Ci risiamo. Di nuovo. Per la seconda volta di fila un allenatore fallisce e per la seconda volta di fila dà la colpa alla rosa a disposizione. Questa volta non in privato ma su una TV nazionale, davanti agli occhi di tutti. Con uno spogliatoio nuovamente diviso ed un allenatore che ha perso la fiducia presidenziale. Non ritengo valida, come ben sapete, né per Seedorf né per Inzaghi la scusa della rosa – anzi, un allenatore che scarica la colpa sui giocatori non sarà probabilmente mai un allenatore valido. Quello che però è successo, anche stavolta, è trovare colpevoli fino ad un certo punto, fino alla soglia della Villa di Arcore. Da lì in poi, tutto finisce.

Berlusconi è stato bravo a confondere le acque: la tecnica usata è la stessa usata per 20 anni di politica: confondere le acque diffondendo voci infondate che scaricano la colpa su altri. Un po’ come i magistrati comunisti. Due i casi più evidenti: le dimissioni di Galliani e l’esonero di Seedorf. Per le dimissioni di Galliani è stato dato mandato di inventare una buonuscita. Una buonuscita che, fino a prova contraria, lo stesso interessato ha smentito. Una buonuscita di cui non si sa ancora l’ammontare ma che è stato stimato oltre i 100 milioni quando quella di Montezemolo in Ferrari, per dire, è stata di soli 27 milioni. E la Ferrari fattura 10 volte più del Milan. Mancano i soldi? Fininvest nel 2013 ha fatturato 14,471 miliardi di euro. Miliardi. Figuriamoci se ci sono problemi per una buonuscita. La stessa famiglia Berlusconi, nel 2013, si è pagata 93 milioni nonostante un profondo rosso. Il contratto da dirigente di AG, inoltre, era in scadenza e gli è stato rinnovato per 4 anni – sarebbe bastato non prolungarlo e, per legge, nessuna buonuscita gli era dovuta.

Insomma, Galliani è lì perché la proprietà lo ha voluto tenere lì. O, peggio, lo ha implorato di rimanere lì. Perché un Galliani che tira avanti la baracca sapendo che se le cose vanno bene sarà merito tuo, se vanno male colpa sua fa sempre comodo. E’ un po’ la storia della famiglia Berlusconi, in prima fila a prendersi i meriti e a dare le colpe agli altri – è un po’ la storia di chiunque faccia l’imprenditore: se l’azienda va bene è merito mio, se va male è colpa dei dipendenti. La campagna contro l’AD, colpevole di non saper fare le nozze coi fichi secchi, è stata qualcosa di vergognoso. Così come è stato vergognoso ripulirsi l’immagine scaricando su Galliani l’intera vicenda di Seedorf sapendo che i tifosi stavano con l’Olandese per non danneggiare ancora la propria immagine.

Ci sono almeno tre cose che non tornano in questa vicenda. Prima: la stampa nemica di Seedorf. La stessa stampa che – evidentemente – per un tecnico che non piaceva a chi la controllava, secondo le teorie complottiste, si è spinta un po’ oltre con pezzi come questo, questo, questo e quest’altro. I pezzi su Seedorf non sono mai usciti perché l’allenatore non piaceva all’amministratore Delegato. I primi articoli contro Seedorf, infatti, sono usciti dopo questo. Ovvero quando dopo Milan-Parma 2-4 la presidenza ha perso la fiducia nell’allenatore decidendo per il cambio a fine stagione. Vi sfido a trovare un articolo che parli male della vicenda Seedorf con data antecedente al 15 Marzo 2014. E lo stesso sta accadendo con Pippo Inzaghi ora, perché la fiducia in Inzaghi da parte di Berlusconi sembra essere ormai irrimediabilmente persa. Prendete questo pezzo. Sostituite Seedorf con Inzaghi e Fiorentina con Parma. Non vi sembra di aver già visto questo film?

Secondo punto: i rapporti tra Galliani e Seedorf. Ci sono almeno quattro prove concrete sul fatto che Seedorf non sia stato esonerato da Galliani ma da Berlusconi. Cinque, se ci aggiungiamo il fatto che non avrebbe senso l’esonero da parte di chi non lo ha messo lì. Il 27 Aprile 2014 Seedorf dichiara apertamente di non avere alcun problema con Galliani. Il 10 Maggio 2014 lo stesso Seedorf dichiara di non capire Berlusconi. Il 13 Maggio è Berlusconi a scaricare lo stesso Seedorf. Il 19 Maggio lo stesso Seedorf è con BB e Galliani alla presentazione di Casa Milan. Il filo conduttore della cosa mi sembra evidente. Ma ci sono anche due bonus: il primo è di ieri, su Tuttosport in cui viene detto che Seedorf tenta di riavvicinarsi al Milan e a Berlusconi. Perché dovrebbe tentare di riavvicinarsi a Berlusconi, se il loro rapporto è buono e la sua testa era stata chiesta da AG? Il secondo arriva direttamente da Stam, pronto ad entrare in un costosissimo staff di nomi che – dio ce ne scampi – per fortuna non è mai stato creato (altrimenti la cessione di Cristante non avrebbe pagato Jack ma lo staff). Lo stesso Stam che parlava di contatti con Galliani e BB e di precontratti già firmati. Anche qua, ci si è spinti un po’ oltre per un allenatore che si voleva esonerare.

Terzo punto: il budget. La storia qua è stata abbastanza chiara, diffusa per mano della figlia. Far credere che i soldi ci siano ma siano spesi male è stato un capolavoro di manipolazione. Per la serie “una immagine vale più di mille parole”, queste sono le spese sul mercato in serie A dal 2006/07 ad oggi.

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La colpa di AG è evidentemente quella di non aver fatto un miracolo – perché tale si può definire competere con chi ha comprato giocatori per 100 e 200 milioni di cartellini più del Milan. Nonostante questo ogni acquisto del Milan viene denigrato tra sciarpe “#weareparametrizero” e compagnia bella, ogni prestito viene definito un’indecenza e persino per l’acquisto di Diego Lopez c’è stata prevenzione. Dall’altra parte assistiamo a scene patetiche come la divinizzazione del panchinaro Cristante (che qualcuno, evidentemente senza decenza, non collega all’affare Bonaventura ma allo stipendio di Essien) o il rimpiangere gente come Aubameyang e Darmian fino all’attacco sistematico dei pochi errori, Essien o Matri che siano, appena mettono piede in campo. L’obiettivo è come sempre mirare sulla pagliuzza ed ignorare la trave.

E’ proprio il budget il problema che ci ha portato qua. Secondo voi Galliani preferisce Inzaghi a Spalletti? O Inzaghi è sulla nostra panchina perché l’input di Arcore è stato chiaro e tondo: “Basta che non mi costi nulla”? Secondo voi è una scelta precisa dell’amministratore delegato quella di prendere giocatori a zero o è dettata dalla mancanza di budget? Volete un esempio di qualche trattativa saltata perché non è arrivato il sì dall’alto? Una, due (la più famosa), e soprattutto tre. Pensate, sarebbe bastato un sì, sarebbe bastato un investimento (parola strana) della proprietà. Uno di quei tre ed oggi la situazione sarebbe radicalmente diversa. Ma sicuramente la colpa è dello stipendio di Traorè o di Essien, no? Sono quei 4-5 milioni che ci impediscono di prendere dei campioni da Milan, deve essere per forza così. Lo slogan più gettonato è di metterne 3-4 insieme e dire “eh, potevi prendere Y”. Per farvi capire il senso della cosa, con quello che la Roma ha speso per Iturbe (31), Manolas (13), Sanabria (5), Ucan (5), Lijaic (11) e Gervinho (8) ci si poteva prendere Ibrahimovic o Cavani. O addirittura un Neymar, e avanzavano pure 20 milioni per tenersi Manolas. Col senno di poi, sono bravi tutti.

Ed eccoci finalmente al succo del discorso. La strategia mediatica è arrivata al punto da condizionare la maggior parte dei tifosi, quelli facilmente più malleabili (d’altronde è riuscito a far credere a mezza Italia che la colpa delle sue condanne è dei magistrati comunisti, questo è uno scherzo per lui) al punto che una cosa è diventata buona se va contro l’amministratore delegato. La situazione in cui vengono sbandierati come uno slogan i 35 punti di Seedorf dello scorso girone di ritorno è quasi vergognosa: Seedorf è inadeguato così come era inadeguato Inzaghi e quei 35 punti sono il peggior girone di ritorno degli ultimi anni, mai così male dai tempi di Leonardo che con una rosa superiore di punti ne fece 30.

35 punti sbandierati quasi dimenticando come questi sono arrivati. Con giocate individuali di Balotelli in partite orrende come Bologna, Cagliari, Torino. E con il grosso fatto nelle ultime giornate, contro squadre comunque già salve o già retrocesse. Il vantaggio, in fondo, del girone di ritorno. E’ ridicolo vedere Seedorf rimpianto dal momento in cui è stato mandato via per il solo fatto della voce messa in giro di presunti dissidi con l’AD. E’ ridicolo vederlo idolatrato da chi prima lo ha chiamato fancazzo e poi ha rimpianto Allegri fino a Milan-Parma. Ed è altrettanto ridicolo vedere queste persone sputare su una bandiera del Milan come Pippo Inzaghi per il solo reato di averne preso il posto. Yes-man, lecchino, incapace non erano giudizi tecnici ma giudizi di preconcetto, ancora prima di averlo visto in campo, giudizi a cui pur prendendo le distanze dallo scempio a cui ho assistito nelle ultime tre gare mai mi legherò perché dettati dalla prevenzione.

Tutto questo mentre ad Arcore si gozzoviglia e del Milan poco importa. L’importante è prendere per il culo i tifosi con stadi che non si faranno mai, osservatori che possono trovare i nuovi fenomeni a costo zero (a proposito di questo – vi rendete conto che Pogba non se l’era mai filato nessun osservatore ed è arrivato in A con Raiola a batterlo porta a porta?) e l’illusione che si possa tornare grandi senza spendere un euro. C’è una sola via per porre fine a tutto questo: un rinnovamento. Rinnovamento che finché non si estenderà alla presidenza sarà praticamente inutile. Se Galliani deve lasciare che lasci insieme alla proprietà – un altro fantoccio al suo posto non farà meglio. Berlusconi si è servito del Milan per quasi 30 anni – soprattutto per acquisire popolarità ai fini politici: ora non gli serve più e ci ha lasciato dove eravamo. Che se ne vada, il prima possibile per tornare alla vittoria: può illudere i sempliciotti e gli ignoranti che il problema non sia lui ma le teste pensanti continuano ad aumentare e prima o poi dovrà farci i conti. 

Se ne vada, presidente, e venda, se le è rimasta un po’ di dignità. Se ne vada per non rovinare quanto ha fatto ricordando che questi colori sono comunque più grandi di lei. Se ne vada, e ci tolga in un colpo solo il suo budget zero e l’imbarazzo di averla come presidente. Se ne vada assumendosi le sue responsabilità e non infamando chi ha contribuito a portare lei ed il Milan dov’è ora. Per me lei non esiste più. Per me c’è solo il Milan.

Diavolo1990

Posted by Diavolo1990

Amministratore, co-fondatore e capo-redattore del sito dalla sua fondazione.