Il livello di accerchiamento mediatico raggiunto in questi ultimi giorni, quelli del post-Kondogbia all’Inter, ha veramente raggiunto livelli mai sperimentati prima. Sia dal punto di vista del giornalismo sportivo -quello per cui tutti i giocatori accostati al Milan sono pippe immonde, salvo poi esaltarli una volta che vanno da altre parti- sia da quello della “satira” che, stranamente, non colpisce mai a Torino o a Roma.

Ok lo scoramento per la doppia trattativa saltata, va bene tutto, ma leggere che perfino Bertolacci ci è stato soffiato dalla Roma, con tanto di meme ed espressione contrita di Galliani, proprio non esiste. I giallorossi hanno riscattato la seconda metà del cartellino dal Genoa, cosa che va fatta prima del 1° luglio come per tutte le comproprietà, e quindi hanno “preso” qualcosa che era già loro (cresciuto nella Roma, girato in prestito qualche anno). Spendendo 8,5 milioni per la metà (!) di qualcosa che era già loro, nel silenzio assordante di coloro che sono sempre pronti a rinfacciare gli 11 milioni per Matri. Quanto al duo Kondogbia-Martinez, aspettiamo di vederli in campo. Il bluff con aumento del prezzo a 40 milioni costringe l’Inter a tirarne fuori 13 in più dell’offerta iniziale, mentre per Martinez è mancata (anche) la volontà del giocatore, trattandosi di una clausola rescissoria fissa a 35 milioni. Comprensibile, se si pensa che l’Atletico è in Champions e solo un anno fa giocava la finale contro i rivali del Real, e che il colombiano sarà titolare vista la partenza di Mandzukic direzione Torino.

Intanto, le notizie del giorno sono due. La prima è che ai piani inferiori è scoppiata la bomba atomica del caso Catania, omonimo di quello meno grave del 2003 che causò ripescaggi a catena in B. Ora rispunta fuori una foto di due anni fa che ritraeva il presidente etneo Pulvirenti con una serie di dirigenti tra cui Galliani, Lotito e Lucas (Doyen). Ora, la cosa non è chiaramente collegata, ma è utile per gettare un po’ di fango gratuito, tanto si sa come funziona: io ti accuso, o ti avvicino a qualcuno nei guai, poi sei tu a doverti difendere. Specie nel momento in cui il Milan ha annunciato che Lucas non sarà più coinvolto nelle trattative per gli acquisti. La seconda è la sancita sospensione, da parte del tribunale di Bruxelles -in attesa di un analogo pronunciamento della Corte di Giustizia europea- del Fair Play finanziario. Il sistema di controlli che doveva moralizzare il calciomercato, mettendo un freno alle finte sponsorizzazioni di petrolieri e obbligando man mano le squadre a mantenersi senza l’apporto di grandi capitali esterni, secondo un importante avvocato (lo stesso della sentenza Bosman) sarebbe lesivo della libera concorrenza.

Una fine annunciata per una regola sotto la quale, paradossalmente, c’è stata un’ulteriore impennata dei prezzi, con le trattative faraoniche per Suarez, James e Di Maria, e subito prima i 60 milioni per David Luiz, Cavani e Falcao (top player sì, ma non fuoriclasse tra i primi 5 al mondo). Per il Milan cambia poco: l’unico modo di aumentare le possibilità di acquisti di questo genere è aumentare i ricavi, visto che ormai la proprietà sembra disimpegnata, e in attesa dei capitali -quelli veri- il mercato latita. Ma a dir la verità, il mercato ufficialmente inizia tra 7 giorni…

piterdabrescia

Posted by piterdabrescia

Editorialista da settembre 2012, vice-direttore e curatore delle rubriche "Destinazione" da ottobre 2014