Un esordio quasi con il botto. L’Italia parte bene, molto bene, battendo il Belgio, squadra considerata una possibile outsider per la vittoria finale dell’europeo. Organizzazione, idee chiare e movimenti provati e riprovati fino allo sfinimento che portano i loro frutti.

Nessuno ha mai messo in dubbi le capacità di allenare di Antonio Conte, e nessuno lo farà. Nel mio ultimo post avevo duramente criticato le sue scelte, perché troppo a senso unico. Questa mia idea rimane totalmente inalterata, ma non influisce sulla mia capicità di giudizio riguardo alle prestazioni squisitamente di campo. Sa cosa vuole e sa cosa chiedere, ed è questo che lo rende un allenatore non solo capace ma anche apprezzato. I meriti per la vittoria di ieri sono i suoi: il lancio lungo per il primo goal di Giaccherini, gli esterni altissimi, l’aggressività costante ma alternata a momenti di attesa, le coperture preventive maniacali e tutto il resto. Quando ha tempo di lavorare, lo fa e lo fa bene.

Tutto ciò non deve però farci dimenticare che siamo solo all’inizio, solo alla prima partita; i caroselli e l’euforia devono necessariamente attendere, perché gli ostacoli da superare sono ancora tanti e non sempre lo scoglio più pericoloso è quello che si riesce a scorgere già da lontano. Voglio dire che la pressione per la gara con il Belgio era già molto alta: perché sono forti, perché era l’esordio e perché infondo tutti sapevano di essere sotto attenta osservazione del ct e della critica. Iniziare con il botto crea entusiasmo, ma può anche destabilizzare. Starà ad Antonio Conte riuscire a gestire il tutto, richiamare tutti sui giusti binari e lavorare ancora.

I pericoli ci sono stati, così come le occasioni sprecate, e non sempre ci può andare bene come ieri. Non sempre troveremo un Lukaku o un Origi pronti a graziarci a due passi dal portiere, così come non sempre troveremo un arbitro quasi perfetto come quello di ieri, e sappiamo bene quanto questo elemento sia da considerare in una competizione così breve e ricca di gare. Io solo fatto di avere due centrali di difesa su tre ammoniti alla prima gara rende l’idea di quanto la situazione possa complicarsi da qui a poco.

Occhio dunque, serve attenzione, dedizione e concentrazione. Farsi prendere dall’euforia può complicare ancora di più le cose. Anche in Brasile avevamo iniziato bene, e poi sappiamo come è andata. Piedi per terra e lavorare…questo è solo l’inizio!

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.