Volevamo la prova di maturità, volevamo una conferma di quanto visto con il Napoli, volevamo una squadra che se la giocasse senza paura contro una pretendente al titolo. Tutto questo lo abbiamo avuto, lo abbiamo visto.

Il Milan è andato a Roma senza timori reverenziali, disputando una gara quasi impeccabile fatta di corsa, sacrificio e organizzazione. A tratti, specie ad inizio secondo tempo, siamo anche stati superiori ai giallorossi e siamo andati davvero vicino all’impresa; se non fosse arrivato quel rosso, chissà magari sarebbe andata ancora meglio. Accontentiamoci, però. Non è stato un match bellissimo, ma l’agonismo è stato tanto, ed è stato il fattore fondamentale che ha influenzato gioco e atteggiamento. Abbiamo retto alla grande, ed è questa la cosa più importante. Forse la delusione più grande di questa stagione è stata la squadra molle e svogliata di Genova, ed è un gran sollievo che a dirlo sia lo stesso Inzaghi. Quel Milan non ci deve più essere, perché con quella mentalità si va poco avanti. Bisogna lottare e crederci, senza timore, contro chiunque.

Non avremo la rosa della Roma, non abbiamo speso i milioni che hanno speso loro per strapagare alcuni giocatori, eppure siamo lì, a giocarcela, con diversi assi nella manica che non abbiamo nemmeno avuto il tempo di giocarci. E poi, non cimentiamoci che sulla carta stiamo giocando con i terzini di riserva, cosa che nessuno ha sottolineato. Se avessero sbagliato la partita, avremmo letto fior di critiche e offese, e invece si confermano, così come Zapata che si fa trovar pronto quando serve, o Poli, vero lottatore dal grandissimo spirito di sacrificio. Siamo una squadra finalmente, come non lo eravamo da tanto tempo. È gran bel regalo questo da parte di un allenatore che finalmente si sta prendendo i giusti meriti: non ha mai mollato nulla, fin dal primo giorno, è riuscito a creare un gruppo coeso dentro e fuori dal campo, ha trasferito ha tutti quella grinta che aveva lui quando ballava sulla linea del fuorigioco. Adesso Pippo fa il direttore d’orchestra, anche durante la partita, in modo che ognuno sappia esattamente cosa deve fare, cosa è utile in quel momento per la squadra.

Ci vuole tempo ancora per giungere a conclusioni, ma questi primi mesi di nuova gestione hanno regalato davvero tanti spunti positivi, e pochi da aggiustare. Ritorniamo a giocarci i big match alla pari, ritorniamo a parlare di squadra e non di singoli; è presto, la strada è stata appena intrapresa, ma, personalmente, sono certo che sia quella giusta. Sul carro di Inzaghi c’è ancora tanto posto, e sono sicuro che in tanti cominceranno a saltarci su. Fate pure, ma ricordate: un carro può essere vincente o perdente, ma nel sostenerlo o criticarlo quello che non bisogna mai perdere è la dignità. Vi auguro buon Natale e buon anno nuovo, sperando sia sempre più a tinte rossonere.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.