Se ti chiedono se è vero che avevi praticamente firmato per il Madrid, devi rispondere nascondendoti dietro a frasi fatte e finte, già sentite, recitare uno scialbo copione studiato da uffici stampi privi di guizzo e di talento : “Non è vero, sto bene al Milan. Ma vaffanculo. Peccato sia finita così, al Real ci sarei andato di corsa. Ha più fascino del Milan, più futuro, più appeal, più tutto, incute timore negli avversari a prescindere. Al termine di quella stagione vincemmo la Champions League. Poteva andare molto peggio. Capello e Baldini non erano esattamente felici quando Tullio (Tinti, l’agente, ndr) ha comunicato che non sarei emigrato”.

Il testo è ormai (tristemente) celebre e non credo serva ricordare ancora una volta chi ne è l’autore. Eppure, se qualcuno non lo sapesse, vi do qualche indizio per capirlo: le ha scritte il peggiore in campo della finale di Champions tra Juventus-Barcellona. Quello che non ha azzeccato nemmeno un passaggio. Quello che ha non ha azzeccato nemmeno una marcatura. Quello che dopo il gol di Rakitic, al quarto minuto di gioco, non aveva più ossigeno nei polmoni e camminava spaesato in mezzo al campo, senza un senso, con l’andatura di Fantozzi quando, sulla strada di Agrigento, riceve l’apparizione di san Michele Arcangelo, il messaggero divino. Esatto: Andrea Pirlo.

Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio. E chi crede che il calcio sia una storia semplice, fatta solo da semplici storie di calcio e di gioco, non ha capito proprio nulla. E quindi, dietro al modo in cui ho sostenuto con tutto me stesso il Barça sabato sera o, più precisamente, dietro al modo in cui sabato sera ho dato tutto me stesso per tifare contro la Juventus, ci sono tante storie.

Tra cui quella di Andrea Pirlo. E del modo in cui è andato via dal Milan.

Davanti alle sue copiose lacrime non ho provato davvero nessuna compassione. Anzi, e lo dico consapevole della mia cattiveria, ho provato un (bel) po’ di piacere. Sia chiaro: Pirlo, in questi quattro anni, è stato un giocatore fondamentale per la Juventus. L’ho rimpianto? Sì, e non mi vergogno affatto a dirlo. D’altronde penso che non si possa non rimpiangere un giocatore così. Pirlo, in questi quattro anni, è stato un giocatore fondamentale e decisivo per la Juventus. Credo di poter dire, con buona approssimazione, che la sua presenza nel centrocampo della squadra bianconera sia stata talmente importante da risultare realmente decisiva per il conseguimento degli obiettivi conquistati nelle stagioni della sua permanenza. Insomma: la Juventus avrebbe vinto anche senza Pirlo? Non lo so. Forse sì, forse no.

Eppure, ancora oggi, trovo ancora inspiegabili – oltre che, ovviamente, davvero poco opportune – quelle parole. Quell’addio. Quel veleno. Quel vaffanculo.

Indubbiamente il Milan ha commesso un errore di strategia nel mancato rinnovo del giocatore. È vero che le ultime due stagioni del giocatore erano state appena sufficienti, a voler essere magnanimi. È vero che nonostante tutto, nonostante appunto le due stagioni precedenti e nonostante le condizioni fisiche, il giocatore si fosse arroccato su alte pretese.  È vero che Pirlo sembrava un giocatore finito. È vero tutto questo. Ma non rinnovargli il contratto, cercando magari di trovare un accordo, e, soprattutto, permettergli di passare alla Juventus, che aveva ormai da tempo palesato il suo interesse, è stato un errore di strategia rimarchevole. Indubbiamente il Milan ha commesso un errore di strategia nel mancato rinnovo del giocatore. Ma questo non giustifica assolutamente quelle parole, quell’addio, quel veleno. Quel vaffanculo.

E allora rimane un po’ di sadico piacere nel vedere piangere un giocatore che ha mancato con la divisa bianconera, quello che invece, con la maglia del Milan, ha conquistato due volte. Da protagonista.

Caro, carissimo Andrea, sono lontani quei momenti in cui in Europa contavi qualcosa. Sono lontani quei momenti in cui scrivevi poesie sul campo, come una bellissima stilografica. Come l’assist per Seedorf nella semifinale contro il Manchester United o come la punizione messa dentro da Pippo nella finalerivincita contro il Liverpool ad Atene.

Caro, carissimo Andrea, sono lontani quei momenti in cui in Europa, e nel mondo, contavi veramente qualcosa. Quando scrivevi la storia, come una bellissima stilografica.

Caro, carissimo Andrea, mi piace pensare che in quelle lacrime ci sia tutta la consapevolezza di chi sa che ha perso la possibilità di contare qualcosa in Europa nel momento in cui ha tolto la maglia rossonera.

Caro, carissimo Andrea, mi spiace che per te il Milan non abbia abbastanza fascino, abbastanza futuro, abbastanza appeal, abbastanza tutto. Spero che tu, questo tutto, lo abbia trovato nella squadra che ha perso più finali nella storia della Champions League.

Caro, carissimo Andrea, vaffanculo.

Posted by 18maggio1994

Marco Pasquale Marchese. Nato a Palermo, classe 1993. Rossonero non per passione, ma per fede. Laureando in Giurisprudenza, anche se avrei voluto studiare Storia dell'Arte. Ma poi come avrei spiegato ai professori che una giocata di Van Basten vale quanto un quadro di Caravaggio ?

6 Comments

  1. Iranoff-Bulianoff-Kopalski 11 Giugno 2015 at 11:38

    Condivido pienamente.
    Pirlo andava ceduto al Real,
    intascare la moneta
    e si sarebbe vissuti lo stesso.
    Il giocatore, e forse l’uomo, hanno rubato lo stipendio per tre stagioni.
    Parliamo di un costo per la società di circa 35 milioni.
    L’errore del Milan non è stato liquidare Pirlo ma non avere una soluzione pronta all’abbandono di VanBommel.
    Quando vedo Pirlo penso al peggio.
    Pensare che l’anno scorso aveva salutato la nazionale, l’Addio… Povero Balottelli insultato perchè non presente.
    Poi al pensiero degli alimenti familiari, gli sponsor e balle varie è subito tornato sui suoi passi.
    Se potessi vorrei che il milan facesse fare un quadro con il ritratto di ognuno suoi campioni, quello di Pirlo lo facesse fare all’Arcimboldo e che lui si ispirasse a tanti…cassi
    Kopalski

  2. Iranoff-Bulianoff-Kopalski 11 Giugno 2015 at 11:58

    Aggiungo,
    infastidito: Pirlo mi irrita.
    Se non fosse per NOI lui al massimo avrebbe giocato nella Reggina. Solo NOI potevamo concedergli la possibilità di trovare la sua posizione davanti alla difesa.
    Prima di parlare di noi dovrebbe lavarsi la lingua con la candeggina.
    Indegno, spocchioso, borioso cvillano monetizzato.
    Spero che l’amante e la moglie lo spolpino vivo, dato che il denaro e’ l’unica cosa che gli interessa, peggio delle baldracche.
    Basta se no sbrocco!!!!
    p.d.m.
    K.

  3. Detestare si odiare mai. Non odio Andrea Pirlo, l’ho detestato sin dal momento in cui aveva cercato di accasarsi altrove. Da allora gli ho tolto il nomignolo di ‘Rivera bresciano’ Gianni Rivera rimase sempre al Milan è provocò un cataclisma alla sola idea d’essere scambiato, da Buticchi, con Claudio Sala. Quel Torino vinse uno scudetto mentre il Milan rischiò di finire in serie B e si salvò in una mitica sfida contro il Catanzaro vincendola, a San Siro, per 3-2. Avevo coniato per Andrea il nomignolo ‘Rivera bresciano’, avendo visto in lui, saltuariamente, alcune giocate geniali condite dalla rapidità che era propria in tutte le giocate di Gianni Rivera. Sono rimasto molto deluso quando seppi che non solo sarebbe andato al Real Madrid ma anche al Chelsea di Ancelotti. Il russo, memore del flop Shevchenko, voleva quasi a costo zero Pirlo. Silvio disse niet e Pirlo rimase a malincuore. I suoi ultimi anni in Rossonero furono volutamente fallimentari. Si allenava per andare laddove poi approdò. L’infingardo oppure l’incapace di Livorno favorirono la dipartita e lui fu felice di cancellare il suo passato nel Milan. Ora ne parlo malvolentieri perché i Giuda non mi piacciono. Ma invito tutti i milanisti a cancellare Pirlo sia dalla memoria che dai poster raffiguranti le mitiche squadre di cui era comprimario. Chi non ci ama e poi ha persino l’ardire di dichiarare che non ci ha mai amato… merita soltanto indifferenza o disprezzo da parte dei tifosi rossoneri!

  4. Due cose: Pirlo voleva lasciare il Milan. La società non ha colpe sull’approdo alla Juve. E’ stata una scelta unilaterale quella di liberarsi ed andare alla Juventus non dipendente dal Milan. Alla Juve non lo ritengo fondamentale, spesso ha condizionato e la Juve spesso ha giocato meglio senza.

  5. Mah ! Non posso condividere questa tesi su Pirlo .Fu cacciato via da Allegri con la benedizione di Galliani . Ha regalato piu’ schemi di gioco lui al Milan , alla Nazionale ed alla Juventus , di tutti gli allenatori che vi si sono avvicendati .
    Giova meno passionalita’.

  6. Otelma, ma di questa armai gay, non ci dici niente? Faccelo un piccolo post, o aspetti la vittoria finale … Ihihih …

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