Non ci è voluto molto a vedere i primi effetti della cessione del 48% del Milan a Mr. Bee: è bastata una settimana abbondante ed il Milan dopo aver sondato ha chiuso il primo colpo. Jackson Martinez è del Milan: l’annuncio sarà dato, come di consueto, dopo le visite mediche. 35 milioni al Porto – 3.5 al giocatore. Al di là del fatto che il Milan acquisisce una delle prime 10 punte del mondo il prezzo può essere più o meno alto e più o meno giusto ma questa campagna acquisti si apre con un segnale ed è un segnale importante: il Milan va nella boutique più cara del calcio europeo a prendere il pezzo migliore e lo strappa alla concorrenza di Manchester United ed Arsenal.

Se consideriamo che gli anni scorsi al 12 di Giugno quando andava bene c’era qualche telefonata con Preziosi si capisce subito che la svolta è una svolta importante. Si capisce che Jackson Martinez è solo il primo pezzo di un mercato che continuerà con Ibrahimovic e Kondogbia – troppa esposizione mediatica per vederli saltare ora. E’ un segnale importante perché non è un segnale di ritorno al passato ma addirittura un segnale di svolta col passato: Jackson Martinez è il terzo acquisto più costoso della storia del Milan e non è nemmeno escluso che prossimamente scenda nelle gerarchie.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza Bee ma non sarebbe stato possibile nemmeno senza il lavoro di Berlusconi e Galliani. A Berlusconi va dato atto di aver mantenuto volutamente un prezzo alto e fuori mercato per la cessione di quote e di non aver venduto al primo Thohir di turno pur di liberarsi della sua creatura per disinteresse. A Galliani quello di poterla smettere di dover fare dichiarazioni di facciata per non far scappare gli sponsor (opera peraltro riuscita) e tornare ad operare correttamente con il contante a disposizione – e se vi diranno che coi soldi sono buoni tutti fategli notare che Jackson Martinez costa meno di Dybala ed è stato pagato come Iturbe e Spolli messi insieme. Tutti quei buoni rapporti coi procuratori, messi in croce come fossero il demonio, ecco che improvvisamente tornano utili nel momento in cui devi convincere un giocatore a preferire un nuovo progetto senza Champions League rispetto a realtà affermate.

Le reazioni non si sono fatte attendere: il Milan decimo piace ai giornali. Non affrettatevi a cercare notizie sui principali quotidiani sportivi, spesso finite in insulsi riquadrini. Non affrettatevi a cercarle sulla pay TV satellitare impegnata a dire che la Juventus è la più attiva sul mercato grazie al rinnovo di Bonucci. Il Milan competitivo è un rischio che nessuno si era posto e nessuno aveva calcolato in un sistema da sempre bianconerocentrico con la vecchia signora che controlla ogni giornale e TV in ambito sportivo. Ecco così che prima la Gazzetta cerca di boicottare la cordata di Mr. Bee, poi coloro che esaltano i progetti di Siviglia ed Atletico Madrid cominciano a dipingere la Doyen come fosse il mostro di Firenze.

Tranquillizziamo tutti: la Doyen sarà l’advisor del Milan, in pratica il nuovo direttore sportivo. La Doyen non può più avere TPO in base all’attuale normativa FIFA per cui sta usando il Milan per passare all’incasso delle parti dei cartellini di competenza prima che si svalutino i giocatori. Leggo in giro che sarebbe un problema cambiare giocatori ogni 2-3 anni continuando a comprare e rivendere mantenendo una squadra competitiva: non vedo dove sia questo problema. Il Milan 2007 fu ceduto a zero euro, l’Inter 2010 pure: da lì la crisi e la svalutazione delle società. Tutto ciò, peraltro, ad interesse di entrambe le parti e in maniera perfettamente legale. Se cercate una società che operava nell’illegalità nel calcio Italiano spostando giocatori con minacce per interessi personali siete arrivati con 10 anni di ritardo: quella società esisteva fino al 2006 e si chiamava Gea World.

I giornalisti Moggiani sanno che il Milan non si accontenterà del quieto vivere coi bianconeri raccogliendo le briciole, come è stato fino al 2006. L’obiettivo è scalzarli da ogni palazzo, da ogni luogo di potere per poterli poi scalzare in classifica ed è una guerra cominciata già un anno fa con Tavecchio ed i diritti TV di Serie A e Champions League. Da qui il boicottaggio mediatico ad ogni cosa che stia riguardando il Milan per proteggere se stessi ed i datori di lavoro. Quella che per loro sarebbe una catastrofe per noi è una speranza. Non illudiamoci troppo: anche in caso di arrivo di quei tre, senza innesti in difesa, la Juve è e resta favoritissima. Però c’è la sensazione che questo sia l’inizio di qualcosa di grande per tempi e modi. C’è quella sensazione di tornare ai nostri livelli. Una sensazione che a Milanello non si sentiva da anni.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.