Premessa: chi scrive – come ben sapete – non ha mai avuto un’alta considerazione dell’attuale presidente del Milan. Lo ritiene il cancro della squadra, unico e principale responsabile di questa situazione. Però, siccome a differenza di altri blog quando ci sono cose giuste da dire io le dico, non trincerandomi alla critica indistinta dietro il patetico slogan “Giannino” o ad editoriali del giovedì che misteriosamente scompaiono dopo 7 punti in 3 partite, mi sembra giusto scrivere questo pezzo. Trovo giusta e sacrosanta la rabbia di Berlusconi contro Sinisa Mihajlovic nel post-Atalanta. La trovo giusta per diversi motivi – in primis l’essersi fatti dominare, in casa, da una rosa che non valeva nemmeno la metà di quella schierata.

L’analisi da fare – si sposta – quindi – sul piano prettamente tattico. Il Milan negli ultimi 4 anni ha avuto 2 pessimi allenatori (Inzaghi ed Allegri) e un motivatore che è stato giustamente cacciato per essere voluto andare oltre il ruolo assegnatoli.  Mihajlovic – o comunque l’allenatore che sarebbe arrivato dopo Inzaghi – doveva essere una netta svolta. E’ stato scelto un profilo Seedorfiano sul piano motivazionale (abbiamo sentito tutti Galliani parlare di autostima dei giocatori che mancava) ma un profilo molto carente sul piano tattico. Ed è arrivato non come prima scelta ma dopo una serie di rifiuti (Ancelotti), impossibilità (Montella), e veti di Berlusconi (Sarri e Conte). Mihajlovic non era la prima scelta, non era la seconda, non era la terza e non era nemmeno la quarta o la quinta.

Dopo 12 giornate di campionato possiamo tracciare un primo bilancio: ad oggi il Milan ha due miseri punti in più di quelli di Inzaghi. Che non aveva potuto spendere 90 milioni per il mercato. Che non aveva una squadra costruita su misura ma ha dovuto ingoiare (ottimi) parametri zero. Al di là dei punti però non si può notare come il Milan tatticamente sia ancora molto, molto simile a quello di Pippo Inzaghi. Non c’era da aspettarsi cose diverse dopo aver visto la Sampdoria di Mihajlovic a cui questo Milan era molto simile. Una squadra che è stata messa sotto due volte (soprattutto in casa) dal Milan di Inzaghi, che si è fatta rimontare 11 punti dal Genoa e che non ha mai avuto una vera e propria identità di gioco nella scorsa stagione, giocando spesso a ripartire.

Questo era uno dei motivi per cui in estate non reputavo Sinisa Mihajlovic adatto per la panchina del Milan. L’altro è la propria carriera – una sfilza interminabile di fallimenti: dal non essersi qualificato con la Serbia alle uniche stagioni fallimentari della Fiorentina quando ne ha occupato la panchina. Se Inzaghi era un foglio bianco – a cui giustamente, fino a 2 punti dal terzo posto a Natale, si poteva dare fiducia, la storia del serbo è già scritta ed è una storia non positiva. E’ Mihajlovic a dimostrare di essere da Milan e non viceversa – questo deve essere chiaro ad alcuni dei nostri tifosi (purtroppo abbiamo l’onore di avere la tifoseria peggiore del campionato) che valutano l’allenatore in base a quanto insulta in pubblico i giocatori e non in base a quanto fa in campo.

Questo Milan è migliore di quello di Inzaghi anche e soprattutto per via dei 90 milioni spesi. Da una Menez-dipendenza si è potuto schierare un attacco secondo solo a quello del Napoli con Bacca e Luiz Adriano che un anno fa (dove si è segnato poco per mancanza di terminali offensivi adatti) e si è rinforzata in maniera importante la difesa (nonostante Romagnoli non sia mediaticamente trattato come Rugani, reo di non aver indossato la maglia bianconera). Ciò nonostante il livello attuale non basta: il Milan può e deve giocare meglio di così.

Abbiamo due squadre in testa al campionato – Fiorentina ed Inter – che non hanno niente in più del Milan. Ci sono due giocatori che sarebbero titolari nel Milan in queste due squadre: Borja Valero e Handanovic. Nessuno dei due, però, giustifica il ritardo attuale dalle prime in classifica. Se per l’Inter possiamo parlare di fortuna (perché le statistiche dell’Inter come possesso palla, tiri fatti e subiti sono molto simili alle nostre) il caso della Fiorentina è evidente. Dopo un’estate di figure di merda societarie (Montella e Salah – a dimostrazione che la società non va in campo, né fa punti), un mercato praticamente inesistente il solo cambio di allenatore ha portato la Fiorentina lì dov’è oggi. Una bella lezione a tutti quelli che “l’allenatore non conta”.

Purtroppo al Milan l’allenatore è sempre stato un parafulmine scusato a prescindere quando questo ha sempre scaricato le proprie responsabilità sulla squadra. Abbiamo visto per anni scusato Allegri, il peggior allenatore che il Milan abbia mai avuto, da cui la situazione attuale ha purtroppo avuto origine dato che è con lui che è stata smantellata ogni minima parvenza tecnica della rosa arrivando a fare fuori i Ronaldinho di turno per inserire medianacci. Poi abbiamo avuto Seedorf che – bene o male – se avesse capito che in società non comanda lui (ed è giusto che non comandi lui) sarebbe ancora sulla nostra panchina. Quindi Inzaghi che ha avuto come risultato il far perdere totalmente l’autostima dei giocatori portando a terra il morale del gruppo (evidente nell’andamento della stagione, buona fino alla sosta e disastrosa dopo).

Non vedo Mihajlovic come l’allenatore del Milan perché è semplicemente un motivatore e non un tattico. Può far ritrovare l’autostima nel gruppo ma quando ci sarà da giocare a calcio lui non ne è capace. E non lo ha dimostrato solo al Milan, ma in tutta la propria carriera di allenatore. L’organico, eterna scusa di chi pensa che per battere Genoa e Atalanta ci vogliano in campo Iniesta e Xabi Alonso, c’entra fino ad un certo punto. Il Milan ha fatto secondo in campionato con un centrocampo a 3 composto da Van Bommel, Aquilani/Muntari e Nocerino – non certo superiore a quello attuale dove Montolivo è un giocatore che al meglio – piaccia o no – non sfigurerebbe alla Juventus o alla Roma e Bertolacci è reduce da un’ottima stagione a Genova. Non è un caso che questi due giocatori siano leader delle classifiche di palle recuperate ed assist. Il tifoso dovrebbe cominciare a capire che l’organico non è così scarso come la stampa deliberatamente al soldo di Cairo, Agnelli e Della Valle continua a propinare. Il trattamento mediatico di Rugani e Romagnoli ne è l’esempio lampante.

Qual è l’obiettivo per questa stagione, quindi? Lottare per il terzo posto. E’ accettabile mancarlo per poco. Non è accettabile rimanere fuori dai giochi – anche in caso di un rientro in Europa tramite l’Europa League. In questo Berlusconi ha il mio più totale appoggio – a differenza di Inzaghi, infatti, a Sinisa la squadra è stata fatta ed è stata fatta secondo le sue idee, assecondandole quasi tutte (tranne Soriano) con qualche puntello secondario che comunque non fa la differenza nel bene o nel male. Il Milan prima giocava a centrocampo con Poli, De Jong e Muntari  – ora gioca con Montolivo, Kucka (a cui sarebbe da chiedere scusa) e Bertolacci. Non continuiamo, quindi, con la cazzata che il centrocampo è lo stesso della scorsa stagione. E a quelli che dicono che “abbiamo 2/3 del centrocampo del Genoa” rispondo che il Genoa l’anno scorso è arrivato sopra di noi, giocando un discreto calcio – quindi mi attendo lo stesso dei miglioramenti.

Al tifoso del Milan chiedo quindi di smetterla con questa moda patetica di criminalizzare sempre e comunque i giocatori, pretendendo campioni a ripetizione che non arriveranno mai nel campionato italiano e sapersi arrangiare con quello che si ha a disposizione esattamente come fanno Fiorentina ed Inter. Chi sostiene che l’allenatore non incide più di tanto sbaglia, e anche molto. Responsabilizziamolo come deve e non ricadiamo nel patetico, quando pur di difendere un allenatore che svalutava squadra ed organico si difendeva a prescindere anche Emanuelson trequartista. 

P.s. non posso non notare che ci stiamo avvicinando a Juventus-Milan e puntualmente è cominciata la solita opera di destabilizzazione mediatica dell’ambiente rossonero. Stavolta la vittima è Donnarumma: si parte con la gazzetta che modifica le sue parole, riportando un virgolettato “Io come Buffon” inesistente fino a Libero che riporta post su Facebook del ragazzo quando aveva 13 anni. In mezzo nomi di Guidolin buttati a caso (perché ha senso che una società che vuole cambiare l’allenatore lo faccia dopo la sosta, giusto?) fino a frizioni inesistenti perché l’allenatore ha portato la squadra ad una cena di pesce dove “Balotelli mangia solo carne”. Siete solamente degli scribacchini vergognosi e festeggerò quando i vostri giornali e le vostre televisioni verranno chiuse. Perché è questo che meritate. Nient’altro.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.