Se il momento attuale del Milan fosse facile da descrivere e da commentare, probabilmente ci saremmo risparmiati scempi giornalistici e non di ogni tipo. Così non è, purtroppo, e capisco come questa complessa situazione lasci spazio ad interpretazioni fantasiose.

I fatti parlano di una squadra non proprio in serie positiva, visti i recenti risultati e sopratutto visto che i tre punti mancano da diverse giornate. Nonostante questo, sorge spontanea una domanda: ma cosa volevamo? cosa ci aspettavamo? perché a sentire qualcuno, fino ad ora si è sbagliato tutto o quasi. In realtà io la penso diversamente, e ho già avuto modo di esprimere questo mio parere. Non mi sembra che la stagione, fino a questo momento, sia da buttare, anzi tutt’altro. Veniamo da un ottavo posto, dal doppio cambio in panchina, e ricominciare a costruire una mentalità vincente e, sopratutto, una squadra solita, non è una cosa così semplice da poter essere fatta in qualche mese. I miracoli, insomma, lasciamoli ad altri, perché penso che nessuno sarebbe riuscito a far meglio di così, almeno fino a questo punto.

Fatta questa precisazione, diciamo che il campo ha lasciato pochi dubbi: il Milan attuale va a sprazzi. Alti e bassi si alternano inesorabilmente nelle diverse partite ma anche all’interno dello stesso match, e la gara contro la Samp ne è stata solo la conferma. Il risultato complessivo alla fine ci sta più che bene, se consideriamo che in pochi son riusciti e riusciranno a portar via punti ai blucerchiati in casa loro. Anche il loro fortino difensivo è stato abbattuto, a testimonianza (o meglio conferma) che il nostro reparto offensivo funziona, e ancor di più lo farà se realmente EL Shaarawy tornerà su livelli accettabili. I problemi, a limite, sono nati dal fatto che ancora una volta abbiamo dimostrato di non riuscire a gestire il gioco con tranquillità, e sopratutto senza sbilanciarci. A questo proposito, ritengo che un lavoro specifico vada fatto sul centrocampista centrale, quindi De Jong fino ad oggi; se salgono i terzini e salgono le ali, lui non può minimamente permettersi il lusso di abbandonare la sua posizione. Lo ha fatto contro il Palermo, e lo abbiamo pagato, e lo ha fatto anche Sabato contro la Samp. Se proprio non si vuole passare al 4-4-2, almeno dobbiamo avere l’accortezza di costruire un ideale 3-4-3 quando offendiamo, proprio per non sbilanciarci e per non lasciare i due centrali scoperti e in inferiorità numerica. I problemi difensivi coinvolgono tutta la squadra, non solo i difensori, anche se questi non sono esenti da colpe. A questo proposito, penso che il cambio di fascia di De Sciglio abbia confermato il fatto che giochi molto meglio a destra che a sinistra, cosa che rende il tutto problematico: ci manca di fatto un terzino sinistro di ruolo, e si vede, mentre a destra abbiamo due possibili titolari.

Per il resto, poco altro da dire. Essien non così male come dicono, Bonera così così, maluccio Honda, molto bene Bonaventura e Menez…da rivedere; troppo spesso passivo in  fase di non possesso, quasi svogliato, cosa che poi puntualmente smentisce quando siamo noi ad aver palla. su questo deve migliorare, ed essere più costante. In generale direi che Marassi potrebbe essere l’ennesimo nuovo inizio, dopo le tristi parentesi contro Cagliari e Palermo, perché la squadra ha ritrovato quell’unione di sacrificio e di intenti che auspicavo. Le altre non hanno mosso poi tanto la classifica, a parte il Napoli, con la Lazio che ha perso e l’Inter che si è confermata sui suoi standard; è anche per questo che il pareggio con la Samp può avvalersi ancor di più di significati positivi. Ci siamo, e ci dobbiamo essere ancor di più ora che è iniziato ufficialmente il tour de force, con una serie di scontri diretti uno dietro l’altro. Da adesso in poi non è più consentito sbagliare, non sono più concessi alti e bassi.

Nicco

Posted by Nicco

Editorialista del blog. Responsabile degli approfondimenti sulla squadra immediatamente successivi alle gare italiane.