11 anni fa Rossonerosemper apriva ufficialmente i battenti. Lo faceva nell’era del post-Ancelotti, con Leonardo in panchina. Lo faceva con un clima di sfiducia che già permeava la tifoseria – orientato dagli stessi personaggi che cercheranno poi il ritorno personale ed economico con il cambio di proprietà sotto i cinesi. 

Cosa abbiamo passato in questi 11 anni? Siamo passati da tifosi che si lamentavano di Beckham, Ronaldo, Ronaldinho a tifosi che accogliono Hauge e Dalot come fossero gli eroi o i salvatori della patria. Da un terzo posto 2012-13 accolto come un fallimento a caroselli di piazza per il preliminare di Europa League.

Possiamo certamente dire che abbiamo raccontato in diretta la definitiva caduta del Milan. Una caduta che è passata per anni tramite un clima ostile a San Siro magicamente orchestrato da chi aveva interesse a distruggere la squadra dall’interno, a cui dopo la cessione che ha sancito la fine del MILAN – quello tutto maiuscolo – per dar nascita al milan – quello tutto minuscolo – è seguito il peggior periodo che questa squadra ricordi. 

Ci sono state tre gioie in questi 11 anni. Lo scudetto, la Supercoppa del 2015 e la cacciata di Fassone e Mirabelli. Quello che però è successo dopo ha salvato il Milan dal fallimento definitivo ma non ci ha restituito il MILAN. 

La sensazione che rimane dopo quell’esperienza è purtroppo quella di un “va tutto bene”, quella di un accontentarsi a prescindere. Di una tifoseria che ha percepito Berlusconi come il nemico dimenticandosi cosa era il Milan prima di quella presidenza.

Dieci anni dopo il popolino ha ottenuto quello che chiedeva – la testa del re. E ha ottenuto un Milan che fatica a passare il preliminare di EL, che è lontanissimo dalla risoluzione del problema – ovvero la qualificazione alla Champions League. La stessa che ha trasformato l’Inter, dopo averla presa all’ultimo respiro, da una squadraccia ad una contender scudetto

Proprio la vicenda nerazzurra dovrebbe farci capire l’importanza di raggiungere quella coppa che invece si continua ad ignorare e o sottovalutare. L’unica soluzione per uscire dalla palude dei quinti-sesti posti, del giro di giocatori sul mercato che poco contano e poco spostano.

Ci spiace, invece, di continuare a vedere troppo pressapochismo e troppo vatuttobenismo. In questi dieci anni la tifoseria ha sicuramente perso la propria ambizione adattandosi alla situazione che si è venuta a creare. Vi chiediamo di perdonarci se a volte siamo troppo critici – ma noi tifiamo l’AC MILAN, quello delle notti di Champions League e vogliamo rivedere al più presto quella squadra.

Oggi c’è l’ac milan, quello dei preliminari di Europa League, una squadra che senza un salto di qualità è destinata a quinti-sesti posti. Una squadra che può andare bene a chi voleva la testa dei cattivoni, non certo a chi vuole vedere il Milan tornare dove gli compete.

Se 11 anni fa scrivevamo “Torneremo!” con il punto esclamativo, oggi scriviamo “Torneremo?” con il punto di domanda. Sono passati 13 anni dalla notte di Atene, rivivremo mai certe notti?

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.