Non mi sembra molto infattibile come sogno, se ci penso bene.
Ma evidentemente Menez ha dichiarato il suo amore per Inzaghi e non si toglie più la maglia da titolare che ha addosso.
Una maglia che, attualmente, non merita.
Un mese fa, circa, scrissi che questo Menez mi irritava e venni comunque insultata da tutto il web.

Riconfermo e sottoscrivo ciò che dissi in questo articolo dell’1/02/2015 :http://www.rossonerosemper.com/editoriali/39505/il-gioco-di-squadra/.
Questo Menez non ci è utile per niente nonostante io gli sia debitrice per i 10 gol, per il fatto di averci tirato la carretta fino ad adesso e per la magia che provoca in attacco.
Ma si gioca in 11.
Non in 1, in 11, ed è per questo che di fianco ad una punta serve un assist-man.
Una punta come Destro non può giocare da sola, non può prendere palla a centrocampo e tirare, ma necessita di cross come il pane a tavola.
Non è possibile avere ogni partita dalle 5 alle 10 occasioni e vederle sciupate perché Menez si intestardisce a voler fare tutto lui.
Non lo sopporto più tale atteggiamento soprattutto perché Cerci, in un modulo come il 4-4-2, sarebbe perfetto visto come ha giocato il suo anno da seconda punta con il Torino di Ventura.
E’ una seconda punta perfetta, che sa segnare ma che fa soprattutto segnare (chiedere informazioni a Immobile).
E Destro necessita di questo.
Il Milan necessita di gol e di vincere le partite.
Non possiamo essere ancora incastrati e incatenati a Menez…

E’ ora di togliere la catena e di iniziare a costruire una squadra e un gioco.
Di mettere al centro il Milan e non il singolo.
Di mettere al centro il gioco corale, di squadra, non il giocatore che da solo deve (e in questo caso vuole) dribblare tutti gli avversari e segnare.
Questo, se proprio lo si desidera tanto, lo si può fare a Pes.
O a Fifa, se lo preferiscono maggiormente.
Non più al Milan.
Non è più concepibile avere come unico fulcro un singolo giocatore, non è più concepibile non saper dare un identità di gioco o focalizzarsi sul singolo (sperando in una giocata divina che ti risolvi le partite) piuttosto che il gioco fatto grazie a tutti e 11 gli elementi in campo.
Non è possibile che, dopo mesi e mesi, ancora ci si fissi sul falso 9 o su Menez seconda punta quando in campo è come giocare in 10.
Così come non è più accettabile il fatto che non si sostituisca mai Menez ma piuttosto si levi un centrocampista pur di non togliere lui, nonostante faccia pena.

Ribadisco la mia eterna gratitudine nei confronti di Jeremy, ma se non cambia modo di giocare, così non lo voglio più in campo.
Panchina piuttosto, dove invece non ci deve stare uno come Cerci che ha la stessa capacità di dribblare l’avversario (forse minore di Menez) e che merita di giocare tutte le partite per aumentare il feeling con Destro e per aiutare il giovane numero 9 rossonero a segnare.
Inutile vendere Torres e prendere Destro se si continua con la fissa di Menez titolare, sempre e comunque.
Inutile puntare sul numero 9 quando non gli si da la possibilità di segnare, perché senza cross è tutto inutile.
E’ inutile andare a citofonare a casa per averlo, è inutile pagare per tenerlo ed è inutile continuare con la storiella della ‘maledizione della 9’.
Esisteva anche con la numero 11 anni fa, ma con un certo Ibrahimovic è tornata a splendere.
E con Destro la 9 può splendere ancora, se solo ci si fissasse di meno con Menez.

Basta, voglio Cerci come seconda punta, titolare e vicino a Destro fino a che il francese non impara il gioco di squadra.
Se avesse passato almeno la metà delle occasioni che ha creato in ogni partita giocata con il Milan, avremmo vinto quasi tutte le partite.
Non ti deve essere chiesto, ti deve venire normale fare gioco di squadra.
Per Alessio è normale, e lo si è visto con Ventura quando con Ciro giocò da seconda punta.
Ecco, il modulo lo agevola ancora una volta.
Per cui, basta gioco singolo, voglio Cerci in campo con Destro a fare quanto meno un gioco di squadra.

Non ti cambierà il Milan come lo faceva all’epoca un Kakà, un Maldini o un Sheva, ma aiuta e non poco in questo momento avere qualcuno dedito all’assist, dedito al gioco di squadra, che guarda il movimento della punta in area e che gli crossa tre quarti dei palloni che ha nei piedi.
E’ ora di tornare a fare del Milan una squadra vera, non una squadra di singoli.
Partiamo dalle basi, ovvero dalla formazione.

#TeamCerci.

MargheritAxen

Posted by MargheritAxen