lo considero comunque da Milan.

Giroud: 7,5. Il girone d’andata era deludente, quello di ritorno lo riabilita. Non segna tantissimo, ma i gol si pesano e i suoi sono tutti pesantissimi e decisivi in partite importanti.

Ibrahimovic: 10. Lo scudetto è suo. Non per le prestazioni in campo ma per essere stato il leader che nel percorso di questi due anni e mezzo ha trasformato questo gruppo. Il capitano senza fascia che anche da infortunato va a Milanello a caricare la squadra.

Società

Pioli: 9. Al termine del girone d’andata la squadra aveva gli stessi difetti dello scorso anno e nel girone di ritorno questi si sono visti nuovamente prima delle partite con Salernitana e Bologna. Nel finale è riuscito finalmente a fare il salto di qualità sia tattico che mentale – Krunic è la mossa che a suo tempo fu Diaz un anno fa mentre a livello di approccio e mentalità paghiamo lo scotto in Coppa Italia ma dopo arriviamo preparatissimi in campionato. Il prossimo girone di CL sarà il nuovo banco di prova per lui.

Gazidis: 7,5. A Gennaio lo avevo rimproverato per i soldi non spesi sul mercato. Ha avuto ragione lui e nel frattempo ha trovato anche altri sponsor. C’è però da rivedere qualcosa nella gestione mediatica della festa scudetto, dove ci siamo trovati probabilmente impreparati – niente hashtag per engagement, dirette con cori e speech interrotti dalle voci in studio, segnale video che va e viene.

Maldini: 8. Meglio come team manager che come direttore sportivo è stata sicuramente determinante la sua presenza a Milanello più che le sue idee nel mercato estivo. Ha azzeccato l’idea, con l’allenatore, di non andare su un centrale puntando su Kalulu e questa ha pagato fino in fondo. Ora si spera che per il prossimo abbia le idee chiare su esterno e trequartista che non possono essere presi al 31 agosto e gestisca meglio i rinnovi.

Moncada: 10. Maignan, Leao, Kalulu sono tutta roba sua. Vai a insegnare al DS del Padova come si fa scouting.

 

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.