Niente da fare. Il Milan fallisce quella che da molti era stata definita come l’ ”ultima spiaggia” e viene eliminato dalla coppa Italia per mano della Lazio. La seconda sconfitta in tre giorni con i biancocelesti è stata diversa nella forma, ma molto simile nella sostanza. In Coppa Italia non c’è l’effimero vantaggio firmato da Menez, ma una squadra preda delle proprie paure. La squadra non ha idee, e quelle poche sono molto confuse. Il gol arriva solamente su una grave disattenzione di Albertazzi (all’esordio stagionale e neanche tra i meno peggio), ma la sensazione è stata quella di una partita giocata su un piano inclinato. Nonostante gli sforzi (che pur senza essere gran cosa, ci sono stati) la partita stancamente è scivolata dalla parte della Lazio che, con il minimo sforzo, si è portata a casa il passaggio del turno.

Non va bene, lo si vede: lo sappiamo noi, lo sa la dirigenza e lo sa anche Pippo Inzaghi che però sembra aver completamente smarrito il timone della squadra. Non sa cosa fare, vede che tutte le sue mosse sono inutili quando non controproducenti. E ci soffre. Si vede. Forse è quello che sta soffrendo di più questo periodo.

Sono andato a rivedermi il video che ritraeva Inzaghi con la bacchetta magica regalatagli dai giornalisti in sala stampa. Porta la data del 18 dicembre: l’ultima vittoria del Milan in campionato risaliva a 4 giorni prima contro il Napoli terzo in classifica. Oggi, 28 gennaio, l’ultima vittoria in A continua ad essere quella.

Adesso sembrano essere passate ere geologiche, ma il Milan quest’anno ha giocato bene in qualche partita. Si, altalenanti fin che volete, ma questa rosa ha dimostrato che può giocare bene quando ci si mette.

Porto ad esempio la partita contro l’Udinese, con i friulani (che ora stanno davanti di un punto in classifica) letteralmente dominati per quasi tutta la partita ed un finale in 10 uomini (per una cervellotica espulsione di Essien) gestito senza patemi. Quella squadra ora sembra lontana anni luce da quella spompata di oggi. Ma sono praticamente gli stessi giocatori. Sappiamo che Inzaghi imposta le sue partite sulla difesa e sulle ripartenze, la squadra proposta in quelle partite sapeva gestire la palla ed attuare un altro canovaccio tattico.

Dove sia andata a finire quella squadra proprio non me lo spiego. Certo, non c’era una grande qualità di gioco, ma era comunque infinitamente superiore a quella mostrata in questo horribilis Gennaio 2015.

È notizia di ieri sera la conferma di Pippo Inzaghi sulla panchina del Milan. Notizia attesa e preventivabile (lo aveva rivelato lo stesso Galliani vittima di un’imitatore di Ferrero, il presidente della Samp). Nel momento in cui lo si è scelto (consapevole di tutti i rischi che comporta mettere sulla panchina del Milan un esordiente) gli si deve dare tempo. Il girone di andata è stato abbastanza per capire che i risultati ottenuti della squadra sono stati inferiori alle attese, quello di ritorno ci dirà se Pippo Inzaghi ha la capacità di portare il Milan su livelli accettabili. Tipo quelli di due mesi fa, non molto tempo. Altrimenti ci ritroveremo a giugno con un altro progetto naufragato e la necessità di ripartire da zero.

Posted by _emmegi