Keep Calm – Editoriale di Mattia Urbinati

Dopo due partite vinte, ben giocate e dominate viene d’istinto caricarsi a molla e credere che ormai il bello debba solo venire. Sbagliato. O meglio, keep calm.
Giusto godere appieno di quanto successo tra derby e Palermo, giustissimo, doveroso; ma sono ancora troppi i punti di domanda che mi attorniano per lasciarvi liberi e spensierati di godervi la partita di domani.

In primis, essendo un pessimista convinto, attenzione: pessimista analitico! Non “fatuttoschifofacciamomerdakalianihvatteneh1!1”, mi è difficile non pensare all’approccio della prima mezz’ora di derby, dove ho visto una squadra molle e molto in difficoltà sulle ripartenze veloci. Certo, improntare la squadra rischiando l’uno contro uno costante sugli esterni è stata una scelta di Sinisa, ma se mentalmente vai in campo in quel modo la prossima volta la paghi. Bene ovviamente, come sottolineato dal sergente serbo, l’essere poi entrati in partita e aver smesso di concedere quindici metri di spazio ai quattro offensivi marroneazzurri. Ma almeno un paio di volte sfido voi a dire che non vi si siano strette le natiche vedendo quei due palloni arrivati nella nostra area piccola con troppissima facilità.
Secondo poi, non riesco a spiegarmi l’involuzione di Bonaventura, la cui ultima prestazione di alto livello risale a prima della pausa. Fortunatamente gli altri dieci hanno alzato il rendimento e ne hanno coperto le magagne, ma vista l’importanza del calciatore sarebbe bene recuperarlo al 100%, perchè ad ora non è più un irrinunciabile. O meglio, lo è per definizione, ma questo non è il livello che gli compete e cui siamo abituati.
Infine, sul piano sempre prettamente tecnico, è preoccupante come non riusciamo mai a chiudere le partite. Tolto il derby anche quando siamo sopra di due gol (vedi Palermo) sembra che iniziamo a sonnecchiare. D’accordo che hai subito poco, pochissimo, ma se domini in lungo e in largo una partita allora devi fare il tre, il quattro e il cinque a zero. Non stare sopra di uno, massimo due gol rischiando sempre di fartela riaprire.

Lato Bee. Sono preoccupato, preoccupatissimo. La storia va avanti da troppo tempo per non sentirne la puzza di bruciato. Ieri si è parlato di continuare con Berlusconi e la prospettiva mi impaurisce non poco. Considerata la mancanza d’idee e progetti sarebbe veramente difficile dover continuare a lottare contro cessioni importanti e acquisti fatti con il braccino tirato.
Non saprei come esprimermi in merito dato che a differenza del 90% del web non ho la laurea magistrale in Economia dei Mercati, dico solo che io nella Cina ci spero perchè la società attuale la ritengo incapace di portarci a vincere. Così la faccio semplice e non mi perdo in retorica inutile.
Per ora godiamoci questo momento perchè è il primo in cinque anni che ci rende non orgogliosi di tifare Milan, quello sempre, ma orgogliosi di vedere finalmente una squadra che ha un senso di esistere. E per questo ringrazio Sinisa, capace realmente di creare qualcosa dal nulla.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)