Sono finalmente uscite dopo oltre due mesi le motivazioni del TAS nel caso tra la UEFA ed il Milan. Sono motivazioni che potevano forse essere migliori e più a nostro favore ma che sostanzialmente fanno ripartire la partita da zero. Il Milan viene rimandato alla Camera Giudicante perché il TAS è tenuto a giudicare la situazione del Milan al momento del ricorso. La situazione del Milan al momento del ricorso è che il Milan è in mano ad una proprietà solida e non ad un cinese sconosciuto che si è rifiutato di presentarsi alle udienze. Palla al centro, si rifà.

LA FIORENTINA – Prima di cominciare, il trafiletto comico. La Fiorentina, altrimenti detta lamentina, a differenza dell’Atalanta ha fatto di tutto per partecipare come parte in causa all’arbitrato tra Milan e UEFA. Si è vista rifiutare la possibilità per colpa di una lettera tardiva e compilata male in ogni sua forma. Ha fatto ricorso per esserci ed è stata respinta. Alla faccia di rispettare e attendere le decisioni della giustizia come da loro comunicato ufficiale: hanno fatto di tutto per partecipare ad una competizione di cui non si erano guadagnati sul campo il diritto. Pessimi ed antisportivi.

LA UEFA – Contrariamente a quanto si potrebbe pensare la UEFA non ha certo facilitato il diritto di Elliott di vedersi riconosciuta la possibilità a giocare l’EL. Prima dell’udienza, infatti, il Milan ha richiesto la documentazione relativa agli agreement di tre club: City, PSG e Inter. La UEFA ha fatto di tutto per temporeggiare e non fornirla, poi costretta a farlo dal TAS. Non solo: il Milan ha voluto presentarsi al TAS con un documento che attestasse la nuova situazione finanziaria del club. La UEFA si è opposta ma è stata costretta sempre dal TAS ad accettarlo.

L’ESTATE 2017 – Questo è un passo fondamentale nella premessa al giudizio. E’ l’estate del mercato sciagurato di Mirabelli che permette però al Milan di iniettare del capitale in rosa (spesi 240, varranno poi molto meno perché spesi male, ma sempre capitale è). Per farlo il Milan rinuncia a mandare la richiesta di Voluntary Agreement prima dell’estate dicendo che deve includere i famosi ricavi dalla Cina. Nella sentenza si legge che la UEFA aveva raccomandato al Milan di non fare ulteriori debiti rispetto alla posizione per cui viene sanzionata, che è il triennio 2014-17. L’impostazione estiva ne esce totalmente sbagliata: il Milan avrebbe dovuto prima fare il voluntary agreement, poi il mercato. Su questo, comunque, torneremo dopo perché solo parte dei soldi spesi in quel mercato (quelli degli acquisti prima del 30/6) sono oggetto di sanzione

I PIANI DI FASSONE – I disinformatori seriali affiliati all’ex dirigenza sciagurata sono già in moto a dire che questa sentenza riabilita Fassone. Nulla di più falso. Il TAS non si esprime sulla credibilità dei piani ma sulle motivazioni dell’UEFA. Il TAS semplicemente ha affermato che per quanti piani non credibili abbia presentato Fassone, non si poteva dire che il caso peggiore dell’ultimo piano presentato non era credibile perché non erano credibili i precedenti. Guai a parlare di Fassone riabilitato – anzi, a parlare davanti al TAS Fassone ci fa anche una pessima figura. Fassone ammette davanti al TAS di aver sbagliato a stimare i ricavi dalla cina (quindi ammette di averli fatti lui, non David Han Li, come qualcuno ipotizzava) per inesperienza e scarsa conoscenza del mercato cinese.

SOSPENSIONE DELLA PENA – Sarebbe da parlare, infatti, di sospensione più che di riammissione. La decisione del TAS si riassume così: avete squalificato il Milan di Li, ora il Milan è di Elliott. Dovete giudicare il Milan di Elliott. Il rimandare alla camera investigativa lascia aperte mille opzioni. Il TAS non dice nemmeno – ad esempio – che sarebbe eccessiva una squalifica del Milan dalle coppe. Dice solo che è stata giudicata una società che è cambiata e che va giudicata la nuova società. In altre parole: se il Milan fosse stato ancora di Li sarebbe stata confermata la squalifica.

SETTLEMENT AGREEMENT – A favore della UEFA una delibera sui Settlement Agreement che il TAS certifica come volontari. L’UEFA non è obbligata in alcun modo a concedere SA o VA e quindi non può essere il TAS ad obbligare la UEFA a fare un SA col Milan. Su questo, però, durante le udienze è stata decisiva anche la testimonianza del capo degli investigatori della camera investigativa UEFA che ha sostanzialmente confermato che senza le incertezze sul rifinanziamento al Milan di Elliott, a differenza di quello di Li, il Settlement Agreement sarebbe stato concesso.

E ORA? – Ora si aprono due strade possibili. Partiamo da un presupposto: tutto questo si basa sul triennio 14-17. La camera giudicante sanziona per quel triennio e non può concedere agreement.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.