Lo strato di sporco che intacca la qualità del giornalismo sportivo italiano è noto a tutt; purtroppo non basta il classico colpo di spugna per rimuoverlo.
In Italia la quasi totalità dell’informazione cartacea è data alla Gazzetta dello Sport, la cui incompetenza è fortuntamente sempre più sotto la luce del sole; anche grazie all’utilizzo del web ora gli utenti possono informarsi (più o meno) liberamente e farsi un’idea propria su ogni situazione sportiva e non.
Grazie a questo, se si è attenti, è facile smascherare la malafede di una Gazzetta o di uno Scai Sport che impacchettano, goderecci, ridicoli titoloni finalizzati allo sputtanamento del primo Balotelli che capita.

Balotelli. Quel giocatore le cui doti tecniche non sono rilevanti ai fini della notizia. Notizia che però scoppia impazzita se posta su Twitter qualche frase innocua comune a ragazzi della sua età. Sì, perchè se ti chiami Balotelli, sei nero e italiano, e non conduci una vita sport e chiesa allora vai infamato e stai anche zitto. Smetti anche di essere un ragazzo del ’90, sei una macchina che non può sbagliare, che non può alzare i toni e che non può condurre la vita normale di un venticinquenne. Vorrei vederli, i figli dei giornalisti che tanto lo criticano perchè scrive di cercare l’amore. Li vorrei vedere nella loro vita quotidiana, li vorrei vedere sui social. Anzi, un paio ne ho visti e i miei sospetti hanno avuto conferma.

Felipe Melo dichiara, testuale, che “Balotelli va menato”. Ok che è Felipe Melo e più dell’intelligenza di una medusa divisa in quattro parti non può averne, però onestamente, se fossi un giornalista stipendiato, preferirei soffermarmi sulla gravità di un’affermazione del genere piuttosto di Balotelli che dichiara di cercare l’amore. Non so, pensate ai vostri figli e scegliete quale delle due affermazioni può essere meno esemplare.
Meanwhile, come si usa dire tra noi ragazzi dell’età di Balotelli, Icardi ruba il posto ai disabili per fare shopping con Suor Wandita e la notizia magicamente va ricercata con la lente d’ingrandimento nei meandri dei fogli di carta rosa. E sia chiaro, io una notizia del genere non la riporterei neanche, non fa parte di me condannare gli altri senza aver prima guardato me stesso. Gli errori fanno parte dell’essere umano, però ecco, quello che vorrei far capire è che anche Balotelli andrebbe trattato da umano. Lo è, fino a prova contraria.

E qui i colpevoli siete voi, cari scribacchini da due centesimi, perchè il vostro lavoro e il vostro obiettivo è vendere la copia, compiacere il direttore e tirare acqua al vostro mulino. Non avete dignità, nè principi professionali sani. Vi vendete, siete tremila volte peggio di Balotelli. Lui è un ragazzo che sbaglia, e sbaglia tantissimo, troppo. Però ci mette la faccia, va in pubblico, vi guarda dritti. Voi vi nascondete, spesso anche la vostra firma è ambigua, come il vostro essere.
Non impazzisco per Balotelli, non ce lo vedo nel mio Milan, non lo difendo a spada tratta perchè sono un trottolino milanista servo del padrone, anzi lo cambierei domani. Così come cambierei il 99,9% di voi edicolanti da strapazzo.

Mattia Urbinati

Posted by Mattia Urbinati

Prima c’era il gioco del calcio, poi è arrivato il Milan. Da quel momento tutto è cambiato. (L'Equipe)