Continuando sulla falsariga delle ultime annate, non è utopia immaginarsi il Milan con la divisa griffata Giochi Preziosi negli anni a venire.
Meno Preziosi sono i frutti che questo legame ha dato al Milan: da Kucka ad Antonelli passando per Amelia ed El Shaarawy, sono ben dodici gli “affari” che hanno portato il Milan ad arricchire lo Zena di circa 60 milioni di euro.
Ora, stando alla stampa, o meglio stampetta, pare che il prossimo oggetto del cenone di Capodanno sia De Maio, difensore centrale che negli ultimi anni si sta ritagliando uno spazio importante nel campionato italiano.
Spazio importante come quello che si è preso il Bertolacci stagione 2014/2015, peccato poi che fare la differenza nel Genoa è ben altra cosa rispetto l’onorare la maglia rossonera.

A Casa Milan è ora di finirla con questo trend. Ci avete bellamente stufato con questi affari da poveri, con questi buchi tappati da giocatori mediocri. I talenti non li sapete prendere ne’ cercare, il satellite Genoa ci sta farcendo di mediocrità sparsa per tutta la rosa, e a noi tifosi stanno girando, e tanto, troppo.
Se volete risparmiare lasciate le cose come stanno piuttosto che gonfiare il monte ingaggi con giocatori che poi peseranno a bilancio stile Muntari ed Essien.
Mi rendo conto che con questa società suoni molto come predica nel deserto, date le circostanze, ma la speranza che qualcuno rinsavisca o ancora meglio, venga finalmente messo da parte, è sempre accesa.

Meno accesa è la speranza di veder tornare questo Milan a occupare le prime posizioni. Vuoi per limiti tecnici, vuoi per l’aver eccessivamente sopravvalutato Mihajlovic, l’annata si preannuncia molto simile a quella appena passata. La cosa mi strugge, come sono sicuro non faccia dormire neanche voi. Il modo in cui questa squadra ci spezza l’entusiasmo di seguire il calcio è unico e paragonabile quasi a quello dell’Inter delle più famose annate. Pazza, la chiamavano loro, abituati al mediocre. Stronzo, lo chiamo io, il mio Milan, non essendo invece abituato a prendere bastonate ovunque.
Con questa frustrazione ci avviciniamo al ritorno in campo del Diavolo, con un Torino lanciatissimo e senza neanche un modulo in testa. Cerco di mantenere il briciolo di ottimismo ancora intatto, ma è davvero, e dico davvero, difficile.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)