Lunedì scorso è stato sorteggiato il calendario della Serie A 2015/16. Mentre continua la lotta senza esclusione di colpi tra Infront e Sky, con Mediaset proprietaria dei diritti che poteva fare collegamenti in diretta in contrapposizione al triste studio con Caressa e Marocchi parlando sul nulla, come se fossero una TeleLombardia a pagamento, le squadre conoscono ora i destini per la prossima stagione.

Ultima tra le grandi leghe a decidere le proprie date (Liga e Bundesliga lo hanno fatto da tempo, la Premier ha addirittura già definito tutti gli orari delle partite), ora è finalmente possibile dare uno sguardo a quello che sarà il cammino del Milan nella stagione che sta per iniziare. Non avendo conquistato il diritto a partecipare ad una competizione europea, Mihajlovic avrà di nuovo il vantaggio (non sfruttato assolutamente da Pippo Inzaghi la stagione passata) di potersi concentrare solamente su un’unica competizione principale, gestendo in maniera ottimale il lavoro infrasettimanale.

Le analogie con la scorsa stagione non finiscono qua: come l’anno scorso un debutto che sulla carta si presenta insidioso (la Lazio l’anno scorso, la Fiorentina quest’anno), un big match già alla terza giornata (addirittura il derby, la passata stagione fu Milan Juve) inframmezzati da una partita tutto sommato semplice con l’Empoli. Partire bene sarà fondamentale, per una squadra (ed una tifoseria) in crisi di fiducia fare un filotto di risultati può dare quella spinta giusta che, se ben gestita, può far andare lontano.

Al contrario, inciampare nelle prime giornate (c’è purtroppo un precedente di un derby giocato prestissimo che non è incoraggiante, lo 0-4 dell’Inter di Mou nell’agosto 2009) potrà ridare fiato ai pessimisti e gettare moltissimi dubbi sull’operato del nuovo coach, con una stagione da vivere in rimonta già dall’inizio.

Per il resto mi sembra un calendario equilibrato, con gli scontri al vertice quasi mai ravvicinati (oltre al già citato inizio, solo Lazio e Juve tra l’undicesima e la tredicesima) che potrà servire per far crescere la fiducia nei propri mezzi. Un altro fattore fondamentale sarà quello degli scontri diretti che saranno giocati in casa nel girone di ritorno. Un altro vantaggio che Mihajlovic dovrà saper sfruttare al meglio. Si sa che i campionati si decidono in primavera: poter giocare gli scontri diretti in un San Siro magari ringalluzzito da un campionato finalmente all’altezza può voler dire molto.

Infine, un’ultima considerazione statistica sul calendario: dovesse arrivare Zlatan Ibrahimovic (e non essendoci sulla panchina rossonera il Signor Allegri), le possibilità di conquistare lo scudetto crescerebbero vertiginosamente. Ma questa è un altra storia.

Posted by _emmegi