Tra le cose che non capisco, che non sono mai riuscito a spiegarmi, è forte la presenza del modo in cui giornalisti e addetti ai lavori, gestiscono e plasmano le notizie.
Non trovo un senso al fatto che un individuo, il cui lavoro consiste nel raccontare dei fatti, si senta in dovere di aggiungere costantemente dei particolari insignificanti e spesso anche inesistenti, per trasmettere un determinato significato.
Non lo trovo nemmeno al modo in cui si riesca sempre a omettere o comunque a sminuire qualche dato che andrebbe segnalato, almeno quanto il particolare di prima.
Per rendere l’idea, il succo dell’operazione mediatica nei confronti di Mario Balotelli è l’esempio più facile da fare.
Ma si può dire benissimo che lo stesso sistema sia continuativamente utilizzato verso il Milan in generale.
Perché?

Vorrei sapere perché una bella prestazione del Milan, vale 1/4 della stessa di un Napoli, una Roma, un’ Inter o di un Chievo qualsiasi. (Ometto la Juve volontariamente, sarebbe troppo facile sparare a zero su di loro)
Oppure perché alla prima panchina di un giocatore milanista si sputano sentenze e si tirano fuori i motivi più bizzarri immaginabili, creando casi enormi, mentre un certo Vidal fa’ a botte nei locali e si dà alla vita da teppistello, senza che la cosa venga raccontata per bene da qualcuno?
Se fosse successo ad uno qualsiasi dei nostri, sarebbe stato sbattuto persino sulla prima pagina de “Il sole 24 ore”.
Anche la società Inter, per esempio, per quanto sia enormemente imbarazzante sotto molti punti di vista, non mi sembra e non mi è mai sembrato che potesse o cercasse di avere qualche controllo sui media, eppure “Vidic è meglio di Alex”.

Allora, essendo che mi piace ragionare in buona fede, almeno quando non si tratta dei bianconeri piemontesi, vorrei capire per quale assurdo motivo, lo sport più praticato dall’informazione calcistica, sia gettare napalm sopra ogni cosa che riguarda il Milan.
Va bene “dare fastidio”, ma non credo si possa dar fastidio a chiunque.
Perché diamo fastidio solo noi?

Chiedo solo l’obiettività e di limitarsi al raccontare i fatti. Non travestite personali opinioni o sensazioni come fossero realtà assolute, non è giusto, si gioca sporco così. Non permettete alla vostra fede calcistica di fuorviare i principi fondamentali del giornalismo. (Dico questo sempre imponendomi a forza la buona fede).
Insomma, state rendendo questo sport un reality show. Non vi sembra di esagerare? 

zaccheroni4

Posted by zaccheroni4

2 Comments

  1. Borgofosco

    Bravo amico mio. E’ per questo motivo che mi sono messo alla tastiera di un computer e cerco di raccontare, da tanto tempo, quanto tu hai brillantemente detto nel tuo scritto. Si il nostro non è vittimismo, basta confrontare i pareri degli opinionisti televisivi e/o peggio leggere i resoconti nelle cronache nei giornali sia sportivi che di cronaca politica e finanziaria. Persino il sole 24 ore si è interessato del Milan dicendo che la società era in svenduta a questo o quello sceicco del caso. Tanto il Milan non è quotato in borsa e lo si può infamare come meglio si crede. Si amico mio, restiamo noi tifosi, quei rompiscatole, forse anche per qualche dirigente rossonero, che hanno il coraggio di raccontare come vanno le cose in al Milan. Coraggio, le battaglie di libertà non sono soltanto utopie o fissazioni di scalmanati tifosi. Raccontiamo, come ho fatto, della vergognosa discriminazione, nei commenti, tenuta nei confronti del Milan a seguito di una partita, quasi come quella della ‘giuve’ di ieri sera, disputata a San Siro contro l’Atletico Madrid. Racontiamo della differenza di commenti, che hanno sentore del giudizi. Teniamo botta a quei prezzolati al servizio del solito padrone della stampa o di alcune tv private. Difendiamo la nostra passione! Difendiamo il ‘nostro’ Milan!

  2. Beh ! Amici miei, sappiamo tutti che il Milan e’ antipatico a coloro che trovano antipatico il nostro Presidente . Purtroppo anche a pseudo tifosi che allignano sentimenti paradossali augurando sconfitte . Tipo il tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie .

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