Dopo la sesta sconfitta in undici gare di campionato (più del 50% e con ogni probabilità saranno otto su tredici, i calcoli fateveli da soli), credo che due righe siano d’obbligo. Non so chi le leggerà e come, visto che ormai ho lasciato tutti i social tranne la nicchia di Parler ma credo ci siano ancora le autopubblicazioni.

Intanto tengo presente che accetto volentieri le vostre scuse per tutti gli insulti che mi sono preso in data 3 settembre per avere scritto e detto che questa squadra era peggiore di quella di Fassone e Mirabelli e che il mercato di Sosa, Ocampos e Deulofeu aveva più senso tatticamente. Non è colpa mia se non ci arrivate e se poi il campo mi dà sempre ragione, ma solamente delle vostre limitate capacità mentali – le stesse limitate capacità mentali per cui, per dire, viene preso di mira Suso dopo due partite no nonostante sia l’unico capace di elevare tatticamente la giocata. In sostanza, prima mettetevi il clacson in quel posto, poi andate a richiedere la 104.

Ora, le due cosette che vorrei puntualizzare sono appunto i difetti che ho visionato in sede di inizio stagione – difetti che sono risultati non corretti sul campo:

  1. Bakayoko nel 4-3-3 era fondamentale. Biglia non può giocare lì (cioè in realtà non potrebbe giocare in alcun campionato di normodotati), Bennacer non è ancora pronto. Come si è pensato di fare un mercato non rimpiazzandolo con un giocatore di pari spessore? Non si è pensato perché si voleva fare un modulo diverso e quando si è corretto in corsa era troppo tardi
  2. Come è possibile non aver preso un terzino destro? Se Abate per larghi tratti della stagione è finito titolare coi suoi limiti era perché Conti e Calabria sono atleti paralimpici. Ok, Hernandez è forte, ma Rodriguez era almeno normodotato. La chiara emergenza era dall’altra parte, come si è fatto a non vederla?
  3. Duarte. Ora, se Duarte è la riserva di Musacchio che a sua volta era la riserva di Zapata, immaginate su che cazzo di giocatore hanno buttato via 11 milioni. Praticamente avremmo risparmiato rinnovando il contratto di Zapata. Ora chiunque metti la difesa balla
  4. Gestione dell’attacco. Lo scorso anno ero scettico su Piatek che ritenevo un one season wonder. Hai sbolognato in fretta Cutrone e preso Leao che ha la velocità ma bastava guardare un tabellino per sapere che il gol non è la sua specialità. Alle punte arrivano pochi palloni perché non c’è un Bakayoko che li recupera e Suso non è nel momento migliore, nonostante sia spesso tra i primi 3 migliori in campo (e questo la dice lunga sugli altri, sempre esenti da critiche)
  5. Allenatore. Abbiamo visto in tutta Europa che i progetti vincenti nascono dagli allenatori. Hai preso Giampaolo, lo hai scaricato subito per prendere un allenatore inferiore e hai fatto saltare Spalletti per una miseria. Non dico prendi Conte, ma quei 2-3 milioni in più per Spalletti ce li devi mettere. Dall’addio di Ancelotti il Milan non fonda un progetto su un allenatore forte. Uno scudo vinto, grazie ad Ibra, non certo al tecnico.

Ora, se queste cose le ho notate io mi chiedo come i due dirigenti più bravi del mondo da casa loro, sempre bravi a criticare e a ritenere i giocatori delle ultime gestioni non da Milan non lo abbiano notato. Credo che nemmeno Mirabelli, senza scomodare Rocco Maiorino, l’ultimo vero DS che abbiamo avuto, avrebbe fatto errori così madornali. Poi ovviamente a questo punto credo Maldini e Boban se ne andranno via prima di fine stagione dando la colpa ad Elliott cattiva che non gli ha dato i soldi. Sulla carta bastava prendere Hernandez, rinnovare Zapata ed Abate, riscattare Bakayoko invece di prendere Duarte e possibilmente scaricare qualche bidone dell’umido Mirabelliano, che ad eccezione di un paio di partite del turco (che comunque mi auguro di vedere quanto prima via da Milanello) sono sempre tra i peggiori. Attenzione: i due sveglioni che in estate hanno rifiutato lo scambio alla pari Icardi-Piatek ci lasciano anche in sede contrattuale coi rinnovi di Donnarumma, Suso e Romagnoli da fare – coi primi due in scadenza e il terzo con Raiola. In pratica partiamo 0-4 al tavolo delle trattative.

Due cose per i celenterati che ancora rimpiangono Gattuso: il cambio rimane giusto e sacrosanto. Anche Seedorf aveva fatto 35 punti per fallire altrove. Dico cambio e non esonero perché Gazidis Gattuso lo voleva confermare, se ne è andato via lui quando gli hanno detto che non sarebbe stato riscattato Bakayoko e si sarebbe provato a cedere Donnarumma e Suso. Donnarumma è ancora al Milan perché le nostre fonti da Milanello dicono che al PSG non ci è voluto andare e che ha riferito a Maldini che se vogliono venderlo, allora decideva lui dove andare (ovvero la Juve) mentre Suso era fatta al Lione per 35 ma lui ha tirato troppo sull’ingaggio chiedendo non meno di sei. Con Gattuso che vale Giampaolo e Pioli non avremmo più punti – non li avremmo perché questo è il suo Milan della prima parte di stagione, quello in cui non giocava Bakayoko e dove Higuain qualche volta toglieva le castagne dal fuoco, quello incapace di segnare per cinque partite di fila. Mettetevi l’anima in pace, Gattuso rifiutando ha solo deciso di non rovinarsi la carriera, ma il fallimento non lo rivaluta così come quello di Inzaghi non rivaluta il pessimo allenatore Seedorf nonostante 35 punti in un girone.

Due cosettine a livello di bilancio: il Milan chiudeva il 2016-17, vale a dire l’ultimo esercizio dell’era Berlusconi, con 27,5 mln di perdita, 59 mln di salari e 22 di ammortamenti. Nell’ultimo bilancio (su un anno, quindi dividete per due le cifre o raddoppiate le precedenti per confrontare) il passivo è di 142 milioni, gli ingaggi sono a 184,8 mln e gli ammortamenti a 89 milioni. Vale a dire che senza Berlusconi il passivo è triplicato, i cartellini cresciuti del 30% e gli ammortamenti raddoppiati migliorando di una posizione in due anni la classifica. Questo giusto per capire chi per anni ha avvelenato i pozzi cianciando di malagestio senza accorgersi quando questa veniva perpetuata sotto i propri occhi, magari perché in combutta con chi la faceva

Ora, il signor Gazidis dovrebbe spiegarci come intende riportare la squadre in alto senza aumentare i ricavi commerciali (visto che non ha trovato mezzo sponsor) e senza agganci nel palazzo della politica, vale a dire arbitri un po’ meno fiscali e un Sassuolo o un Cagliari che ti strapaghino gli scarti. Continuo a ribadire che ogni progetto che si rispetti debba ripartire da un allenatore e grave è stato l’errore di lasciare andare Spalletti, costi quel che costi. 

Prospettive per questa squadra? Non buone. L’unica possibilità è fare 40 punti il prima possibile e poi che Maldini e Boban si facciano da parte per far costruire una squadra a chi sa farlo. La speranza è che si chiuda da qua a primavera lo stadio ed il settlement agreement in modo da poter concludere al più presto la vendita del club. Con Elliott al momento non c’è futuro, c’è solo un galleggiamento verso il basso. La nostra fortuna è che le voci critiche, avendo ottenuto finalmente la loro bella poltrona, non possono attaccare il loro stesso operato dalle TV o dai giornali.

Possiamo tranquillamente dire che dopo 30 anni la Lazio torna a vincere a San Siro e anche stavolta la colpa è di Maldini. Poi ovviamente la colpa non è solo sua, ma Maldini non avrebbe mai dovuto accettare un incarico del genere senza esperienza, idem Boban. Se due personaggi così lautamente pagati non sono in grado di vedere degli errori così grossolani in fase di costruzione della rosa poi la stessa rosa non va lontano.

Ribadisco il mio invito: seguite la stagione come una stagione di transizione e non fatevi troppe aspettative. Elliott non è un investitore, è un curatore fallimentare. Mette solo i soldi che conta di recuperare poi per mantenere in vita l’asset a discapito della parte sportiva. Il modo per tornare grandi era uno solo ed era quello di Leonardo: prendere Conte, fare la guerra all’UEFA, liberarsi dei bidoni mirabelliani e continuare a prendere giocatori di qualità. Il Milan ha scelto la via di Gazidis e ne pagheremo le conseguenze per chissà quanto tempo.

Spero di risentirvi ancora verso fine anno, magari con notizie più positive, ma dubito. In ogni caso, credo di fare due pagelle a fine dicembre. 

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.

5 Comments

  1. Mario De Magistris 31 Gennaio 2020 at 21:28

    Amico mio che piacere rileggerti. Sulle ultime gare e su altre quisquilie tecnico-tattiche non sono in perfetta sintonia con te. A Roma con i giallorossi la partita l’ha condizionata Orsato (non espellendo Dzeko) e poi l’errore sesquipedale di Calabria che non è assolutamente calciatore da Milan! Ieri sera invece è Pioli ad aver dato il peggio di se! Al di la delle simpatie oppure antipatie per i calciatori(vedi il caso di Montolivo, Bertolacci e Mauri) per i quali la società aveva imposto a Gattuso di non utilizzarli, uno che ha un jolly come Borini ed esce dal campo Castillejo, sino a quel momento migliore in campo, non fa entrare una punta, anche perché gli manca uno come Suso! Rebic poteva giocare come attaccante ma non al posto dello spagnolo infortunato! In campo avrebbero dovuto scendere Borini e perchè no un altro centrocampista! Anche se a tre non piace dirlo i fatti raccontano che Borini, nel Milan di Gattuso, aveva risolto parecchie situazioni critiche ricoprendo persino, per me meglio di Calabria e dell’infortunato Abate che giocava stoicamente, il ruolo di terzino destro. L’ex giocatore della Roma risolse parecchi problemi ricoprendo con abnegazione diversi ruoli poiché Gattuso lo convinceva a ricoprirli! Non vorrei riaccendere una vecchia polemica sulle qualità di Acerbi, che io vedevo bene nel Milan, mentre altri che seguivano Rossonerosemper, consideravano l’uomo di Vizzolo Predabissi una sorta di brocco inadatto a giocare nel Milan! Quindi ti invito a riflettere su quel che dici di altri giocatori. Ai miei tempi avrei voluto vedere giocare undici Rivera… ma se poi rifletto e penso ai Rosato, Lodetti, Benetti, Schnellinger etc… allora dico che Nereo Rocco era un mago e che se Nereo avesse avuto in mano questa squadra… bene… essa si troverebbe ai primi posti in questo campionato. Nel calcio non si inventa nulla, lo ha dimostrato Giampaolo, ed io confesso che credevo Pioli un buon allenatore che poteva ricreare uno spogliatoio compatto così come lo era stato nei migliori tempi della grandeur del Milan di Rocco! Ma ieri sera le scelte scellerate di Pioli mi hanno distrutto e chi assisteva alla partita con me potrebbe confermartelo! Quando Pioli ha fatto scendere in campo Leao, al posto di Paquetà, ho sbottato: -.ma è matto vuole perdere la partita?- Purtroppo così è stato al di la dell’ennesimo errore sesquipedale in fase difensiva! Ciao amico mio e speriamo che tu e la redazione abbiate voglia di riprendere a scrivere sullo splendido blog milanista che mi manca tanto!

  2. franco battaglia 31 Gennaio 2020 at 21:28

    Non voglio essere tragico tout court, probabilmente anche troppa pressione.. proverei ad inserire qualche primavera, ad iniziare da Gabbia..

  3. Non si può che essere d’accordo riguardo ai 5 punti che hai richiamato. Non sono affatto convinto sulla posizione che hai da sempre su Suso, giocatore del piede sinistro educatissimo, ma assai specifico, ossia con caratteristiche tecniche e tattiche che lo rendono poco adatto a un 4-3-3, dato che gradisce ricevere palla sui piedi, marca poco e malvolentieri, raramente si lancia negli spazi e crossa a “palla marcia”, come si diceva tanti anni fa. Comunque, non è neanche questo il problema, dato che non è e non sarà Suso a rovinarci e/o a salvarci. Anni fa, neanche poi molti, scrissi su questo blog che, continuando con le politiche dei parametri zero (comunque, bei tempi a ripensarli oggi!!) e con le successioni societarie incerte, saremmo finiti a lottare per la retrocessione. Dopo la partita contro la Spal, peraltro vittoriosa, a un mio sodale di tifo che mi diceva che potevamo scalare la classifica per il quarto posto, risposi atterrito che se se qualcuno mi avesse proposto il quart’ultimo posto, ossia la salvezza, avrei firmato col sangue (ovviamente rossonero). Ci siamo arrivati. Abbiamo battuto – e sempre con grande fatica e scarso merito – solo alcune squadre che lotteranno sicuramente per la permanenza nella massima serie. Delle altre, inutile parlare. La rosa è mediocre e, cosa ben più grave, male assortita per via di evidenti buchi nell’organico. Del vecchio grande Milan forse due soli giocatori avrebbero potuto essere nelle rose – neanche dico titolari! – di quegli anni felici (Donnarumma e Romagnoli); i restanti sono mezzi grandi giocatori o indegni pedatori. Sono abbastanza allineato a certe indicazioni di Mario e sarei addirittura più cauto di lui. Opterei per gente umile e vogliosa e mi concentrerei a far punti con le sole squadre alla nostra portata (non ne conto più di 10), ben consapevole che la nostra compagine mi pare abbia birra per un’ora scarsa, il che, considerato che non abbaino le coppe, è un dato che deve per forza allarmare. Tu. Diavolo, dici bene quando affermi che andrebbero cotrattualizzati allenatori di spessore, ma quale allenatore di vaglia verrebbe a prendersi questo bubbone, sapendo che Elliott attua una politica – peraltro dichiarata da tempo – di contenuti investimenti sulla squadra? Io spero ardenetemente che intervenga Vuitton o, insomma, un padrone che abbia intensione di investire seriamente sul potenziamento tecinco del Milan e che non lo tenga solo in attesa dell’affare (?) del futuro stadio. Non dimentichiamoci mai che Elliott si è preso il Milan per l’escussione del pegno, altrimenti avrebbe dovuto buttare nel cesso i danari prestati all’ulimo cinese della giostra. Se pensano che una suqadra di calcio possa essere gestita come un assett industriale tipico hanno sbagliato di grosso. Ecco perché son preoccupato. Anzi, molto preoccupato.

  4. Domenico Buzzerio 31 Gennaio 2020 at 21:28

    Semper ciao. Senti, mi puoi dire di più su questa cosa del rifiuto di scambio Icardi-Piatek? Questa voce non è uscita da nessuna parte. Cosa sai a riguardo?

  5. Ribadisco che la parte che dovrebbe preoccuparci tutti è questa qua

    il Milan chiudeva il 2016-17, vale a dire l’ultimo esercizio dell’era Berlusconi, con 27,5 mln di perdita, 59 mln di salari e 22 di ammortamenti. Nell’ultimo bilancio (su un anno, quindi dividete per due le cifre o raddoppiate le precedenti per confrontare) il passivo è di 142 milioni, gli ingaggi sono a 184,8 mln e gli ammortamenti a 89 milioni. Vale a dire che senza Berlusconi il passivo è triplicato, i cartellini cresciuti del 30% e gli ammortamenti raddoppiati migliorando di una posizione in due anni la classifica.

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