Sarà perché ne parlano tutti, sarà perchè non riesco a non dire la mia, ma oggi voglio parlare di portieri. E voglio schierarmi, senza paura delle conseguenze, con il team Diego Lopez perché penso che non ci dovrebbero essere discussioni e dubbi: è lui che dovrebbe giocare.

Per una lunga serie di motivi: perché è stato comprato per fare il primo portiere e non per essere il secondo di un 37enne (per quello avevamo già Agazzi), perché se togli il posto a Casillas proprio scarso non sei, perché a parte la papera con il Parma ha fatto grandi interventi, perché mi sono commossa nel vedere un portiere in grado di rinviare nel modo giusto e di uscire alla perfezione, ma soprattutto perché due belle parate di Abbiati nell’ultima partita non possono e non devono bastare a cancellare il passato ed a sovvertire le gerarchie. Sappiamo tutti che Abbiati non può garantire la continuità e l’affidabilità dello spagnolo, che non può reggere una stagione intera e che probabilmente presto si fermerà per qualche fastidio fisico. E a quel punto non sarà facile per Lopez subentrare dopo essere stato accantonato per un infortunio, soprattutto dal punto di vista mentale.

Abbiati ha sicuramente disputato una grande partita contro il Chievo, come ne ha disputate altre eccezionali in passato: e come in passato la sua conferma tra i pali porterà con sé i mugugni e le lamentele dopo le prossime partire, quando si esibirà di nuovo nei suoi rinvii regolarmente diretti agli avversari, nelle sue uscite timorose e generalmente sbagliate, nelle sue inspiegabili amnesie. Al Milan serve un portiere non eccezionale ma affidabile, un portiere magari incapace di parate spettacolari e impossibili ma che sappia fare il suo lavoro, affidabile e continuo. E lo abbiamo trovato. Non facciamo l’errore di metterlo in panchina, dimenticandoci di lui salvo poi ripescarlo nel momento del bisogno.

Perché non funziona così, i giocatori non sono automi e l’esclusione si fa sentire al rientro in campo, soprattutto dal punto di vista emotivo e mentale. Avere a disposizione solo 90 minuti per far vedere tutto il repertorio e conquistarsi un posto può essere stimolante ma anche deleterio per un giocatore. Vedi El Shaarawy. Quindi mi appello a Pippo: schiera Diego Lopez. E chiudo con un messaggio ad Agazzi: vale molto di più di un terzo portiere, anche se non ha avuto modo di dimostrarlo. Forse la sua scelta di lasciare Cagliari non è stata delle più oculate. E se a gennaio facesse i bagagli sarebbe la cosa migliore. Soprattutto per la sua carriera.

SG

Posted by SG

Editorialista del blog