Uno dei classici segreti di pulcinella con cui facciamo i conti ogni giorno seguendo le avventure delle nostre squadre del cuore riguarda l’obiettività dei giornalisti. Ci sono saggi sul tema scritti da gente molto più in gamba di me, che ci ha dedicato buona parte della loro carriera. Leggeteli, anche per scoprire le differenze tra la stampa italica e quella anglosassone. Uno dei punti scabrosi è questo: i giornalisti scrivono ciò che i lettori vogliono leggere. Mentre in una normale attività lavorativa questo  comportamento non solo è lecito, ma è anche desiderabile (il cliente ha sempre ragione), molto meno lecito (e ancor meno desiderabile) è che questa filosofia prenda piede nel campo del giornalismo.

Facendo un paio di esempi, è sotto gli occhi di tutti l’importanza mediatica che stanno ricevendo in questi giorni le discoteche e i casi di decessi riscontrati nelle ultime settimane. Argomento del quale non si parlava affatto fino ad un mese fa. Lasciando stare i tragici esempi del Cocoricò e ritornando a concentraci sulla stampa sportiva, un’altro esempio lampante di come giornalisticamente si possono trattare in maniera diversa due argomenti certamente  molto simili tra di loro è legato alla recente trattativa che ha portato Alessio Romagnoli al Milan.

Sulla necessità dell’operazione ho già espresso il mio punto di vista su queste pagine: ora vorrei soffermarmi su come i media hanno trattato la faccenda. Nessuno, o quasi, ha parlato della bontà tecnica dell’operazione: giocatore giovane, pilastro dell’Under 21 e in odore di Nazionale, voluto fortemente dal mister per tappare un buco nell’organico (centrale difensivo mancino con capacità di impostazione). Letta così sembra (e lo è) un’operazione logica, quasi inappuntabile (come poche purtroppo ce ne sono state negli ultimi tempi).Il mister chiede un giocatore, la società lo compra. Fiducia da parte di tutti e progetto che prosegue.

Invece no, la stampa ha iniziato a martellare su un punto: Romagnoli è costato troppo, Romagnoli non vale quei soldi, addirittura Romagnoli immorale.  Mentre altri acquisti di altre società vengono celebrati anche ben prima del loro effettivo acquisto (memorabili i “Mancini si consola con il gol di Perisic in amichevole con il Wolfsburg”), ai tifosi rossoneri viene subito messo il tarlo del dubbio: Ok Romagnoli, ma li vale veramente tutti quei soldi?

La mia risposta è si, ma molti commentatori pensano addirittura che sia una follia. E il tifoso milanista si interroga invece di essere felice per l’acquisto di un bel giocatore. Tutto questo stride con il trattamento riservato al passaggio di Dybala alla Juve per una cifra di 32 milioni più bonus (8 milioni). In quel caso nessuno si era permesso di obiettare sul fatto che Dybala fosse costato troppo, quasi 40 milioni per un giocatore con un solo anno buono di serie A alle spalle (come Romagnoli). Tutti si sono affannati a descriverlo come il nuovo Tévez. Nessun dubbio di immoralità in questo caso. È vedremo poi l’eco che avrà la notizia uscita oggi sull’effettivo costo dell’operazione: non i 30 che voleva la Roma, ma i 25 che offriva il Milan (pagabili in 5 rate). Ma si sa, solo al Milan vengono conteggiati i bonus e gli stipendi lordi quando si parla di affari. Insomma, raccomando a chi legge di prendere con una certa tara le notizie che arrivano sul mondo Milan, soprattutto da quando la guerra Sky – Mediaset impazza. È un peccato infatti che JTV e Roma Channel vengano offerti gratis, mentre per Milan Channel bisogna scucire gli 8 euro al mese…

Posted by _emmegi