Nel giro di una settimana il Milan ha dato una svolta di 180 gradi al proprio futuro. Arrivati un po’ col fiatone nelle ultime stagioni di gestione Berlusconi (noi milanisti non potremo mai ringraziare abbastanza per ciò che ha fatto Sivio), la presidenza ha deciso di farsi affiancare dalla cordata capeggiata da Mr. Bee. E dalla notizia ufficiale, arrivata nel pomeriggio di venerdì, la storia ha preso tutta un’altra piega.

Fuorviati forse da una stampa che con le vicende di casa Milan alla fine non sembra prenderci mai troppo (ci era stato detto che c’era una trattativa in corso anche con una fantomatica cordata cinese, poi che Berlusconi aveva deciso di continuare da solo con il Milan italiano) nell’ultimo mese molti di noi si erano intristiti, intuendo che neanche nella prossima stagione ci sarebbe stato il cambio di marcia capace di riportare il Milan dove deve stare. Cioè dov’era il Barcellona sabato sera.

Qui devo citare il direttore di Milan Channel Mauro Suma, che è stato capace di sublimare in una sola frase ciò che sta capitando al Milan: “Finalmente i pianeti si stanno riallineando”. Perché, dopo l’annuncio della cessione a 480 milioni per il 48% della società, si sono scatenati subito i vari detrattori. Partendo dai tifosi bianconerazzurri fino ad arrivare ad Andrea Agnelli, al quale “non quadra” la valutazione fatta. Tralasciando il fatto che un Agnelli che commenta in questo modo trattative altrui lascia un po’ il tempo che trova, che quegli altri invidino il Milan riporta un po’ le cose a come stavano prima.

Un’altra frase da citare è quella di Silvio Berlusconi, detta lunedì all’uscita di uno studio legale di Lugano, in cui si è messo nero su bianco la prima bozza di contratto. “Non so quanto sarà (budget per il mercato, ndr). Ma quello che servirà ci sarà”. Siamo abituati alle sparate del presidente, ma questa (un po’ perché arriva in un periodo senza impegni elettorali, un po’ perché ora non è più da solo in società) non lo sembrava proprio. E infatti, il tour europeo di Galliani (stavolta senza codazzo mediatico, segno che qualcosa di buono bolle in pentola) ha fatto di nuovo accostare il nome del Milan a quei grandi nomi del calcio europeo che sono poi quelli che fanno vincere le partite: Jackson Martínez, Brahimi, Kondogbia…

Infine l’ultima citazione è di Gianluca Di Marzio, uno che è estremamente prudente quando dà le sue notizie: “Galliani e Ibra si sono parlati: Ibra vuole tornare al Milan”. Sono frasi come queste che fanno ritornare l’orgoglio messo a dura prova di noi milanisti. Poi, certo, bisogna dare un seguito a queste frasi prendendo veramente i giocatori. E poi, con quei giocatori, bisogna vincere. Altrimenti si fa la fine dell’Inter Morattiana del decennio scorso. Ma iniziare così significa voler tornare grandi. E far si che i pianeti si riallineino del tutto.

Posted by _emmegi